Foto: Volleynews

Quando l’unico vero handicap è il pregiudizio

Anni fa, per una gita, prenotai un viaggio con BlaBlaCar. Alla guida, tale Loredana. Ci scambiamo i numeri di telefono per accordarci sul luogo del ritrovo e lei mi chiede gentilmente se possiamo comunicare via sms. Lì per lì non ci faccio caso. La incontro e scambiamo le chiacchiere di rito. Appena partite, mi spiega di avermi chiesto degli sms perché “Sai, sono un po’ sorda”. Cioè, proprio non-udente. WUT?? [Il pregiudizio si insinua sibilando: un handicap di questo genere può permetterti di guidare al meglio? Ma vedendo la sua totale scioltezza al volante, mi tranquillizzo.] Conversiamo come meglio riusciamo, perché lei parla fluentemente, ma per capire ciò che dico ha bisogno di vedermi in volto. Inizia a raccontarmi della sua vita, poi mi avvisa che a metà strada saliranno a bordo altre due ragazze, pallavoliste, perché stanno andando a sostenere una loro compagna di Nazionale (!) in un match di Campionato. Nazionale? Eh sì.

Loredana era (è?) nello staff tecnico della Nazionale italiana volley femminile sorde. Mi spalmo volentieri sul cruscotto perché possa guardarmi bene, mentre la tempesto di domande! Wow! Esiste lo sport per sordi! Ma sì, ovvio, lo realizzo da sola: nel #volley (e non solo), fondamentale è chiamare la palla, gli schemi. E da non-udente, devi usare altri stratagemmi. Recuperiamo le ragazze (dettaglio non determinante ai fini del racconto: due Cuori con la C in CAPS LOCK 💙💙).

E parte una danza curiosa, dove io un po’ mi rivolgo verso i sedili posteriori, un po’ mi ri-spiaccico sul cruscotto, un po’ cerco di capire ciò che si dicono in #LIStramite lo specchietto retrovisore. Uno dei viaggi più divertenti (vista la compagnia) e interessanti (viste le circostanze) che io ricordi. Giunta a destinazione le saluto, augurando loro un sincero “In bocca al lupo” per tutto.


In questi giorni scopro che quelle amabili fanciulle stanno lottando per salire sul tetto più alto che ci sia. 🏆
Se potete, seguitele qui in diretta, dalle ore 14:00.https://www.youtube.com/channel/UC4F_NB0NgMfExUZIizCPBmA
#deaflympics #yeswecan #azzurre


La sordità non impedisce di guidare, ne’ di giocarsi un oro olimpico. La stupidità dei preconcetti, invece, ti rende sordo, cieco ed impacciato.

Daje, regà: prendetevi TUTTO.

Gemma Grimoldi

locandina BalonMundial web_Locandina

Cosa si è detto alla conferenza stampa Balon Mundial 2017

Si è tenuta nella mattinata del 7 Giugno presso la Sala Stampa dell’Assessorato allo Sport la conferenza stampa per l’undicesima edizione di Balon Mundial – la coppa del mondo delle comunità migranti che comincerà ufficialmente a Torino domani Sabato 10 Giugno.
Di fronte a spettatori, radio e giornalisti è il Presidente di Balon Mundial Tommaso Pozzato a parlare per primo: dopo avere ringraziato i presenti e gli sponsor che hanno reso possibile quest’edizione (Avis, PerMicro e Gogò – Arancine dello Chef) il principale organizzatore del torneo ha voluto sottolineare la progressiva crescita dell’esperienza di Balon Mundial. Quest’anno infatti saranno ben 32 le squadre maschili che si sfideranno presso i campi della Colletta (come da 5 anni a questa parte) e ben 9 squadre femminili, molte della quali calcheranno per la prima volta il terreno di gioco.
La parola passa poi all’Assessore allo Sport Roberto Finardi che ha voluto evidenziare l’importanza della manifestazione sportiva e dello sport in generale per favorire l’integrazione e l’inclusione delle comunità migranti all’interno della più amplia società civile torinese. Ha poi dato la disponibilità del Comune per fornire assistenza a tutti quei ragazzi che vorrebbero giocare a calcio ma che non riescono a trovare un impianto sportivo dove poter riunirsi e divertirsi senza pensare alle varie problematiche che la loro condizione gli impone.
L’intervento successivo è quello di Luca Deri, Presidente della Circoscrizione 7 di Torino e Fernando D’Apice, Coordinatore della II Commissione della Circoscrizione 7: i due hanno affermato di essere molto orgogliosi del fatto che per il quinto anno consecutivo un evento dell’importanza di Balon Mundial si sarebbe ancora svolto nella Circoscrizione 7. Hanno poi voluto insistere sui reali valori di correttezza, sportività, di gioco pulito dei quali Balon Mundial si fa da sempre promotore sottolineando l’ottimo lavoro fatto da questo punto di vista nelle precedenti edizioni.
Altro importante partner di Balon Mundial è Uisp, rappresentata nella Sala Stampa dal Presidente Massimo Aghilar e da Luca Dalvit: dopo qualche battuta sul girone di ferro in cui è stata sorteggiata la rappresentativa italiana (la mina vagante Mali, i due volte campioni della Costa D’Avorio e il Cameroon, campione dell’ultima edizione) e sulle conseguenti difficoltà per gli “Azzurri” ad approdare per la prima volta agli ottavi di finale , i due rappresentanti hanno voluto spendere parole di elogio per la categoria arbitrale che sarà impegnata durante tutto il torneo.
Al termine di quest’ultimo intervento ha raggiunto i microfoni Simone Piani, dirigente di Terremondo Official Team, i vincitori del torneo preliminare Balon Mundial – Football Communities, che ha voluto raccontare l’emozione di tutti i ragazzi al momento della vittoria finale,  festa che poi si è rivelata amara in quanto 4 giocatori hanno da poco ricevuto un’istanza di trasferimento e dovranno quindi lasciare presto la città di Torino. Una vera e propria doccia fredda che sottolinea come il sistema di accoglienza presenti ancora delle evidenti falle e vada quindi migliorato tenendo maggiormente conto delle necessità e dei bisogni delle singole persone che stanno tentando di ritagliarsi con fatica un futuro all’interno di una comunità per poi vedersi sballottati da un momento all’altro in realtà completamente diverse vanificando quanto di buono e di bello fatto fino a quel momento.
Prima dell’ultimo ospite, è ancora Tommaso Pozzato a prendere la parola per lanciare l’appello sulla necessità di un campo sportivo dove disputare la finale: il Comune ha infatti concesso la disponibilità dello Stadio Nebiolo Ruffini, come per le ultime edizioni, ma le precarie condizioni del terreno di gioco (il campo infatti è abitualmente usato per incontri di football americano per cui sarebbe necessaria una costosa rizzollatura per renderlo sicuro e adatto ad un incontro di calcio) hanno spinto gli organizzatori a guardare oltre e a sperare di ottenere un impianto più adatto. Staremo a vedere.
L’ultimo a salire “sul palco” è Jallo Magiadbul, ragazzo di 24 anni arrivato in Italia da soli 10 mesi ma con una gran voglia di integrarsi subito nella comunità torinese. Jallo infatti è il fondatore della nazionale della Guinea Bissau, il suo paese d’origine, che per la prima volta nella storia parteciperà a Balon Mundial. Jallo si è detto entusiasta di questa opportunità e molto orgoglioso di poter rappresentare la bandiera del suo paese insieme ai suoi connazionali durante questa manifestazione sportiva.
Matteo Mastorci
Communications Assistant
A.S.D. Balon Mundial ONLUS
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Instagram: BalonMundial.onlus    Twitter: BalonMundial

Conferenza stampa bm2017

#BM17 Conferenza Stampa 7 giugno h 11:30

Mercoledì 7 giugno ore 11.30 nella Saletta Conferenze dell’Assessorato allo Sport in Corso Ferrucci 122 si terrà la conferenza stampa per l’undicesima edizione di Balon Mundial – la coppa del mondo delle comunità migranti che comincerà ufficialmente a Torino sabato 10 giugno.

A pochi giorni dai tristi eventi di piazza San Carlo torna a Torino l’evento che attraverso il calcio unisce e fa conoscere le comunità migranti di Torino e area metropolitana. Se il modo per combattere i radicalismi è incontrarsi e conoscersi, “Balon Mundial” da undici anni permette l’incontro tra i residenti e oltre 32 comunità migranti, facendo emergere di anno in anno le tematiche più attuali.

Conferenza stampa bm2017

La  grande novità dell’undicesima edizione è stato il torneo di qualificazione Balon Mundial – football communities, evento che ha coinvolto 16 progetti di accoglienza dell’area metropolitana, oltre 600 rifugiati che si sono contesi la qualificazione all’undicesima edizione di Balon Mundial.

Ad aggiudicarsi la vittoria la squadra di Terremondo, rappresentate di progetto di accoglienza della Pastorale Migrante e in gran parte composta da minori non accompagnati, uno dei primi progetti a Torino. Accompagnati per tutto il torneo da un nutrito e accalorato gruppo di tifosi dopo la meritata qualificazione, giocatori e dirigenti sono stati investiti da un’inaspettata doccia fredda: il decreto ministeriale che sposta quattro giocatori in un altro territorio. 

Dopo una permanenza prolungata oltre i termini di legge previsti e l’investimento da parte degli operatori per creare un vero processo di inclusione sociale, anche attraverso il calcio il decreto ha bloccato i momenti di festa di Terremondo, costretta a ricostruire la squadra e salutare alcuni dei suoi protagonisti.

A margine dell’inizio del torneo in collaborazione con il network europeo F.A.R.E.(Football Against Racism in Europe), il network parte della UEFA che coordina le attività contro il razzismo nel calcio in Europa, la Circoscrizione 6 che ha ospitato il torneo di qualificazione Balon Mundial -Football Communities donerà alla squadra Terremondo un gioco di maglie per scendere in campo nell’undicesima edizione di Balon Mundial in rappresentanza di tutti i rifugiati e richiedenti asilo che in Italia e in Europa cercano il riscatto e l’inclusione sociale attraverso il calcio.

Grazie a Football Communities l’undicesima edizione di Balon Mundial vedrà anche la partecipazione di una nuova squadra. Proprio attorno ai campi dell’impianto sportivo Regaldi è infatti nata la squadra della Guinea Bissau. La comunità non esisteva sul territorio in quanto i giovani attualmente presenti sono tutti parte di un flusso migratorio recente. Raggiungendo uno degli obiettivi del progetto, attorno ai campi sono nate amicizie tra connazionali e il desiderio di portare i colori e la bandiera di un nuovo paese a Balon Mundial. 

Guineensi si aggiungono alle altre quattro squadre di comunità sulle  trentadue partecipanti al torneo maschile quasi interamente composte da rifugiati e richiedenti asilo nate negli anni scorsi attorno ai campi di Balon Mundial, ma che partendo dal calcio sono riuscite a costruire gruppi informali e associazioni culturali per raccontare la storia e la cultura dei loro paesi natii.La Città di Torino è dunque pronta ad accogliere una nuova comunità nata attorno ai campi di Balon Mundial.

Anche il calcio femminile di presenterà delle new entries: tre squadre femminili di rifugiate rappresentati di altrettanti progetti di accoglienza parteciperanno per la prima volta al torneo: A.M.M.I , QUEENS, LIBERI TUTTI.

Un grande entusiasmo guida la partecipazione delle ragazze e la profonda convinzione da parte degli operatori che lo sport possa essere un veicolo di inserimento sociale ma sopratutto di svago e divertimento, un momento nel quale tornare a essere giovani al di là delle storie difficili che le partecipanti hanno dovuto e stanno affrontando all’interno dei percorsi di accoglienza.

Insieme ai giocatori, ai volontari e allo staff di Balon Mundial gli arbitri della UISP Torino, partner storico dell’evento che insieme a Balon Mundial portano in campo i valori dello sport per tutti. 

Balon Mundial infatti è un evento gratuito per tutti i partecipanti, per garantire a tutti l’accesso, ma il torneo non è che l’apice di mesi di preparazione da parte delle squadre. Dal 25 aprile gli organizzatori hanno già contato oltre 30 amichevoli tra le potenziali squadre partecipanti: momenti tecnici nei quali gli allenatori testano i giocatori migliori, momenti importanti per la vita di comunità dove si rafforzano o creano, con nel caso della Guinea Bissau, i rapporti tra compaesani ma anche le relazioni tra i leader sportivi delle diverse comunità. Il tutto favorendo la pratica sportiva anche per chi normalmente non accedere regolarmente alle strutture.

Anche Balon Mundial 2017 è ancora alla ricerca della sede istituzionale della finale. In accordo con la Città di Torino vi è la concessione dello Stadio Primo Nebiolo, struttura bellissima ma il cui terreno di gioco arriva a luglio dopo un anno di football americano.  

Insieme alla Città di Torino stiamo cercando una soluzione alternativa, con un sogno chiamato Sisport, per avvicinare sempre di più il sogno di giocare nella propria nazionale sullo stesso terreno dove giocavano i veri professionisti.
Balon Mundial dal 10 giugno sarà sui campi sportivi della Colletta, piazza aleramo 24, ospiti della Circoscrizione 7 per il quinto anno consecutivo.

“Il calcio come motore di integrazione e di pace, anziché come business e sfottò. È questa la formula vincente di Balon Mundialil torneo internazionale dei rifugiati che attraverso lo sport promuove le identità culturali, favorendo l’aggregazione positiva tra i popoli. La pacifica competizione riparte da sabato 10 giugno ai campi Colletta di Torino con il consueto spirito: fare delle differenze la propria forza anziché subirle come causa di discriminazione. Le squadre iscritte sono 32, si giocherà nei weekend con l’immancabile contorno di festose tifoserie in rappresentanza dei rispettivi paesi in campo. Impianto Calcio Colletta, via Sibilla Aleramo 24.”

Luca Deri – Presidente Circoscrizione 7 – Città di Torino | Ferdinando D’Apice – Coordinatore II Commissione Circoscrizione 7  
 Balon mundial 2017

Balon Mundial 2017 darà il suo calcio di inizio in contemporanea con il torneo di calcio a 5 amatoriale del Migranti Film Festival organizzato dall’Università degli studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Il Festival che si svolgerà dal 10 al 12 giugno apre un importante scenario parallelo in Piemonte tra due iniziative attraverso l’incontro della cultura migrante, sport e cinema, portano alla luce tematiche attuali legate al complesso e quanti mai attuale tema delle migrazioni.

Il calcio di inizio contemporaneo apre la collaborazione sportiva tra le due manifestazioni.

Il 12 giugno, Tommaso Pozzato, presidente dell’AS.D. Balon Mundial ONLUS consegnerà a Pollenzo il trofeo alla squadra vincitrice dei tornei di calcio a 5 che si giocheranno sabato e domenica.

Flyer_GIIG

Balon Mundial fa parte del progetto GIIG – Get Inclusive in the game

ll progetto GIIG mira a promuovere attività di volontariato nello sport, insieme all’inclusione sociale, alle pari opportunità e alla consapevolezza dell’importanza dell’attività fisica che promuove la salute grazie alla maggiore partecipazione e alla parità di accesso allo sport per tutti.

In linea con le politiche europee3, GIIG sviluppa un modello sostenibile di cooperazione basato sull’integrazione in sinergie innovative e operative per l’inclusione sociale e le pari opportunità tra il settore sportivo e altri settori, come l’istruzione, il volontariato, le organizzazioni sportive, l’attivismo giovanile e le imprese sociali.

Finali Football Communities

Ad un passo dal sogno di Balon Mundial

Torino, ieri 28 Maggio 2017, al campo Regaldi, si è svolta la finale di Balon Mundial, il torneo mondiale dei rifugiati che attraverso lo sport promuove le identità culturali, favorendo l’aggregazione positiva tra i popoli.

Coppe FootballCommunities

Due sono le squadre che ci hanno tenuto con il fiato sospeso fino all’ultimo rigore: Sharing Team che ci ha regalato prestazioni di alto livello e Terremondo, la squadra più giovane del torneo, che ha creduto nell’unione di squadra e nel gioco, dimostrando impegno e costanza. Sono queste le “teste di serie” che oggi ci hanno fatto vivere forti emozioni: non solo “rifugiati” in un campo da calcio, ma giocatori coesi che fanno delle differenze la propria forza. La parità decretata dal fischio dell’arbitro della fine, dimostra la tenacia e la perseveranza dei ragazzi nel voler raggiungere l’obbiettivo della vittoria, i quali, nonostante qualche attimo di tensione, hanno dimostrato fair play. Infatti, il clima era elettrico ma sempre positivo e gli spalti hanno fatto sentire la propria voce, supportando le squadre.

Football Communities coppe

Sono stati i rigori a sancire la vittoria di Terremondo e il loro accesso diretto al Balon Mundial. L’esultanza e la felicità dei vincitori è stata dirompente quando durante la premiazione da parte del Presidente Tommaso Pozzato, la squadra di Terremondo ha alzato la coppa al cielo, superando la squadra di Sharing che si colloca al secondo posto, i ragazzi Orso, che si sono aggiudicati un rispettabilissimo terzo posto e infine il Gruppo Arco al quarto posto.

La giornata di chiusura del Balon Mundial ha visto scambiarsi abbracci, strette di mano, gioia, ma anche qualche malumore per la sconfitta. Nonostante ciò, il torneo di qualificazione di refugee teams è stato luogo di incontro, di mescolanza di culture, lingue e sport, grazie al coinvolgimento dei rifugiati dei vari centri di Torino e Provincia, e alla grande famiglia sulla quale Balon Mundial si appoggia da anni, composta da staff, volontari e attivi supporters, figure indispensabili per la realizzazione del progetto.

Sarà il parco della Colletta, la sede dell’undicesima edizione del Balon Mundial, la coppa del mondo delle comunità migranti, dove sport, musica e cibo riuniranno le diverse comunità.

Che vinca il migliore!

un abbraccio

Marlene, volontaria di Giovani per Torino

 

Foto della giornata su Facebook e Instagram

Scopri di più sul progetto – > http://www.balonmundial.it/football-communities/

Leggi gli articoli sulla prima, seconda e terza domenica di #FootballCommunities

 

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L’inizio e il rocambolesco posticipo di Football Communities

Si è conclusa Giovedì sera, nel campo “neutro” di via Oxilia, la prima giornata del torneo “Balon Mundal Football Communities”. Nel rocambolesco posticipo valido per il Girone B il Gruppo Arco Casa Rondine è riuscito ad imporsi per 3-2 contro i Buio Pesto P.T., che, nonostante un maggiore possesso palla non sono riusciti ad arginare le veloci sgroppate dei ragazzi di Casa Rondine.

Una bella partita, che mette la ciliegina sulla torta sulla prima giornata di un torneo che sembra essere incominciato nel migliore dei modi.

Nel rocambolesco posticipo valido per il Girone B il Gruppo  Arco Casa Rondine è riuscito ad imporsi per 3-2 contro i Buio Pesto P.T.

Ma andiamo con ordine.

Si parte la Domenica mattina quando gli organizzatori e i volontari sono già al lavoro dalle 8 al Campo Regaldi per far sì che tutto sia perfetto per questa giornata all’insegna dello sport e del divertimento.

Nemmeno il tempo di appendere i banner degli sponsor e di montare i gazebi delle nazioni che parteciperanno al Balon Mundial che le prime due squadre iniziano ad arrivare.

Purtroppo il pullman della squadra VT45, che avrebbe dovuto aprire le danze contro A.M.M.I., si è rotto e i ragazzi sono in ritardo: ma nessun problema, con un gesto di grande fair play la squadra avversaria decide di scendere in campo con soli 7 elementi in modo da poter iniziare alla pari. Una faticaccia per i ragazzi in campo costretti a correre letteralmente per due persone. All’inizio del secondo tempo arrivano i ritardatari e la partita può proseguire in maniera regolare e terminerà con la vittoria per 3-2 di A.M.M.I.

Dopo questo piccolo contrattempo iniziale il torneo prosegue il suo svolgimento nel migliore dei modi: prima della pausa pranzo sarà il turno de “La città dei Ragazzi” contro Nemo e di Terremondo Official Team contro Sharing Team.

Certo, il livello in campo non sarà eccelso, i palloni volano fuori dal campo in continuazione dando molto lavoro extra ai volontari impiegati nelle ricerche, ma è possibile scorgere negli occhi dei ragazzi in campo e sugli spalti la voglia di giocare e di divertirsi, di portare a compimento un percorso iniziato mesi prima con gli allenamenti e che se tutto andrà bene potrà terminare con la qualificazione al Balon Mundial.

In campo non mancano gli scontri, le polemiche con l’arbitro e con gli avversari, ma come in tutti gli sport quello che succede sul terreno di gioco rimane sul terreno di gioco e a fine partita vincitori e vinti si stringono la mano e si dirigono insieme negli spogliatoi scherzando sulla partita appena finita.

Pausa pranzo: i volontari e gli organizzatori si rifocillano in fretta con frutta e un (ottimo) panino indiano con pollo e verdure.

Appena il tempo di ingoiare l’ultimo boccone che ecco arrivare le prime squadre impegnate nelle partite pomeridiane. Un sole caldo si alterna a nuvole minacciose che non possono però rovinare l’atmosfera di festa che si respira al campo Regaldi.

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Nel pomeriggio gli spalti si riempiono, arrivano i tifosi armati di striscioni e magliette personalizzate. Perché tutto questo è Football Communities: ragazzi che non sanno per quale squadra tifare perché hanno amici in entrambe, operatori e dirigenti visibilmente emozionati per i risultati raggiunti dai loro ragazzi, compagni e avversari che guardano insieme le altre partite incitando e prendendo in giro (in senso buono ovviamente) i ragazzi impegnati giocare.

Le partite del pomeriggio filano lisce e in un men che non si dica è già arrivata la sera, ed è il momento di sbaraccare tutto. Gli organizzatori e i volontari stremati dalla lunga giornata si adoperano minuziosamente a riporre tavoli e transenne, facendo attenzione a coprirli bene con il telone, in quanto l’indomani è prevista pioggia.

Possiamo orgogliosamente affermare che la prima giornata di Balon Mundial Football Communities sia stata un grande successo di sport, di pubblico, di inclusione e di integrazione tra persone molto diverse tra loro che hanno trovato nel calcio un importante punto d’incontro.

Ringraziando tutti gli organizzatori, i volontari, le squadre, i dirigenti e i tifosi vi diamo appuntamento a domenica prossima, tutti carichi per la seconda giornata di Football Communities!

Matteo Mastorci

Volontario Balon Mundial

Football Communities Centro Fenoglio

La squadra I ragazzi di Orso e il Centro Fenoglio intervistate da Marlene

Marlene è una nuova volontaria che domenica è venuta alla prima giornata di Football Communities e per la prima volta ha respirato il clima Balon Mundial :)

Lo spirito di iniziativa e la voglia di fare parte del progetto non le mancano e così ha cominciato a fare foto e domande alle squadre per conoscerle meglio e raccontarci qualcosa in più sulla prima giornata del torneo. Le prime squadre che ha incontrato sono state la squadra Orso e il Centro Fenoglio di Settimo Torinese.
Intervista all’allenatore del centro Fenoglio di Settimo
Nazionalità squadra: Guinea e altri paesi africani
Lingue parlate: italiano, francese, inglese
Quali sono gli obbiettivi che la squadra si prefigge di raggiungere con la partecipazione al torneo? “far gruppo, dar visibilità e integrare i ragazzi. Inoltre
il valore aggiunto del torneo è che i ragazzi “fanno squadra” anche tra loro. I rapporti tra i giocatori, che molto spesso si conoscevano già, sono buoni”
Perché partecipate a Balon Mundial Football Communities?  “il torneo motiva i ragazzi, hanno una grande voglia di vincere, e questa occasione permette loro di migliorarsi, comprendendo il rispetto delle regole, imparando a lavorare sulle criticità. E sono molto contenti di partecipare come protagonisti.”

Football Communities Centro Fenoglio
Intervista a Mathias, giocatore della squadra I ragazzi di Orso
Lingua: francese
Mathias qual è il motivo che vi ha spinto a partecipare al torneo: “siamo contenti di partecipare al Balon Mundial, è un’occasione per integrarci, per stare insieme. Inoltre ci permette di cambiare modo di vedere le cose e di conseguenza il modo di affrontare le situazioni.”
Perché pensi che sia un’occasione? “è una speranza per noi, è un’occasione da ripetere. Speriamo che possa aiutarci anche nel trovare lavoro.”

Marlene Dattoli

FIFA4Equality _6 marzo 2017

Equality & Inclusion: Balon Mundial alla Fifa

È il 6 di Marzo e una delegazione di Balon Mundial composta da Irene Pepe, responsabile comunicazione, Claudia Genovese, responsabile ricerca, monitoraggio e valutazione, ed Elena Bonato, responsabile area minori è stata invitata alla conferenza organizzata dalla FIFA nella propria sede a Zurigo, dal titolo “Equality & Inclusion“.
È un’occasione di incontro con realtà da tutto il mondo, associazioni che lavorano affinché lo sport sia veicolo di integrazione ed inclusione.
Nell’attesa di entrare nella sala conferenza ci accorgiamo di volti noti come quello di Fiona May (vedi la fotografia), Clarence Seedorf, e riusciamo a salutare anche Vladimir Borkovic Network Director di Streetfootballworld, con il quale scambiamo due battute ed un in bocca al lupo per il suo intervento nella conferenza.
FIFA_Fiona May_Elena_Claudia

Fiona May con Claudia ed Elena #FIFA4Equality

La giornata parte con i saluti del presidente FIFA Gianni Infantino, il quale ci tiene a sottolineare i cambiamenti attuati nell’organico FIFA, che ad oggi vede un 42% di presenza femminile. Questo a significare un cambio di rotta ed un maggior impegno a mettere in pratica i principi di -parità ed uguaglianza- che lo sport nel suo più alto significato rappresenta.
Si susseguono interventi interessanti ed emozionanti in cui emergono anche idee, stereotipi e pregiudizi dei quali non siamo tutti abbastanza consapevoli ed a volte meno disponibili a porre l’attenzione che merita.
“Il mondo dello sport maschile non deve essere per forza modello dello sport femminile, quest’ultimo può camminare con le proprie gambe e non essere ombra della sua versione maschile.”
Toccante l’intervento di Khalida Popal, capitana della nazionale di calcio afghana, che ha lottato contro i pregiudizi del suo paese, arrivando ad essere la prima donna assunta nella federazione calcio afghana. È dovuta però scappare dal suo paese dopo le minacce di chi non era d’accordo che lo sport fosse un diritto per le donne, e quindi ha chiesto asilo politico in Danimarca, dove attualmente vive.
Un intervento del pubblico mette in luce il bisogno per ciò che riguarda la formazione di coach su queste tematiche non solo nei club sportivi ma anche nelle associazioni. Persone che possono diffondere ideali e valori, per questo FIFA sta lavorando a programmi che possano aiutare le realtà locali. Tutti gli interventi confermano il grande impegno che a più livelli, dalle istituzioni da una parte, alle università, ai club sportivi si sta riversando su inclusione e partecipazione delle donne.
Cosa possono fare da subito le associazioni? Possono iniziare a valorizzare le realtà che promuovono la parità di genere, quindi scegliere collaborazioni/fornitori che seguano questi principi.
Parlando di inclusione nel pomeriggio è stato affrontato un argomento (purtroppo) ancora controverso soprattutto nel mondo del calcio: il mondo lgbtqi. Lo sport può essere strumento per combattere le discriminazioni derivate dalle scelte sessuali? Anche qui la risposta è positiva. Ancora molto clamore fanno gli/e atleti/e nel momento in cui decidono di fare coming out. Fa ancora notizia.
FIFA4Equality_Irene Claudia Elena a Zurigo

FIFA4Equality_Irene Claudia Elena a Zurigo

Chiudiamo con un bel buffet e scambi tra “colleghi”. Queste occasioni sono preziose anche perché ci permettono di costruire una rete, di imparare da chi è un esperto, creare sinergie e farci conoscere a livello internazionale, portando un po’ di Torino anche fuori dal contesto locale.
Elena Bonato
Copertina Internazionale

Abdella, l’allenatore che ha fondato la squadra del Mali di Balon Mundial

In questo video su Internazionale Adbella racconta perché ha deciso di creare la squadra maliana di #calcio per #balonmundial

Adbella video Passaggi Internazionale

http://www.internazionale.it/video/2017/04/18/squadra-calcio-migranti

Tommaso: “Mi ricordo quando Abdella mi ha detto che voleva formare il Mali.

Mi ricordo quando sono scesi in campo per la prima volta è stato veramente emozionante. È  bello vedere come Balon Mundial crea davvero relazioni, fa nascere una comunità dove ci sono solo singoli giocatori appassionati.

Un grazie sincero ad Abdella, ex giocatore dei Cuori d’Aquila, dirigente del Mali e anche colonna portante della difesa dei Partizan Corsari.”

il calcio mi piace troppo ti dà un sacco di relazioni

“In campo e fuori dal campo io ci sono sempre per i miei giocatori”, dice Aboudala Dembele, allenatore di calcio nato in Mali.

Aboudala Dembele (Abdella, per noi di Balon Mundial) è arrivato in Italia nel 2011. Ha attraversato la Libia, è approdato a Lampedusa ed è stato trasferito in un centro di accoglienza a Torino, dove nel 2015 ha fondato la squadra del Mali dell’associazione sportiva dilettantistica Balon Mundial. Dembele ha cercato i giocatori in diversi centri di accoglienza, dando ai migranti appena arrivati in Italia un’occasione per uscire, migliorare il proprio benessere fisico e psicologico, farsi degli amici e integrarsi più rapidamente.

Il video di Abdella, Passaggi. Quando gli stranieri fanno integrazione è una serie di sei reportage sugli stranieri che lavorano nel campo dell’educazione e dell’integrazione dei migranti appena arrivati in Italia. È stata realizzata da Simona Carnino e Carolina Lucchesini con il finanziamento della regione Piemonte, in collaborazione con il Coordinamento comuni per la pace della provincia di Torino e la cooperativa Cisv solidarietà.

Guarda il video su Internazionale: http://www.internazionale.it/video/2017/04/18/squadra-calcio-migranti

Budapest

Football3 for respect: 1° meeting a Budapest

Eccoci tornati dopo un lungo week end nella caraibica Budapest! Mentre nel territorio piemontese la pioggia era incessante, a Budapest Balon Mundial e gli altri 13 partners hanno potuto partecipare al Fair Play Road Show, e giocare a calcio sotto un sole inaspettato.
Eravamo ospiti dell’associazione Oltalom, che è stata scelta come prima associazione ospitante per il primo meeting all’interno del progetto “Football3 for respect”, in cui Balon Mundial è coinvolta come unica associazione italiana.
Il progetto sostiene tutte le iniziative di sport come strumento di inclusione sociale ed integrazione in 14 organizzazioni europee (Gran Bretagna, Irlanda, Germania, Spagna, Portogallo, Polonia, Bulgaria, Francia, Repubblica Ceca, Italia).
E’ stato un incontro con tutti i coordinatori del progetto per avere modo di confrontarsi con le sfide che ogni giorni nelle realtà locali si devono affrontare.
Abbiamo avuto modo quindi di “affinare il tiro” e confrontarci su quale metodologia sia più efficace ed utile per trasmettere ai nostri giocatori i valori di fair play e rispetto.
E’ stato un modo anche per i nostri capofila di StreetFootballWorld di ascoltare la complessità di ogni realtà locale, e di come ogni organizzazione riesca ad adattare il gioco del calcio in base alle necessità che richiede un determinato gruppo.
E’ emerso che in ogni associazione si devono affrontare delle barriere linguistiche a più livelli, quanto sia difficile altresì coinvolgere ragazze/bimbe, ed infine come il concetto di fair play sia collocato in una posizione in cui competizione pare essere il suo antagonista.
Ecco perché il nostro lavoro diventa fondamentale soprattutto con i più giovani, prossimi nuovi cittadini, protagonisti di un futuro in cui vorremmo che anche lo sport, inteso come strumento educativo, possa avere il peso che merita.
Dopo un brainstorming su come potrebbe migliorare il già eccellente lavoro fatto da Streetfootballworld nel manuale prodotto per i mediatori del football3, ci siamo cambiati le scarpe e siamo scesi in campo!
Quale miglior modo per imparare se non mettendoci in gioco!
La partita, o meglio, le innumerevoli partite di football3 ci hanno fatto sudare e divertire, ed il fair play non è mancato anche tra i più piccoli che giravano per il campetto e che non hanno esitato ad inserirsi nelle squadre.
Abbiamo chiuso questa intensa esperienza con il torneo di Fair Play, in un campo di calcio gonfiabile, in compagnia della squadra dell’associazione Oltalom, una squadra della polizia, ed altre squadre miste.
Abbiamo così avuto modo di valutare anche l’organizzazione dell’evento e poter condividere consigli e reazioni a caldo.
Un ringraziamento a tutti i partners, ed alla passione che ogni associazione sta mettendo in questo progetto.
Dalla nostra parte siamo tornati ancora più carichi e convinti che sì, la strada è lunga… ma è quella giusta!
Elena Bonato
Football 3
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Balon Mundial dà il benvenuto a GIIG – Get inclusive in the game

Una bella notizia: GIIG ‘Get inclusive in the game’ è al calcio di inizio!
Diamo il benvenuto al progetto GIIG, co-fondato con il programma Erasmus + dell’Unione Europea, per promuovere sinergie innovative per i rifugiati e l’inclusione femminile.
Get inclusive in the game (GIIG) propone un modello sostenibile di cooperazione basato sull’integrazione di sinergie innovative e operative per l’inclusione sociale dei profughi e le donne nel settore dello sport e non solo. GIIG ha lo scopo di promuovere le attività di volontariato nello sport che favoriscono l’inclusione sociale dei gruppi di minoranza, le pari opportunità e aumentano la consapevolezza dell’attività fisica come vantaggio per la salute.
Al centro del progetto un modello che mira a coinvolgere in progetti sportivi i migranti e i rifugiati che vivono in Italia e le donne, e che ha come tematiche principali la parità di genere, la promozione dello sport di squadre multietniche, la costruzione di relazioni sociali, la creazione di reti e di competenze trasversali.
Una piattaforma online – GIIG.EU – raccoglierà i dati e le informazioni per lo sviluppo e il finanziamento di partnership strategiche e la pianificazione di iniziative sportive volte a valorizzare l’inclusione sociale.
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Come parte del progetto sono previste giornate di informazione nelle scuole, eventi dedicati, giochi e attività sportive nei parchi in collaborazione con le società sportive locali e le associazioni sportive e un torneo di calcio nel comune di Frosinone tra le squadre che mostrano i valori della diversità e dell’inclusione e squadre di migranti e atlete femminili di diversi paesi europei.
Inoltre sempre a Frosinone verrà organizzata una conferenza internazionale sui risultati dell’utilizzo di sport per l’inclusione sociale e la parità di genere.
Il consorzio GIIG collaborerà con il Consiglio d’Europa del Dipartimento della Gioventù, che attraverso la sua campagna “No Hate” supporterà le attività di formazione per i volontari nel progetto.
GIIG durerà fino a dicembre 2017. I partner del progetto oltre a A.S.D. Balon Mundial Onlus comprendono Unione Sportiva Acli Frosinone, Associazione di volontariato Nuovi Orizzonti ONLUS, Podes Associação para a Promoção fare Desenvolvimento Sustentável, Društvo za razvijanje prostovoljnega dela Novo mesto, TOWARZYSTWO Sportowe Iron Man e la rete FARE.