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On line report convegno “Cittadinanza Sportiva”

CONVEGNO

CITTADINANZA SPORTIVA E NUOVI CITTADINI

17 ottobre 2015

Circolo dei Lettori – Torino

INTRODUZIONE

In occasione delle F.A.R.E. Action Weeks 2015, settimane Europee contro il razzismo nel calcio, l’A.S.D. Balon Mundial ONLUS, impegnata da tempo nella lotta alle discriminazioni e membro di F.A.R.E. Network (Football Against Racism in Europe), è stata scelta per organizzare una delle nove grandi iniziative europee destinate alla lotta contro il razzismo nel calcio e nel mondo dello sport.

Nel corso del convegno intitolato “Cittadinanza sportiva e nuovi cittadini” tenutosi presso il Circolo dei Lettori di Torino il 17 ottobre 2015, grazie al contributo di rappresentanti provenienti dal mondo della politica, dello sport e della società civile, A.S.D. Balon Mundial ONLUS ha affrontato e discusso le tematiche legate alla Proposta di legge n. 1949-2014 sulla Cittadinanza Sportiva, lanciato la campagna social #azzurropureio e organizzato un incontro tra le realtà che in Italia utilizzano il calcio come strumento di incontro ed inclusione sociale per richiedenti asilo, rifugiati politici e migranti, con l’obiettivo di creare la prima rete italiana ed europea di calcio migrante.

Obiettivo di questo breve testo è anticipare il report della conferenza, presentando i temi emersi durante le due sessioni di lavori, favorendo l’avvio di una collaborazione tra i soggetti presenti e i partecipanti ed evidenziando azioni concrete su cui fare fronte comune lavorando congiuntamente.

TEMI AFFRONTATI

SESSIONE DEL MATTINO

Presentazione e discussione sulla proposta di legge n. 1949-2014 sulla Cittadinanza Sportiva, unitamente all’approfondimento e all’analisi delle criticità delle questioni collegate ad essa.

MODERATORE: TOMMASO POZZATO – Presidente A.S.D. Balon Mundial ONLUS

INTERVENTI

Laura Spina

Nessuno Fuorigioco ONLUS

Max Mauro

Docente e ricercatore – Southampton Solent University

Paolo Anselmo

FIGC – Federazione Italiana Gioco Calcio – Settore giovanile scolastico

Timothy Donato

Progetto “Play With Us – We are not afraid of you” – Nessuno Fuorigioco Onlus

Monica Cerutti

Assessora alle Politiche Giovanili, Diritti Civili, Immigrazione

Massimo Aghilar

UISP – Politiche Sociali, Educative e Giovanili

On. Filippo Fossati

Parlamentare promotore della legge sulla Cittadinanza sportiva

ABSTRACT

La presentazione del quadro giuridico sul diritto al gioco in Italia della dott.ssa Laura Spina, primo intervento della giornata, ha subito offerto un punto di vista che pone lo sport non solo all’interno della più classica visione di diritto alla ricerca della salute e del benessere psicofisico, ma come diritto fondamentale per il minore e per l’adulto a partecipare ad un’attività educativa, relazionale, capace non solo di tutelare la salute della persona ma anche di aiutarla nello sviluppo e nella crescita, portando lo sport amatoriale più nell’ambito dei confini del diritto al gioco rispetto ad un approccio che intende lo sport come sfida e competizione. Tale visione ha accompagnato ed anticipato una visione dello sport che è stata largamente condivisa ed implementata da tutti i relatori successivi.

Nell’ambito di questa visione educativa dello sport, che il dott. Paolo Anselmo ha inserito nei tre pilastri dell’educazione dopo famiglia e scuola, il mondo normativo che regola l’accesso e il tesseramento dei minori figli di stranieri e migranti nel calcio e nello sport Italiano in genere, risulta indietro sia rispetto alle convenzioni internazionali che tutelano il diritto al gioco, sia rispetto alla visione di sport promossa dall’Unione Europea attraverso la Carta Europea dello Sport.

I limiti, individuati in un regolamento FIFA orientato a difendere i minori dai trasferimenti internazionali inseguendo il sogno del calcio professionistico, si scontrano con la realtà di una società in movimento, caratterizzata da flussi migratori continui e da regolamenti federali inadeguati, senza l’iniziativa personale di singoli presidenti di comitati, a rispondere alle richieste di giovani migranti di partecipare alle attività federali senza incorrere in processi burocratici ostici e talvolta non privi di incongruenze (vedi richiesta di controllo di un precedente tesseramento presso Federazioni sportive estere, ad esempio, di un minore figlio di richiedenti asilo che proprio in virtù della loro condizione non desiderano e non possono dichiarare la loro attuale residenza al paese di provenienza).

Con le attuali normative in vigore, il minore figlio di migranti viene dunque ostacolato nel suo diritto al gioco e diritto allo sport, che in termini pratici, significa che mentre due bambini hanno per diritto pari accesso e pari dignità a scuola, lo stesso non può avvenire sui campi di calcio.

All’interno di questo quadro, il passaggio dalla Camera al Senato delle proposte di legge sulla Cittadinanza Sportiva, che offre la possibilità di superare molti degli ostacoli burocratici menzionati e della legge sulla Cittadinanza per i minori stranieri sulla base dello ius soli temperato e dello ius culturae, per quanto percorsi paralleli e non privi di criticità, rappresentano ad oggi in Italia l’avanguardia sul diritto di cittadinanza, di accesso e di partecipazione per i nuovi cittadini, con il limite di essere un passo in avanti per il diritto ai cittadini e non per il diritto alle persone. Tuttavia le due proposte di legge, per quanto affini per temi e obiettivi finali, sembrano destinate a non incrociarsi o, come invece auspicato da Max Mauro, a non essere incorporate creando un unico testo di legge.

L’auspicio di tutti i presenti, emerso nei vari interventi, è di vedere la promulgazione della legge sulla cittadinanza sportiva, migliorata con piccoli ma efficaci emendamenti su temi cruciali per permettere a tutti i minori il diritto al gioco e allo sport.

QUESTIONI CHIAVE

  • Lo sport come diritto al gioco, alla crescita ed all’educazione per i minori.

  • L’inserimento dello Sport nel Disegno di Legge della Regione Piemonte: “Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale”.

  • La promulgazione delle Legge di Cittadinanza Sportiva con emendamento per cancellare requisito di residenza e introdurre il requisito di domicilio.

  • La promulgazione delle Legge di Cittadinanza Sportiva con emendamento per favorire la partecipazione delle eccellenze sportive di seconda generazione, o minori nati in Italia o cresciuti in Italia da genitori migranti o stranieri, ai percorsi agonistici federali anche indossando la maglia azzurra.

  • La previsione di accesso dei minori alle attività federali anche nei periodi precedenti l’acquisizione del diritto di Cittadinanza come previsto da testo di legge (durante il percorso scolastico se minore di 13 anni; prima dei 18 anni se minore nato in Italia).

  • La Modifica regolamento FIGC per il favorire il tesseramento dei minori non accompagnati.

  • La modifica del regolamento FIGC con abolizione di richiesta di certificato di tesseramento presso Federazioni estere per minori nati in Italia.

  • L’identificazione, anche a livello normativo, dello sport come strumento di inclusione sociale capace di far parte delle pratiche che compongono uno degli elementi fondanti dello ius culturae.

LANCIO DELLA CAMPAGNA “#azzurropureio”

A sostegno della proposta di legge sulla Cittadinanza Sportiva abbiamo lanciato la campagna sui social network: #azzurropureio.

Ideata e lanciata in occasione delle Football people weeks 2015, la campagna #azzurropureio intende promuovere il diritto allo sport per tutti e sensibilizzare alla valorizzazione delle diversità e delle unicità sostenendo la partecipazione dei giovani immigrati che crescono in Italia, dei minori di c.d. “seconda generazione” (G2), nuovi italiani che vogliamo possano diventare rappresentanti dello sport nazionale avendo libero accesso. Il Calcio può divenire, così, strumento di lotta alle discriminazioni e agli stereotipi identitari nazionali.

Il presupposto è che le nazionali sportive, di calcio in particolare, rappresentano lo specchio della società, e in modo diretto e indiretto sono capaci di mandare grandi messaggi di comunicazione. In Italia la proposta di legge sulla Cittadinanza e quella sulla Cittadinanza Sportiva apriranno le porte alla nazionale a tanti giovani figli di migranti nati in Italia o che conquisteranno la Cittadinanza con lo ius culturae.

Come dimostrato dalle rappresentative sportive in altri Paesi che hanno conosciuto il fenomeno immigratorio prima del nostro, la selezione nazionale riveste un alto valore simbolico verso le nuove componenti della società, specialmente verso chi – giunto nel nostro Paese più recentemente o figlio di stranieri che abbiano deciso di stabilirsi in Italia – abbia fatto propria la cultura italiana e la integri con le sue specificità e unicità crescendo, studiando e praticando sport sul territorio.

La richiesta è di indossare la maglia della nazionale, pubblicare la foto sui propri social network con l’hashtag #azzurropureio #footballpeople #balonmundial.

SESSIONE DEL POMERIGGIO

Verso la costruzione di un Network del calcio migrante

MODERATORE: Federico Laface – A.S.D. Balon Mundial ONLUS

Interventi in sala o tramite contributi multimediali di:

  • Alberto Urbinati Liberi Nantes (Roma);

  • On. Filippo Fossati – Il caso di Mortara e l’interpellanza parlamentare;

  • Zaira Starnai SARI (Sport Against Racism in Ireland)La buona pratica di Sari Ireland;

  • A.S.D. Koa Bosco e Progetto San Michel (Rosarno)

  • Contributo video sugli episodi di discriminazione subiti durante il campionato di 3° categoria e presentazione del nuovo progetto di squadra mista italiani/rifugiati;

  • Cuori d’Aquila ed Equipo Corsaro (Torino) – Il passaggio dal Refugees Team alla squadra mista italiani/rifugiati come fase avanzata di un progetto d’inclusione attraverso lo sport;

  • Roberto Arena Survivors (Torino) – Attività agonistica sportiva ed inserimento lavorativo dei migranti attraverso la creazione di imprese sociali;

  • Luca Fanelli – Action Aid Lavoro di squadra (Alba).

ABSTRACT

Obiettivo della sessione pomeridiana è stato quello di mettere in contatto le realtà che in Italia lavorano con il calcio per favorire progetti di inclusione sociale, prima e seconda accoglienza, lotta alla disoccupazione.

Gli invitati hanno rappresentato realtà che nel loro settore hanno raggiunto livelli di eccellenza sportiva o sociale, progetti nati in Italia ma con una visione di sport europeo: sport come educazione, sport come inclusione sociale, sport come formazione e inserimento lavorativo.

Obiettivo dell’incontro è stato condividere le esperienze, conoscersi e individuare criticità comuni con un grande fine, la creazione di una rete che partendo da una visione comune del calcio sia capace di:

  • condividere le buone pratiche e le esperienze;

  • supportare la risoluzione di problematiche comuni, sportive e gestionali delle squadre;

  • progettare un fundraising comune;

  • realizzare una comunicazione coordinata sulle tematiche e gli interventi condivisi che raggiunga una visibilità nazionale e internazionale;

  • organizzare eventi di grande scala e impatto e interventi nelle aree di crisi dei migranti;

  • sviluppare una capacità di advocacy e la creazione di gruppi di pressione sui grandi temi inerenti migranti, richiedenti asilo, rifugiati e c.d. seconde generazioni.

Nel corso dei vari interventi sono emersi i seguenti temi:

  1. la richiesta di creare una rete concreta, capace di lavorare su pochi obiettivi ma comuni ed in modo efficace;

  2. la richiesta di riconoscere a livello normativo il valore sociale dello sport, come fattore determinante nell’inclusione sociale, come motore di accoglienza e prassi da inserire nei progetti di prima e seconda accoglienza non solo come attività accessoria ma come modello di intervento di lungo periodo e in situazioni di emergenza come intervento socio educativo sportivo;

  3. la richiesta ai club professionistici di investire per una ricaduta positiva sulle questioni sociali del territorio in cui sono inseriti sul modello dei top team nord europei;

  4. la richiesta alla FIGC di una normativa unificata che garantisca a livello nazionale la possibilità a richiedenti asilo e rifugiati di poter partecipare ai campionati con la stessa qualifica di un cittadino italiano, senza rientrare all’interno del limite degli stranieri imposto alle squadre;

  5. il riconoscimento normativo di una nuova figura di educatore socio sportivo, riconosciuta per titoli valutando il percorso esperienziale svolto e con la creazione di percorsi accademici dedicati;

  6. la richiesta alla FIGC di una normativa unificata che garantisca a livello nazionale la possibilità a squadre – completamente o in parte composte da richiedenti asilo e rifugiati- di partecipare regolarmente ai campionati dilettantistici.

RICHIESTE PER LA FIGC

Al Consiglio Direttivo rappresentato chiederemmo di:

  • recepire i suggerimenti emersi nella prima sessione del convegno in termini di regolamento al fine di favorire il diritto al gioco per i figli di migranti;

  • recepire i suggerimenti emersi nella seconda sessione del convegno in termini di regolamento al fine di favorire la partecipazione di richiedenti asilo e rifugiati politici e umanitari alla pratica sportiva dilettantistica;

  • aderire alla campagna #azzurropureio a livello istituzionale, favorendone la diffusione fra gli associati al fine di sostenere la legge sulla Cittadinanza Sportiva;

  • favorire l’incontro tra il progetto “RETE” dedicato ai ragazzi dei progetti S.P.R.A.R. e la nascente rete promossa dall’A.S.D. Balon Mundial ONLUS durante il workshop “Verso la costruzione di un Network del calcio migrante”.

Il viaggio a Puck

ASD Balon Mundial ONLUS a Puck, Polonia Abbiamo chiesto a Roberto, che è stato con Tommaso in Polonia di raccontarci il loro viaggio a Puck e data l’importanza del contenuto e la chiarezza della forma, abbiamo deciso di riportarla per intero.

“Cari associati, mi avete chiesto di scrivervi una breve descrizione del progetto a cui abbiamo partecipato io e Tommaso a Puck, in Polonia, e mi è sembrata questa una buona occasione per presentarmi a voi, dato che credo e spero stia nascendo una simpatica e proficua collaborazione.

Mi chiamo Roberto Greco, mi sono avvicinato all’associazione per motivi “geografici”, dato che lavoro nell’ufficio accanto al vostro, (Giosef) nel TYC. Parlando con Tommaso mi sono avvicinato alle vostre attività e ho espresso la volontà di collaborare con voi e ai vostri progetti e magari di portarne avanti altri, di altro genere, insieme. Quello che ho proposto a Tommaso e che si lega al nostro viaggio a Puck riguarda la progettazione europea. Questo settore, nel quale sono ormai impegnato da alcuni anni, fornisce alla maggior parte delle associazioni dislocate sul territorio europeo la possibilità di finanziare i propri progetti e le proprie attività, oltre che, per dirla in “soldoni”, il pane quotidiano!

A Puck abbiamo partecipato ad un incontro con membri di altre associazioni provenienti da altre parti d’Europa. I lavori sono serviti a presentare a tutti i partecipanti il funzionamento del nuovo sistema di finanziamento, che da quest’anno si chiama Erasmus Plus almeno nella sua declinazione principale e più vicina alle attività ed agli interessi di Balon Mundial, e che convoglia in sé diverse tipologie di progetti che fino all’anno passato erano afferenti ad altri “frameworks”. Inoltre, l’incontro è servito a produrre una serie di idee progettuali da portare poi avanti nei mesi a venire.

Il viaggio a Puck è servito quindi ad aprire una serie di orizzonti a Balon Mundial: 1) la possibilità di guardare a finanziamenti diversi, non più provenienti solamente da Torino e dal Piemonte, ma dall’Unione Europea; 2) la possibilità di collaborare con altre associazioni (per esempio Giosef) o professionalità (per esempio la mia) allo scopo di espandere il proprio raggio d’azione e ricevere nuove idee, stimoli e valutazioni sull’operato dell’associazione; 3) la possibilità di aprirsi a nuove attività con un raggio d’azione “europeo” e che sopratutto curino e portino avanti la collaborazione con alcuni enti di strategica importanza per lo sviluppo, il finanziamento delle attività ed il futuro di Balon Mundial, come “Street Football World”, “Mifalot” ed altre.

Cercando di non “tediarvi” oltremodo, provo a darvi una visione veloce di quanto ci può interessare “come Balon Mundial” all’interno dell’ampio raggio d’azione dell’Erasmus Plus: I progetti che ci hanno interessato e attorno ai quali sono nate proposte progettuali importanti sono di due tipi: 1) da un lato ci sono i progetti che appartengo al framework dell’Erasmus Plus Sport, che si dividono in due sotto-categorie, Partenariati collaborativi e Eventi sportivi not-for-profit. Questi devono avere un obiettivo specifico afferente alla tematica sportiva (“sport per tutti”, lotta al doping, vita sana, lotta al razzismo e alla violenza nello sport) e sono gestiti da “Bruxelles”, quindi pongono coloro che vogliono partecipare in competizione con tutta Europa. 2) dall’altro ci sono tutti i progetti Erasmus + (dagli scambi internazionali, ai progetti con tirocini, corsi, training etc) in cui lo sport può essere utilizzato come attività aggregante o parte di una metodologia integrata ed  innovativa. Questi sono invece gestiti dalle agenzie distaccate dell’UE in ogni paese, e quindi mettono in competizione il promotore solamente con i propri connazionali, quindi Balon Mundial solamente con altri potenziali promoter in Italia.

Più piccoli e facili da vincere, i progetti della seconda tipologia possono diventare “un’arma” importante per  Balon Mundial in termini di espansione delle attività e possibilità di finanziamento per Balon Mundial e per le sue attività ordinarie. L’auspicio e consiglio mio è che questi progetti, da promoter o da partner, diventino parte integrante delle attività ordinarie di Balon Mundial, perché offrono la possibilità di ricevere dei seppure minimi introiti, che aiutano le associazioni a pagare la corrente alla fine del mese.  Più impegnativi e lucrativi sono i progetti “Erasmus Plus Sport”. Questi richiedono un’applicazione ed una dedizione molto più importante, seppure poi ripagata ben più lautamente dall’UE. Sarà importante per Balon cominciare quest’anno a scrive un primo “scambio internazionale” o a partecipare come partner ad uno scambio con i Partner polacchi, ungheresi o delle altre nazioni europee che abbiamo avuto la fortuna di incontrare a Puck, perché questo costituirà l’analisi di fattibilità per le tante idee che ronzano nel cervello di Tommaso e per mille altri progetti che gli altri associati possono proporre e che poi proveremo, tramite l’inserimento nei canoni europei, a portare avanti. E poi da lì, se riterremo possibile la cosa, proveremo anche a spostarci sui progetti più grandi dell’Erasmus Plus e magari creare un grande torneo Balon Mundial, con immigrati non solo italiani, ma provenienti da altre nazioni europee.