01/06/11 - 11060101 - MERCHANT SOULHAMPDEN - GLASGOW Tesco Bank Football Festival.

Siamo noi che dobbiamo cambiare il calcio

Grazie tuttocampo. Grazie di aver avuto il coraggio di pubblicare questa lettera.
Siamo noi, noi che il calcio lo giochiamo e lo pratichiamo, noi che mandiamo i nostri figli e le nostre figlie a giocare a calcio che dobbiamo cambiare il calcio.
E questa lettera ci indica il livello da cui dobbiamo partire per cambiare l’approccio che si ha al calcio: un livello basso, bassissimo. In questa lettera, della serie “non sono razzista ma” , emerge un profondo sessismo ed una visione distorta di cosa dovrebbe essere una scuola calcio.
L’incapacità di un genitore di distinguere che a 7 anni non sta gettando le basi per costruire un campione, ma dovrebbe offrire a suo figlio la sola possibilità di giocare e divertirsi con un pallone calciato con i piedi, un’esperienza socializzante, divertente, dove il risultato non dovrebbe contare, un’esperienza da condividere con qualsiasi bambino o bambina e con la stessa passione.

“Finché non supereremo la mentalità chiusa che il calcio sia solo uno sport maschile, continuerà ad esserci poco spazio per le donne, non solo nel mondo dello sport.” Laura Brambilla

Invece nella lettera si parla di competizione, dei desideri di alcuni genitori di proiettare le loro ambizioni nei figli, senza rendersi conto che una coppia che iscrive la propria figlia in una scuola calcio ha solo assecondato il desiderio della propria figlia di giocare a calcio, desiderio probabilmente anche insinuato dal calcio visto in TV tutti i giorni per 11 mesi all’anno.

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01/06/11  –  Tesco Bank Football Festival

Il sessismo nel mondo del calcio degli adulti è qualcosa di concreto e tangibile, per quello è importante lavorare nelle scuole calcio per far crescere calciatori e calciatrici insieme e dimostrare che l’unica differenza nella pratica di uno sport sta nel talento e nella capacità di lavorare allenamento dopo allenamento per migliorarsi.

La vera rivoluzione sarà quella di cambiare l’immagine delle scuole calcio: non luoghi dove si crescono campioni, ma luoghi di incontro dove bambini e bambine possono giocare e divertirsi anche giocando a calcio, dove i genitori devono portarli per migliorare la socializzazione dei propri figli e poi, forse, diventare buoni calciatori. Perché a 7 anni quei bambini vogliono giocare, con bambini e bambine, non vincere.

Continuiamo a diffondere questa idea e la realizzeremo! Non a caso il motto di Balon Mundial è Metti in gioco le differenze!

Tommaso Pozzato

A.S.D. Balon Mundial Onlus

Presidente