BALON MUNDIAL 2016 10° edizione

Buon 10° compleanno Balon Mundial!

10° anno. 32 nazionalità rappresentate (Africa 13 – Asia 5 – Europa 5 – Sud America 9), 38 squadre maschili e 11 femminili, più di 1000 giocatori e 100 partite.

Ricominciare dai numeri per rappresentare la decima edizione di Balon Mundial e la capacità del gioco del calcio di far interagire culture diverse e ricordare il motivo per cui la manifestazione stessa è nata: favorire la crescita multiculturale della città di Torino attraverso lo sport e mostrare come le diversità siano una ricchezza.

Facendo il punto della parte sportiva, ad aggiudicarsi la vittoria finale dopo due combattutissime finali, sono state l’Italia nel calcio a 5 femminile e il Camerun per il torneo di calcio a 11 maschile.

#calcioa5femminile Italia vs Politecnico Team

Le ragazze guidate dal mister Paolo Peschiera difendevano il titolo ma per la prima volta partivano da sfavorite, sopratutto a causa del forfait del portiere titolare.
Le ragazze del Politecnico Team, supportate da un gruppo di scatenati tifosi, scendevano in campo doppiamente motivate dal voler conquistare il titolo per la prima volta e sopratutto per permettere alla loro capitana Mayerlin Gonzalez di alzare la coppa prima di salutare le compagne di squadra per iniziare una nuova avventura professionale in Spagna.

Una finale che ha visto protagonista proprio la portiera del Politecnico Team che ha tenuto accesa la speranza delle ragazze in divisa gialla di recupera il goal subito subito dopo i primi minuti. Ma la maggiore esperienza delle ragazze italiane e la presenza tra le giocatrici azzurre della miglior giocatrice del torneo, Francesca Toffetti, hanno riconfermato il titolo alla formazione italiana.

#calcioa11maschile Camerun vs Bolivia

“Noi eravamo come il Portogallo agli Europei e per un soffio non abbiamo vinto come loro” è la dichiarazione rilasciata nel dopo partita dal mister della Bolivia al termine della finale persa con la selezione del Camerun. Un paragone forse più coerente se paragonata all’Islanda, visto il piccolo numero di residenti appartenenti alla comunità boliviana a Torino ma che non ha fermato i ragazzi in divisa verde che sono stati la grande sorpresa della 10° edizione di Balon Mundial.

Dati per sfavoriti addirittura nel passaggio del turno di qualificazioni sono stati trascinati dal loro portiere esperto portiere, Pinto Sejas Emile, detto “el Conejo”, alla finale di Balon Mundial affrontata senza timori con i quotati ragazzi del Camerun che per la quarta volta consecutiva accedevano alle fasi finali allo Stadio Primo Nebiolo senza aver mai però alzato la coppa.

Una partita che a differenza dei pronostici si è rivelata equilibrata con occasioni da entrambi le parti per segnare quel goal decisivo che infine a pochi minuti dal termine, è stato segnato da Ousseyno Sokhna, camerunense e capocannoniere del torneo.

Un sogno sfumato per la formazione boliviana, una delle fondatrici del torneo 10 anni fa e che per la prima volta si giocava una finale. Una grande festa per la selezione camerunense, sostenuta sugli spalti dai tifosi di tutte le formazioni africane. Formazione Camerunense che al termine del torneo da incetta di premi, alzando la Coppa di Balon Mundial, il premio per il capocannoniere del torneo al sopracitato Ousseyno Sokhna e l’ambito premio del miglior giocatore a a Bamba Farras, autore di goal spettacolari e autentico funambolo sul terreno di gioco.

Passiamo ora agli altri premi cominciando da quello a cui teniamo di più: il premio che celebra la squadra che meglio ha rappresentato i valori dello sport di Balon Mundial.  Il premio “Carta Etica” quest’anno viene alzato dalle ragazze dell’AVIS Give me five – Torino, squadra progetto che oltre a sostenere l’importanza della donazione del sangue con le proprie attività sportive raccoglie fondi per altre realtà associative impegnate nel terzo settore. L’ Avis Give Me Five a Balon Mundial si è distinta non solo per il fair play in campo ma anche per aver sposato in pieno i valori del torneo, diventato una squadra di giocatrici e un team di volontarie!

Il premio miglior dirigente del calcio a 5 femminile va a Massimo Toniato dell’Ecuador, per aver trascinato la formazione femminile dell’Ecuador fino al quarto posto mostrando contemporaneamente competenza, grinta e correttezza.

Il premio miglior dirigente maschile a Malang Sadio, giovane rifugiato capace di divenire leader di una squadra di pari età richiedenti asilo e rifugiati come lui e di trascinarla fino ai quarti di finale con il Brasile, sotto l’ala del fair play e della correttezza.

1 classificato femminile : Italia

1 classificato maschile: Camerun

2 classificato femminile: Politecnico Team

2 classificato maschile  : Bolivia

3 classificato femminile: Khorakhanè

3 classificato maschile: Survivor – Brasile

4 classificato femminile: Ecuador

Squadra carta etica: Avis Give me Five – Torino

Miglior giocatrice femminile:

Francesca Toffetti – Italia

Miglior giocatore maschile:

Bamba Farras – Camerun

Capocannoniere femminile:

Lucia Biagiolo – Politecnico Team

Capocannoniere maschile:

Ousseyno Sokhna – Camerun

Miglior portiere femminile:

Mayerlin Gonzalez – Politecnico Team

Miglior Portiere maschile:

Pinto Sejas Emile – Bolivia

Miglior dirigente femminile:

Massimo Tomiato – Ecuador

Miglior dirigente maschile:

Malang Sadio – Cuori d’Aquila

Osservatori attenti da bordo campo l’Assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte Monica Cerutti, Patrizia Alfano Presidentessa di UISP Torino e Alessandro Pinto direttore generale di SAVE THE DREAM fondazione internazionale con sede a Doha impegnata nella diffusione e nella tutela dei valori positivi dello sport e sostenitrice della decima edizione di Balon Mundial e Amajou Abderrahmane, referente delle comunità migranti in Italia per Slow Food e partner del progetto Sapori Migranti in partnership con l’A.S.D. Balon Mundial ONLUS.
Assenti fisicamente ma presenti con il cuore, la sindaco di Torino Chiara Appendino e Alessandro del Piero che ci hanno mandato un tweet di supporto!

Balon mundial, entrato nel network internazionale Streetfootball World, chiude l’edizione 2016 con il lancio della campagna antisessista, con la promessa da parte degli organizzatori di aumentare gli spazi dedicati alla cultura all’interno del torneo, come il progetto Food Mundial, progetto di cucina etnica che ha accompagnato i week end alla Colletta e le esibizioni delle danze etniche che hanno accompagnato la giornata finale! Balon Mundial infatti non è solo un torneo di calcio, è un luogo di incontro tra culture e persone!

‎Ballo‬ peruviano : La marinera

L’associazione ARI che insieme alle diverse accademie di Marinera di Torino presentano il proprio ballo tradizionale praticato in tutto il Perù dove acquisisce caratteristiche regionali. Si tratta di una danza di corteggiamento dove l’uomo trasportato dall’allegria della melodia segue la donna e la sua eleganza, marcata dal movimento del tipico fazzoletto!

‎Ballo‬ brasiliano: Chicabum e Carimbò
Il gruppo folcloristico del Brasile Flor de Cheiro formato da donne lavoratrici brasiliane che si riuniscono settimanalmente per provare delle danze tradizionali da proporre al pubblico italiano per far conoscere parte del loro folklore!
Chicabum‬ è un ballo brasiliano conosciuto in tutto il paese durante il quale si indossano splendidi costumi abbelliti da copricapi adornati da frutti tropicali

‎Carimbò‬ proviene del Belem do Para, una parola sola per esprimere un ritmo, una danza, un rituale. Il suo nome, in Tupi si riferisce al tamburi di legno su cui si batte il ritmo, una musica che parla di vita dei campi e di lavoro manuale, in cui i movimenti si fanno leggeri e delicati.

Chiudiamo Balon Mundial 2016 con la sfida di coinvolgere sempre più pubblico italiano, e non, durante tutta la prossima undicesima edizione.

Grazie a tutti e tutte per esserci stati con grinta ed entusiasmo!

Buon decimo compleanno Balon Mundial!

Alessandro Del Piero sostiene Balon Mundial

Alessandro Del Piero e Save the Dream per Balon Mundial

Alessandro Del Piero sostiene Balon Mundial

Alessandro Del Piero sostiene Balon Mundial

Alessandro del Piero si congratula con i giocatori e i partecipanti di #BalonMundial !!
Il supporto del Numero 10, il campione dentro e fuori il campo, esempio di correttezza e #fairplay è il più bel regalo di compleanno per i #10anni di Balon Mundial!
Che orgoglio!!!



LA SORPRESA

La decima edizione di Balon Mundial si è conclusa con una sorpresa che non può che renderci orgogliosi.

Grazie alla partnership con Save the Dream, Alessandro Del Piero, icona del calcio torinese, italiano e mondiale, con un tweet si è congratulato con tutti i giocatori e partecipanti di Balon Mundial!

L’orgoglio per tutta l’Associazione non si può limitare all’attenzione che un Campione del Mondo ha riservato a Balon Mundial, ma riguarda sopratutto l’aver trovato un partner che a livello mondiale sostiene progetti che attraverso lo sport hanno un impatto e una ricaduta sociale sul territorio, diffondendo i valori sani dello sport. Un riconoscimento che ci stimola a continuare su questa strada, incoraggiati dall’avere al nostro fianco un partner mondiale e un ambasciatore che in quanto, torinesi, italiani e legati al mondo del calcio, non può che rappresentare per noi un vero punto di riferimento.

CAMPIONI DEL MONDO”

Il calcio è lo sport più popolare del mondo. E ogni giocatore, di ogni età, sesso, tifo sogna di diventare campione del mondo, di alzare quella Coppa.

Alessandro Del Piero sa cosa vuol dire indossare la maglia della Nazionale, rappresentare un popolo intero e raggiungere il traguardo più grande.

Balon Mundial è da 10 anni da Coppa del Mondo delle Comunità migranti di Torino.

Durante Balon Mundial le comunità migranti si stringono e si riuniscono attorno alla maglietta della Nazionale. Ogni giocatore realizza il sogno di indosare la maglia della propria nazione e sopratutto di rapppresentarla in un paese straniero, un paese nel quale sventolare la propria bandiera significa dimostrare che si esiste, mostrare la propria cultura e le proprie origini.

Migrante, lavoratore, studente, rifugiato.

A Balon Mundial ogni giocatore raggiunge il sogno di giocare la Coppa del Mondo.

N.10”

Il numero 10 è il numero che nel calcio fa sognare. É il numero della fantasia, del leader, del giocatore capace di creare quella scintilla che è cambiamento, vittoria, successo.

Ma un grande numero 10 come Alessandro Del Piero sa che è anche un numero che vuol dire responsabilità, aspettativa, risultati.

Balon Mundial nel 2016 compie 10 anni. 10 anni di sport e integrazione. 10 anni che hannno visto una generazione di migranti solcare i campi, vivere e cambiare la città di Torino. I più anziani da giocatori sono diventati dirigenti delle proprie squadre, simboli e leader. Possono raccontare i cambiamenti di una città sempre più multiculturale, ma anche quanto sia stato per loro importante il calcio di Balon Mundial come momento di incontro, scambio e solidarietà.

La capacità di cambiare il mondo attraverso il calcio nel decimo anno di Balon Mundial può essere raccontata solo da un grande numero 10.

CAMPIONI DI ETICA E VALORI”

A.S.D. Balon Mundial ONLUS vede calcio come strumento educativo, non come fine ultimo.

Giocare a calcio per insegnare a diventare grandi uomini e non grandi calciatori.

L’Ambasciatore ideale di Balon Mundial non può quindi che essere non solo un campione sul campo ma soprattutto un esempio fuori dal campo.

Educazione, rispetto per compagni e avversari, dedizione al lavoro per il raggiungimento dei propri obiettivi.

Alessandro Del Piero, un Capitano capace di incarnare questi valori, conosciuto in tutto il mondo è l’Ambasciatore ideale di Balon Mundial, per i valori che rappresenta e per essere indistitamente idolo trasversale di tutti i tifosi e simbolo di una generazione di migranti che vedono nel Capitano della squadra della città di migrazione un esempio e un idolo indiscusso.

TORINO è LA MIA CITTA’”

La città che è diventata casa per i migranti, rifugiati, richiedenti asilo di Balon Mundial.

La città dove Alessandro Del Piero ha lasciato la sua impronta più profonda.

Essere ambasciatore di Save the Dream significa sostenere un progetto che vede nello sport la capacità vera di cambiare il mondo, di utilizzare lo sport per avere un reale impatto sociale sulla sua città.

Avere il supporto di Alessandro Del Piero è per l’Associazione, nel suo decimo anno, non solo un riconoscimento del lavoro svolto in questo decennio, ma un ulteriore slancio per continuare il percorso di crescita e profesionalizzazione che l’A.S.D ha già intrapreso che pone la città di Torino ancora una volta punto di riferimento per lo sviluppo dello sport e delle politiche di integrazione.

Dunque, Buon compleanno Balon Mundial!

 

 

Domenica 12 giugno 2016 il progetto Altri Europei ci ha raggiunto alla Colletta!

Altri Europei

Altri Europei 2016, realizzato da The Small Now Onlus in collaborazione con AltroPallone Onlus, è un viaggio a tappe, tra Italia, Ungheria, Turchia e Francia per giocare un torneo europeo alternativo, che sensibilizzi le comunità sui cambiamenti e le sfide del nostro tempo e sul bisogno di accettazione.

Sono venuti a Balon Mundial domenica 19 giugno alla Colletta e hanno raccontato il loro progetto alle 28 squadre di calcio a 11 maschile e di calcio a 5 maschile. L’idea di sport per tutti è piaciuta alle squadre e ai capitani che per supportare il messaggio si sono resi disponibili a farsi fotografare con indosso la maglia di Altri Europei.

“La sensazione é quella di essere al centro del mondo: il pubblico multietnico organizza canti, balli e cucina tipica della cultura a cui appartengono, e anche noi ci immergiamo in questo melting pot, assaggiando cibi e sapori diversi nella pausa pranzo” – scrivono di noi sul loro blog – “Alla fine di questa giornata rimane la gioia e l’integrazione che il calcio può dare, un migliaio di amici in più e la consapevolezza che il nostro Football sans frontiere sta facendo non solo il giro dell’Europa, ma anche del mondo”.

È stato bello incontrarsi con un altro progetto di persone convinte che lo sport possa davvero avvicinare e rendere più gioioso il mondo.

Intervista a Simplice del Camerun sul Fair Play

Sul Fair Play, intervista a Simplice dirigente del Camerun

“Il Balon Mundial è uno scambio di spirito”, così Simplice, dirigente del Camerun, ci racconta della sua esperienza nel campionato per comunità migranti più grande d’Europa.

Intervista a Simplice del Camerun sul Fair Play

Intervista a Simplice del Camerun sul Fair Play

Che cos’è per te il fair play?

S: “Il fair play per me è accettare le regole del gioco, rispettare l’avversario e giocare con spirito sportivo. Lo sport è come una lotta ma bisogna lottare nel rispetto degli altri e dei compagni di squadra.”

Nelle partite importanti come si bilanciano il gioco corretto e la tensione, la voglia di vincere?

S: “ Questa domanda non è facile. Dipende. Se giochiamo una partita importante come un quarto di finale o una semifinale e capitano episodi negativi nei confronti di un giocatore può succedere che quel giocatore perda la stabilità e la tranquillità ed inizia anche lui a commettere falli cattivi. Può capitare quando la partita è molto intensa”.

Cosa ti piace del Balon Mundial e perché é importante?

S: “La prima cosa che mi piace è l’organizzazione; è una bella squadra in cui tutti si impegnano per promuovere lo spirito dell’iniziativa. Poi mi piace lo scambio culturale tra paesi e giocatori; è uno scambio di spirito. Ogni volta che partecipiamo scopriamo qualcosa di nuovo e impariamo.”

Il momento più bello?

S: “E’ la quinta volta che partecipo come dirigente del Camerun, prima facevo parte dello staff. Il momento più bello è la finale persa, quindi non una bellissima cosa (ride), tre anni fa. Per me è stato un momento indimenticabile perché per la prima volta abbiamo giocato la finale di Balon Mundial. Alla fine ho anche pianto un po’ ma è stato un momento molto bello nell’anno più bello per noi al Balon Mundial”.

Antenisca Sapio

Volontaria per Balon Mundial

Antenisca intervista sul Fair play

Let’s talk about fair play! con Efosa dei Cuori d’Aquila

Appena uscito dal campo dopo la vittoria contro il Sudan, il giocatore del team Cuori d’Aquila ci racconta della sua esperienza a Balon Mundial ed interviene sul tema fair play.

L’intervista originale è stata realizzata in inglese. Ho cercato di essere il più fedele possibile nella mia traduzione. Grazie a Jacopo Gallitto per il supporto linguistico!

Antenisca intervista sul Fair play

Antenisca intervista sul Fair play Efosa dei Cuori d’Aquila

Cos’è per te il fair play?

E: “ Fair play vuol dire giocare bene, vuol dire rispetto per l’avversario ed ogni squadra. E’ molto importante. Dobbiamo rispettarci. Nel calcio non bisogna litigare ma c’è bisogno di rispetto.

Come si bilancia il fair play con la tensione e la difficoltà di una partita importante?

E: “ E’ sempre meglio giocare bene durante la partita. Io giocavo a calcio già prima di venire in Italia, conoscevo e conosco le regole del calcio e le rispetto. Nel calcio, se sei felice di giocare, giochi corretto”.

Cosa ci dici sulla tua prima partecipazione a Balon Mundial?

E: “ E’ stata un’esperienza bellissima…bellissima! Ho giocato molto bene e mi sono divertito!”

Come hai iniziato e come hai conosciuto Balon Mundial?

E: “ Io e i miei compagni abbiamo cominciato con il progetto Refugee Team che poi è diventato Cuori d’Aquila. E’ dal 2011 che giochiamo a calcio. Sono molto contento di partecipare a Balon Mundial.

Come ti ha aiutato l’esperienza con i Cuori d’Aquila?

E: “ Mi ha aiutato a trovare lavoro. Un lavoro che mi piace”.

Antenisca Sapio

Volontaria per Balon Mundial

Solange dal Madagascar a Food Mundial

“Il mondo è casa mia, mi riempie di gioia e felicità” Solange

A due passi dal centro di Torino, preannunciata da un intenso profumo di cocco e cannella fa la sua comparsa Solange: malgascia di nascita ed algerina per studio vive nel capoluogo piemontese dal 1999, anno in cui per amore vi si trasferì al fianco di Sidibe, studente maliano di veterinaria conosciuto in vacanza a Napoli.

Solange, destreggiandosi tra il lavoro, il volontariato e due figlie adolescenti, propone ai propri invitati e al suo stesso nucleo familiare, quattro diverse culture gastronomiche, che grazie all’aiuto di altre tre famiglie, prevedono piatti italiani, maliani, algerini e malgasci, incredibilmente tutti accomunati dal consumo di riso: alla base di tutto un’immensa e meravigliosa voglia di condividere e conoscere pietanze dai mille sapori, odori e profumi, che, mescolati tra loro riportano alla memoria amici e parenti, luoghi e persone.

Le figlie stesse, giovanissime e socievoli, mostrano di aver assimilato l’insegnamento della giovane madre, che fin dalla loro tenera età ha cercato di insegnargli ogni tipo di ricetta di qualsiasi tradizione: ci racconta infatti Solange come la grande ad abbia rielaborato un tipico piatto italiano, l’intramontabile milanese, rendendola multietnica e sicuramente più leggera sostituendo alla classica panatura una macerazione nel latte di cocco e curry della fettina.

Food Mundial Solange Madagaskar

Ma anche il piatto simbolo italiano per eccellenza è rielaborato in Madagascar; la tanto amata pasta infatti viene cucinata presso le comunità malgasce con i gamberi, le verdure e la carne. Cosa la distingue o la avvicina all’italiana? La forma sicuramente è la stessa ma la farina e il condimento impiegatovi è differente: si utilizzano infatti farina di riso e di grano insieme e non si usano salse né condimenti.

Nonostante le differenze culturali e religiose all’interno della famiglia, l’audace malgascia racconta il percorso della propria vita, sempre accompagnato da un particolare piatto o profumo.

Il Natale rappresenta anche presso la soleggiata isola un momento gioioso di condivisione: l’intera famiglia infatti si ritrova insieme ai membri della comunità e, in seguito all’uccisione di una mucca, ne condivide la consumazione insieme ad un ricco dessert a base di patata dolce e ignam..

Il racconto di Solange si chiude con una delicata e importante riflessione inerente il difficile periodo del Ramadan: il marito infatti, mussulmano e rispettoso della propria fede, attende in compagnia dell’intera famiglia a tavola senza toccare nemmeno l’acqua partecipando ciononostante al momento conviviale della moglie e delle figlie di fede cattolica. Tutti insieme, cattolici e mussulmani, dunque pranzano in compagnia e allegria…perché nonostante le religioni siano differenti, la famiglia a tavola è una e il rispetto reciproco è evidente nella condivisione di un pasto, che unisce a prescindere che questo venga o meno compiuto fino in fondo.

Il cibo quindi anche nella piccola e sprizzante comunità malgascia rappresenta un evidente simbolo di unione, partecipazione e, soprattutto, di integrazione: quale evidente rappresentazione di comunità la preparazione e la consumazione di una determinata pietanza non può far altro che riunire persone, culture e popoli.

Federica Rosa

Responsabile Food Mundial

Food Mundial Aisha Marocco

Sapori migranti per comunicare il Food Mundial

“L’appetito vien mangiando” si dice, ma forse il gusto rappresenta solo uno dei molteplici sensi implicati e strettamente connessi al cibo: i piatti, particolarmente colorati, possono essere osservati, ammirati, inspirati e toccati. Quante cucine esistono nel mondo? quante tradizioni si possono scoprire e degustare? Quanti di questi piatti tradizionali riassumono in sè la propria storia e i propri “incroci culturali”? Ma soprattutto dove, a Torino, è possibile provare diverse manifestazioni culinarie?

Food Mundial Sandra Colombia

L’idea nacque durante l’ormai celeberrimo e puntale appuntamento estivo di Balon Mundial: nel fresco e rilassante parco della Colletta, ai lati delle partite di calcio a 11 maschile e di quelle a 5 femminili, si osservò come le comunità migranti partecipanti all’evento si raggruppassero, innanzitutto tra compaesani e poi tra persone di diversa provenienza, per festeggiare il week end con un bel pranzo preparato in casa. Era una gioia per gli occhi e per il cuore, persone che non si conoscevano   ma che sapevano di provenire dalla stessa regione o che semplicemente erano curiose di gustare piatti tradizionali profondamente diversi, si avvicinarono pian piano creando legami e affetti; il cibo, con tutto il suo profumo e con tutto il suo potere, era riuscito a creare un dialogo universale e un momento magnifico di incontro tra popolazioni e individui anche spesso di tradizioni opposte. Si pensò dunque, tre anni fa ormai, di raccogliere le usanze gastronomiche di tutti coloro disposti e pronti a collaborare con Balon Mundial: tutti ne furono entusiasti e le iscrizioni risultarono essere numerose.

 

Food Mundial Aisha Marocco

Perù, Brasile, Marocco, Albania, Bolivia, Mali, Madagascar, Palestina, Colombia e molti altri sono solo alcuni dei Paesi rappresentati dal progetto Food Mundial: il proposito, in collaborazione con le “ambasciatrici/ambasciatori” delle varie Nazioni, è quello di valorizzare al massimo le pietanze tradizionali, spiegandone la storia e la realizzazione, e di creare un momento di ritrovo per le comunità di riferimento e per tutti coloro interessati al confronto e alla conoscenza di tradizioni spesso profondamente diverse. Le comunità scelte in base alla disponibilità di orari e di impegni e di fiducia reciproca, portarono sulle tavole di ogni week end di Balon Mundial molteplici piatti, che dal salato al dolce, accompagnarono in ogni momento il proseguire delle partite; inizialmente solo 2 o 3 persone decisero di partecipare al progetto, ma nel tempo il numero aumentò arrivando ad oggi a 10. Le mie principali preoccupazioni in quanto responsabile del Food all’inizio riguardarono le vigenti leggi in materia di commercio (somministrazione su suolo pubblico e in area verde) e di sicurezza sanitaria, ma in seguito ad uno studio approfondito di tutte le normative la strada era ormai in discesa; occorreva solo più trovare le persone e conoscerne le tradizioni in modo da definire insieme i piatti più famosi e conformi alla legislazione. Il traguardo finale, inoltre, è duplice: innanzitutto la formazione professionale dei collaboratori il più possibilmente spendibile nel mercato del lavoro e la creazione di un evento gastronomico unico, internazionale e multietnico all’interno del quale chiunque possa assaporare e lasciarsi stuzzicare dalle “mille” e deliziose pietanze dal mondo.

Grazie alla collaborazione con Slow Food quest’anno si riuscì a fare un ulteriore passo avanti. “Sapori Migranti“, dunque, costituisce una splendida opportunità per le comunità migranti partecipanti al Balon Mundial 2016: attraverso interviste personali e scatti fotografici realizzati nelle cucine durante la preparazioni dei piatti tipici della propria cultura, ci si pose l’obiettivo di comunicare, ad un pubblico italiano e non, la storia e le radici dei soggetti interessati dal progetto Food Mundial e delle loro tradizioni gastronomiche. Si aggiunge così ad un progetto già fortemente incentrato sulla tipicità delle pietanze e sulla multietnicità del cibo un’interessante e considerevole “fetta” che ha come unico fine la diffusione tramite diversi canali (articoli, banner, foto, etc) di storie, tradizioni, ricette e conoscenze personali, ma soprattutto etniche.

Food Mundial Solange MadagaskarDurante questi ultimi anni, il progetto Food ottenne numerosi successi quali l’aumentare di anno in anno di comunità rappresentate, la maggiore professionalizzazione e responsabilizzazione dei responsabili degli stand gastronomici, e la sempre più crescente partecipazione del pubblico italiano e non, curioso e lieto di conoscere e degustare ricette e piatti dalle radici lontane e spesso sconosciute.

Anche al di sotto degli stessi stand si apprezza un clima gioioso e affabile: tra di loro le cuoche e i cuochi di Food Mundial infatti scherzano, si sostengono, si consigliano e si scambiano storie e pientanze: tutti assaggiano i piatti dei vicini e tutti a fine giornata si portano a casa un pezzo di “tradizione” che non può far altro che arricchirli e renderli “cittadini del mondo”.

Non mi resta che invitarvi a questo meraviglioso evento dove oltre a poter assistere a scoppiettanti partite di calcio femminile e maschile, è possibile, in una cornice gioiosa e distensiva, assaporare e conoscere ricette e tradizioni gastronomiche diverse ma spesso profondamente vicine: un luogo, quello di Balon Mundial, ove è possibile ritagliarsi un spazio di incontro, contatto, dialogo teso alla comunione e alla conoscenza di persone, storie e costumi differenti ma allo stesso tempo meravigliose.

Federica Rosa

Responsabile Food Mundial