01/06/11 - 11060101 - MERCHANT SOULHAMPDEN - GLASGOW Tesco Bank Football Festival.

Siamo noi che dobbiamo cambiare il calcio

Grazie tuttocampo. Grazie di aver avuto il coraggio di pubblicare questa lettera.
Siamo noi, noi che il calcio lo giochiamo e lo pratichiamo, noi che mandiamo i nostri figli e le nostre figlie a giocare a calcio che dobbiamo cambiare il calcio.
E questa lettera ci indica il livello da cui dobbiamo partire per cambiare l’approccio che si ha al calcio: un livello basso, bassissimo. In questa lettera, della serie “non sono razzista ma” , emerge un profondo sessismo ed una visione distorta di cosa dovrebbe essere una scuola calcio.
L’incapacità di un genitore di distinguere che a 7 anni non sta gettando le basi per costruire un campione, ma dovrebbe offrire a suo figlio la sola possibilità di giocare e divertirsi con un pallone calciato con i piedi, un’esperienza socializzante, divertente, dove il risultato non dovrebbe contare, un’esperienza da condividere con qualsiasi bambino o bambina e con la stessa passione.

“Finché non supereremo la mentalità chiusa che il calcio sia solo uno sport maschile, continuerà ad esserci poco spazio per le donne, non solo nel mondo dello sport.” Laura Brambilla

Invece nella lettera si parla di competizione, dei desideri di alcuni genitori di proiettare le loro ambizioni nei figli, senza rendersi conto che una coppia che iscrive la propria figlia in una scuola calcio ha solo assecondato il desiderio della propria figlia di giocare a calcio, desiderio probabilmente anche insinuato dal calcio visto in TV tutti i giorni per 11 mesi all’anno.

01/06/11 - 11060101 - MERCHANT SOULHAMPDEN - GLASGOW Tesco Bank Football Festival.

01/06/11  –  Tesco Bank Football Festival

Il sessismo nel mondo del calcio degli adulti è qualcosa di concreto e tangibile, per quello è importante lavorare nelle scuole calcio per far crescere calciatori e calciatrici insieme e dimostrare che l’unica differenza nella pratica di uno sport sta nel talento e nella capacità di lavorare allenamento dopo allenamento per migliorarsi.

La vera rivoluzione sarà quella di cambiare l’immagine delle scuole calcio: non luoghi dove si crescono campioni, ma luoghi di incontro dove bambini e bambine possono giocare e divertirsi anche giocando a calcio, dove i genitori devono portarli per migliorare la socializzazione dei propri figli e poi, forse, diventare buoni calciatori. Perché a 7 anni quei bambini vogliono giocare, con bambini e bambine, non vincere.

Continuiamo a diffondere questa idea e la realizzeremo! Non a caso il motto di Balon Mundial è Metti in gioco le differenze!

Tommaso Pozzato

A.S.D. Balon Mundial Onlus

Presidente 

 

FIFA4Equality _6 marzo 2017

Equality & Inclusion: Balon Mundial alla Fifa

È il 6 di Marzo e una delegazione di Balon Mundial composta da Irene Pepe, responsabile comunicazione, Claudia Genovese, responsabile ricerca, monitoraggio e valutazione, ed Elena Bonato, responsabile area minori è stata invitata alla conferenza organizzata dalla FIFA nella propria sede a Zurigo, dal titolo “Equality & Inclusion“.
È un’occasione di incontro con realtà da tutto il mondo, associazioni che lavorano affinché lo sport sia veicolo di integrazione ed inclusione.
Nell’attesa di entrare nella sala conferenza ci accorgiamo di volti noti come quello di Fiona May (vedi la fotografia), Clarence Seedorf, e riusciamo a salutare anche Vladimir Borkovic Network Director di Streetfootballworld, con il quale scambiamo due battute ed un in bocca al lupo per il suo intervento nella conferenza.
FIFA_Fiona May_Elena_Claudia

Fiona May con Claudia ed Elena #FIFA4Equality

La giornata parte con i saluti del presidente FIFA Gianni Infantino, il quale ci tiene a sottolineare i cambiamenti attuati nell’organico FIFA, che ad oggi vede un 42% di presenza femminile. Questo a significare un cambio di rotta ed un maggior impegno a mettere in pratica i principi di -parità ed uguaglianza- che lo sport nel suo più alto significato rappresenta.
Si susseguono interventi interessanti ed emozionanti in cui emergono anche idee, stereotipi e pregiudizi dei quali non siamo tutti abbastanza consapevoli ed a volte meno disponibili a porre l’attenzione che merita.
“Il mondo dello sport maschile non deve essere per forza modello dello sport femminile, quest’ultimo può camminare con le proprie gambe e non essere ombra della sua versione maschile.”
Toccante l’intervento di Khalida Popal, capitana della nazionale di calcio afghana, che ha lottato contro i pregiudizi del suo paese, arrivando ad essere la prima donna assunta nella federazione calcio afghana. È dovuta però scappare dal suo paese dopo le minacce di chi non era d’accordo che lo sport fosse un diritto per le donne, e quindi ha chiesto asilo politico in Danimarca, dove attualmente vive.
Un intervento del pubblico mette in luce il bisogno per ciò che riguarda la formazione di coach su queste tematiche non solo nei club sportivi ma anche nelle associazioni. Persone che possono diffondere ideali e valori, per questo FIFA sta lavorando a programmi che possano aiutare le realtà locali. Tutti gli interventi confermano il grande impegno che a più livelli, dalle istituzioni da una parte, alle università, ai club sportivi si sta riversando su inclusione e partecipazione delle donne.
Cosa possono fare da subito le associazioni? Possono iniziare a valorizzare le realtà che promuovono la parità di genere, quindi scegliere collaborazioni/fornitori che seguano questi principi.
Parlando di inclusione nel pomeriggio è stato affrontato un argomento (purtroppo) ancora controverso soprattutto nel mondo del calcio: il mondo lgbtqi. Lo sport può essere strumento per combattere le discriminazioni derivate dalle scelte sessuali? Anche qui la risposta è positiva. Ancora molto clamore fanno gli/e atleti/e nel momento in cui decidono di fare coming out. Fa ancora notizia.
FIFA4Equality_Irene Claudia Elena a Zurigo

FIFA4Equality_Irene Claudia Elena a Zurigo

Chiudiamo con un bel buffet e scambi tra “colleghi”. Queste occasioni sono preziose anche perché ci permettono di costruire una rete, di imparare da chi è un esperto, creare sinergie e farci conoscere a livello internazionale, portando un po’ di Torino anche fuori dal contesto locale.
Elena Bonato
football 3 - 19 31 gennaio 17

Una pallida domenica pomeriggio

Immaginate una domenica pomeriggio di gennaio cristallizzata da sferzate di aria gelida, ma addolcita al contempo dai raggi di un pallido sole.
Il ritrovo è un campo da calcio in terra dissestato da chissà quante corse dietro al pallone.
Ad accogliere me, Sara e Carmi, i mediatori volontari  del progetto Football3: il loro entusiasmo si respira a pieni polmoni e diventa così naturale affidarsi a loro per conoscere ciò in cui ci vogliono coinvolgere.
Insieme a noi, tanti ragazzi provenienti dai più svariati angoli di Africa, scalpitanti e desiderosi di giocare.
Tutti i colori del mondo si mischiano: non solo il colore della pelle, ma anche quelli sgargianti e pieni di vita delle divise, delle scarpe, dei calzettoni.
Tra sguardi incuriositi e sorrisi con un pizzico di imbarazzo, formiamo 4 squadre: noi ragazze facciamo parte di tre formazioni diverse, una contaminazione rosa assolutamente desiderata.
Siamo pronti per farci trasportare nel mondo del Football3.

Lo sport è già di per se una scuola di vita e il progetto Football3 non fa che marcare ulteriormente questo aspetto: FairPlay è la parola chiave.
Poche regole alla base di questa visione di gioco, tanto semplici quanto profonde.
Ogni formazione decide insieme il nome della propria squadra e in pochi secondi getta quindi le basi di quella che sarà un’identità comune, indipendentemente da tutto ciò che circonda il singolo. Si è squadra, si è gruppo e in quanto tale si concorda anche il modo in cui gioire dopo un goal e condividere quindi le emozioni in campo. Si decidono anche le regole di gioco: si è autorizzati ad andare fuori dagli schemi imposti, purché si vada nella stessa direzione. Portiere fisso o a rotazione? La rimessa laterale si batte con i piedi o con le mani? Il calcio d’angolo esiste o si trasforma in un semplice rinvio dal fondo? Nulla è deciso a priori, perché tutto si condivide.
Diffondere questo modo di vivere il gioco aiuta a migliorare la capacità di ascoltare l’altro, a focalizzare l’importanza del confronto, a compiacersi della ricchezza che porta il trovare un compromesso che unisca le differenti idee, a comprendere l’importanza del rispetto.
Una partita non si vince soltanto per differenza reti: se si fanno propri i valori del Football3 si vince qualcosa di molto più importante.

Noemi canterebbe “ho preso a calci il mio cuore perché aveva smesso di battere“, io prendo ispirazione da questa frase e penso che domenica, prendendo a calci un pallone, tanti cuori abbiano ripreso a battere.

 

Giulia Crabolu

Vice Capitano GiveMe5 AVIS Torino

Tacchi a spillo e pallone

Una breve riflessione sul sessismo nello sport

Da sempre Balon Mundial si batte contro le discriminazioni che siano di etnia, religione o genere. Oggi lasciamo spazio alla riflessione di Elena sul sessismo nello sport.

Un vecchio indovinello antropologico si interrogava: il nostro vivere è determinato da ciò che pensiamo, o il nostro pensiero è determinato da ciò che viviamo?
Oggi siamo circondati da un flusso di notizie e linguaggi che corrono veloci, spesso ci sfuggono. Se siamo fortunati ci rimane solo il tempo di assorbirli ma lentamente appiattiscono il nostro spirito critico.
Sulle prime pagine dei giornali sportivi troviamo titoli come: “La nazionale di basket conquista il secondo posto”.
Messaggio chiaro? Si, per molti è chiaro che il titolo alluda alla nazionale maschile. Diamo per scontato non solo che il giornalista non sia tenuto a distinguere le nazionali, ma che sia obbligato invece a specificare il genere solo quando si parla della nazionale femminile.

Avete mai notato che nelle didascalie sotto le foto di atlete spesso si specifica l’età? Di molti lo stupore che la campionessa di tennis Roberta Vinci alla sua “veneranda età” abbia vinto contro la Williams agli Us Open. Mentre più spesso nello sport maschile il giocatore over 35 viene definito “giocatore d’esperienza”.

“La ragione principale della persistenza di questi pregiudizi, però, va individuata appunto nella scarsa consapevolezza di chi, questi discorsi, li produce. I media sportivi restano infatti per lo più un dominio quasi esclusivamente maschile, spesso in mano a uomini che non si (pre)occupano di questioni di genere. Accanto ad articoli neutri o attenti a non produrre discriminazioni, continuano così a proliferare discorsi che dedicano un’attenzione indebita e sessualmente connotata ai corpi delle atlete (cosa che si produce in maniera minore e comunque molto diversa per quanto riguarda gli atleti uomini), e discorsi che, marcando il genere femminile delle atlete, rappresentano e interpretano in maniera diversa un comportamento per il fatto che questo è compiuto da una donna invece che da un uomo, influenzando pesantemente la rappresentazione delle atlete e quindi il nostro modo di pensarle.” (Oh Do Shut Up Dear! Gli stereotipi sessisti nei media sportivi, Softrevolution)

D’altra parte se il Presidente della Figc, Carlo Tavecchio emerso agli onori alla cronaca per le sue dichiarazioni inappropriate, dichiarò: “si pensava che le donne fossero handicappate rispetto al maschio, ma abbiamo riscontrato che sono molto simili“. Non possiamo pensare che il linguaggio non lanci messaggi forti.

Molti nemmeno si accorgono di uscite spiacevoli, o della simbologia che sta dietro a tante “battute”.
Possiamo singolarmente e quotidianamente contrastare messaggi sessisti, lo diciamo alla luce di una manifestazione (Women’s March), svoltasi pochi giorni fa, che ha coinvolto milioni di donne in tutto il mondo scese in piazza per far sentire la propria voce e difendere i diritti delle donne come diritti umani. Ma lo possiamo fare anche in gesti molto più piccoli, come non stupirci se vediamo una ragazza giocare a calcio, o se “addirittura” è in grado di fare cinque palleggi consecutivi. Oppure non aggiungendo quando si parla di sport, aggettivi sul lato estetico dell’atleta, come se per descriverne meglio e in maniera più completa le competenze sportive sia importante sapere se è bionda o bruna.

Elena Bonato

balonmundial_quote

Buon 2017

4 Gennaio 2017

Come ad ogni inizio si tirano le somme del periodo precedente e si scrivono i buoni propositi. Il 2016 per l’A.S.D. Balon Mundial ONLUS è stato un anno importante;

Importante innanzitutto perché c’era la sfida dell’organizzare la decima edizione del torneo Balon Mundial mentre oltre all’elezione del direttivo cambiavano anche ruoli e impegni delle persone che portano avanti i progetti dell’associazione;

Importante perché dopo quattro anni siamo finalmente  diventati membri di Street Football World e siamo stati l’unica delegazione italiana a partecipare al Football Festival 2016 a Lione, evento ufficiale di EURO UEFA 2016 dedicato al Football4good;

Importante perché abbiamo vinto il bando Uefa For Children  che ci permette di iniziare un percorso di monitoraggio e valutazione del torneo, sempre con l’obiettivo di migliorarci;

Importante perché è stata scritta la prima ricerca sulla leadership all’interno delle comunità di Balon Mundial;

Importante perché grazie alla collaborazione con Slow Food non solo abbiamo raccontato il Food Mundial nei banner di Sapori Migranti abbiamo anche partecipato a Salone del Gusto-Terra Madre co-organizzando un evento di danze e food;

Importante perché anche Alessandro del Piero ci sostiene;

Importante perché abbiamo portato Street Mundial dopo la prima volta all’estero nel 2015 a Berlino anche a CreativAfrica con il campione italiano di Street Football Michele Amerio Donà;

Importante perché siamo stati tappa del progetto AltriEuropei;

Importante perché abbiamo conosciuto tante persone meravigliose che vorremmo ringraziare una per una in particolare Baba, GabrieleChiaraAntonioAntenisca per le interviste e gli articoli per il sito, Yuri per la formula matematica che presto vi dimostreremo, Chiara per aver dato una mano alla grafica per l’album 2016,  Adrian, Alina, Alouine, Amer, Andrea, Carmi, Cedric, Chiara, Chiara, Chiara, Francesco, Francesca, Ilaria, Ilaria, Jolanda, Kabir, Lester, Maddalena, Marco, Marco Molino, Mario, Maribel, Matilde, Maura, Miriana, Moamen, Roxana, Simone, Valeria. Senza i fantastici volontari 2016 di Giovani per Torino, che ci hanno aiutato nella gestione delle 47 squadre e delle oltre 100 partite del torneo Balon Mundial, sarebbe stato tutto di sicuro meno divertente;

Importante perché è stato bello vedere nelle interviste fatte da Antenisca, che il nostro concentrarci sul fair play e sulla carta etica di Balon Mundial dia dei frutti;

Importante perché chi lo ha conosciuto quest’anno per la prima volta ne ha parlato in un modo che ci ha fatto provare commozionegioia e orgoglio;

Importante perché oltre alle uova di Pasqua come forma di sostegno e di autofinanziamento nasce anche il merchandising (presto online in Sostienici);

Importante perché abbiamo organizzato con Officine Corsare l’appuntamento primaverile Si yo fuera Maradona, incontri per parlare di calcio e aspetti sociali culturali e politici con esperti (ringraziamo ancora Gianni Mura, il prof Cepernich, Ugo Zamburro, Cecilia Nessi, Stefano Rosso e ricordiamo le risate con Calciatori Brutti)

Importante perché siamo stati di nuovo in tv 😉 a Quelli che il Calcio;

Importante perché abbiamo vinto un bando che ci permette di fare il Football3 nelle scuole per due anni;

Importante per il lancio della campagna antisessista sulle regole del calcio spiegate delle giocatrici di Balon Mundial in 4 video sul nostro canale YouTube. Perché lo sport è per tutti e tutte.

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Insomma è stato un anno intenso, e tutto questo è stato possibile grazie a moltissime persone, (di cui la maggior parte probabilmente ci ricorderemo solo dopo di non aver citato). Ma iniziamo, in primo luogo all’onnipresente Tommaso per dare la priorità a Balon Mundial prima di qualsiasi altra cosa, al direttivo con Luca (anima sportiva, problem solver di Balon Mundial e ovviamente vicepresidente) e Francisco (che con il suo occhio da giocatore e da esperto consigliere ha messo un po’ di ordine ed entusiasmo), Elena che si è trasferita a Torino perché crede in Balon Mundial, Claudia che ha trovato la sua strada, Federica per riuscire ad organizzare gli eventi del Food e i rapporti con il torneo femminile anche a distanza, a Daniele perché i suoi consigli stanno piano piano professionalizzando il lavoro di tutta l’Associazione, a Jacopo per il suo occhio capace di catturare le cose belle di Balon Mundial, a Davide Moratti perchè anche da lontano vuole sempre il meglio per Balon Mundial, a Davide Gandolfi per la saggezza dei suoi consigli, a Matteo Salvai per essere il presidente onorario più benvoluto di sempre, alla Khorakhané che si sono associate a Balon Mundial e alle nuove squadre del nuove progetto di Balon Mundial di cui vi sveleremo presto maggiori dettagli, ai compagni di gruppo di Irene al corso sul Fundraising per aver messo il cuore nel progetto su come sostenere Balon Mundial, a tutti e tutte gli arbitri, i dirigenti e i giocatori.

Un ringraziamento particolare a Francisco e Irene, a Charles ed Elisabetta, neo papa e mamma, che per la prima volta ci hanno fatto riflettere che stiamo lavorando per costruire un mondo migliore attraverso il calcio non per noi, ma per le generazioni future che verrano e che sono appena arrivate.

In un anno di cambiamenti un grazie a tutti coloro che negli ultimi cinque anni sono stati al nostro fianco, a chi continuerà a farlo e a chi ci conoscerà e apprezzerà il nostro lavoro.

Un grazie alla U.I.S.P. Che si sta avviando a un piccolo grande cambiamento ma che continua ad essere al nostro fianco per realizzare il motto sport per tutti.

Spero anche grazie a me per cercare di raccontare tutta la fatica e la passione che c’è dietro a questa meravigliosa associazione di cui sono fiera di essere socia.

Buon 2017 a tutti e tutte, da tutto lo staff di Balon Mundial

Irene Pepe

Alessandro Del Piero sostiene Balon Mundial

Alessandro Del Piero e Save the Dream per Balon Mundial

Alessandro Del Piero sostiene Balon Mundial

Alessandro Del Piero sostiene Balon Mundial

Alessandro del Piero si congratula con i giocatori e i partecipanti di #BalonMundial !!
Il supporto del Numero 10, il campione dentro e fuori il campo, esempio di correttezza e #fairplay è il più bel regalo di compleanno per i #10anni di Balon Mundial!
Che orgoglio!!!



LA SORPRESA

La decima edizione di Balon Mundial si è conclusa con una sorpresa che non può che renderci orgogliosi.

Grazie alla partnership con Save the Dream, Alessandro Del Piero, icona del calcio torinese, italiano e mondiale, con un tweet si è congratulato con tutti i giocatori e partecipanti di Balon Mundial!

L’orgoglio per tutta l’Associazione non si può limitare all’attenzione che un Campione del Mondo ha riservato a Balon Mundial, ma riguarda sopratutto l’aver trovato un partner che a livello mondiale sostiene progetti che attraverso lo sport hanno un impatto e una ricaduta sociale sul territorio, diffondendo i valori sani dello sport. Un riconoscimento che ci stimola a continuare su questa strada, incoraggiati dall’avere al nostro fianco un partner mondiale e un ambasciatore che in quanto, torinesi, italiani e legati al mondo del calcio, non può che rappresentare per noi un vero punto di riferimento.

CAMPIONI DEL MONDO”

Il calcio è lo sport più popolare del mondo. E ogni giocatore, di ogni età, sesso, tifo sogna di diventare campione del mondo, di alzare quella Coppa.

Alessandro Del Piero sa cosa vuol dire indossare la maglia della Nazionale, rappresentare un popolo intero e raggiungere il traguardo più grande.

Balon Mundial è da 10 anni da Coppa del Mondo delle Comunità migranti di Torino.

Durante Balon Mundial le comunità migranti si stringono e si riuniscono attorno alla maglietta della Nazionale. Ogni giocatore realizza il sogno di indosare la maglia della propria nazione e sopratutto di rapppresentarla in un paese straniero, un paese nel quale sventolare la propria bandiera significa dimostrare che si esiste, mostrare la propria cultura e le proprie origini.

Migrante, lavoratore, studente, rifugiato.

A Balon Mundial ogni giocatore raggiunge il sogno di giocare la Coppa del Mondo.

N.10”

Il numero 10 è il numero che nel calcio fa sognare. É il numero della fantasia, del leader, del giocatore capace di creare quella scintilla che è cambiamento, vittoria, successo.

Ma un grande numero 10 come Alessandro Del Piero sa che è anche un numero che vuol dire responsabilità, aspettativa, risultati.

Balon Mundial nel 2016 compie 10 anni. 10 anni di sport e integrazione. 10 anni che hannno visto una generazione di migranti solcare i campi, vivere e cambiare la città di Torino. I più anziani da giocatori sono diventati dirigenti delle proprie squadre, simboli e leader. Possono raccontare i cambiamenti di una città sempre più multiculturale, ma anche quanto sia stato per loro importante il calcio di Balon Mundial come momento di incontro, scambio e solidarietà.

La capacità di cambiare il mondo attraverso il calcio nel decimo anno di Balon Mundial può essere raccontata solo da un grande numero 10.

CAMPIONI DI ETICA E VALORI”

A.S.D. Balon Mundial ONLUS vede calcio come strumento educativo, non come fine ultimo.

Giocare a calcio per insegnare a diventare grandi uomini e non grandi calciatori.

L’Ambasciatore ideale di Balon Mundial non può quindi che essere non solo un campione sul campo ma soprattutto un esempio fuori dal campo.

Educazione, rispetto per compagni e avversari, dedizione al lavoro per il raggiungimento dei propri obiettivi.

Alessandro Del Piero, un Capitano capace di incarnare questi valori, conosciuto in tutto il mondo è l’Ambasciatore ideale di Balon Mundial, per i valori che rappresenta e per essere indistitamente idolo trasversale di tutti i tifosi e simbolo di una generazione di migranti che vedono nel Capitano della squadra della città di migrazione un esempio e un idolo indiscusso.

TORINO è LA MIA CITTA’”

La città che è diventata casa per i migranti, rifugiati, richiedenti asilo di Balon Mundial.

La città dove Alessandro Del Piero ha lasciato la sua impronta più profonda.

Essere ambasciatore di Save the Dream significa sostenere un progetto che vede nello sport la capacità vera di cambiare il mondo, di utilizzare lo sport per avere un reale impatto sociale sulla sua città.

Avere il supporto di Alessandro Del Piero è per l’Associazione, nel suo decimo anno, non solo un riconoscimento del lavoro svolto in questo decennio, ma un ulteriore slancio per continuare il percorso di crescita e profesionalizzazione che l’A.S.D ha già intrapreso che pone la città di Torino ancora una volta punto di riferimento per lo sviluppo dello sport e delle politiche di integrazione.

Dunque, Buon compleanno Balon Mundial!

 

 

Sfogliando l'album di Balon Mundial 2015

Gabriele, volontario #BM2016

Sfogliando l'album di Balon Mundial 2015

Sfogliando l’album di Balon Mundial 2015

“Il Balon Mundial è un evento che mette in gioco la solidarietà, l’uguaglianza e l’incontro tra più culture.
Un torneo che vuole dare un calcio al razzismo e alla discriminazione attraverso il gioco popolare del calcio che mette sullo stesso piano etnie, nazionalità e provenienze geografiche, valorizzando allo stesso tempo le differenze culturali. Come volontario mi sono ritrovato infatti immerso in una piacevolissima atmosfera molto amichevole tra i ragazzi e le ragazze dell’associazione ad Balon Mundial Onlus, i giocatori e le giocatrici, i tifosi, le famiglie e i curiosi che vogliono anche solo godersi le partite in una domenica assolata nel parco della Colletta.
Penso che dare una mano nella realizzazione dell’evento del Balon Mundial sia un bellissimo e utile modo per impiegare il proprio tempo libero e per dare un proprio contributo concreto ad un’importante forma di integrazione e scambio culturale”
Gabriele Curti
Leggi anche le impressioni di Antonio e Antenisca
Federica Food Mundial

QUANTO È BELLO BALON MUNDIAL!

“Sabato 11 giugno è iniziato il Balon Mundial. La competizione ha preso il via non solo per le formazioni scese in campo ma anche per me e per tanti altri volontari che hanno deciso di dedicare parte del loro tempo a quest’iniziativa.

Quando ho deciso di partecipare all’evento non avevo ben chiara l’idea di cosa fosse Balon Mundial e di come si svolgesse; ne sono rimasta piacevolmente sorpresa e sono fortemente entusiasta.

La cornice del parco Colletta dà l’idea di una giornata trascorsa con amici come un classico pic-nic di giugno a Torino. Contrariamente a questo però, lungi dal relax tipico del weekend, per i volontari non c’è stato un attimo di tregua e tutti si sono messi all’opera al fine di rendere l’evento piacevole per i giocatori e per il numeroso pubblico che, da subito, ha affollato il bordocampo per supportare la propria squadra.

Ben lontano è Balon Mundial dai classici eventi sportivi e dalle più blasonate sfide calcistiche. Il clima di amicizia e fratellanza, unito alla competizione sana, attraversa il parco lungo tutto il pomeriggio mentre, tra i due campi, si fanno largo le pietanze tipiche di alcune comunità che prendono parte al torneo. La voglia di sperimentare cucina etnica, scoprendone sapori nuovi, grazie anche al dialogo che si instaura con le cuoche li presenti, è molto forte e ben presto ho ceduto alla tentazione. È innegabile quanto il cibo sia fonte di conoscenza, di sapere, di scoperta e quanto attorno ad un piatto si rafforzino i legami tra culture spesso molto diverse tra loro.

Con le squadre in campo gli animi si scaldano dentro e fuori dal rettangolo verde: i calciatori lottano, esultano, soffrono; i supporters gridano, cantano, incitano i loro amici. Io, a bordocampo, entro le recinzioni del terreno di gioco, mi godo lo spettacolo. Posso sentire il rumore della palla che viene calciata, le diverse lingue che si mescolano, vedo il sudore, i sorrisi, la delusione e tanti abbracci a fine partita; sento i complimenti dei vincitori per gli sconfitti e viceversa. Per un’appassionata di calcio come me non esiste momento più bello.

È questo il Balon Mundial, la competizione in campo e gli abbracci lungo la via che porta agli spogliatoi, i tifosi che festeggiano a prescindere dal risultato, donne e uomini che cucinano portando a tavola il sapore della loro terra, i bambini che scorrazzano con il viso colorato, è quel giocatore che mi ha detto “Grazie!” dopo la partita per avergli portato del ghiaccio da posare sul suo ginocchio malandato.

Balon Mundial ci ricorda ogni anno che l’integrazione è una cosa bella e che dietro una partita di calcio, una canzone, un “grazie”, c’è sempre un’occasione per imparare e condividere esperienze.

Io personalmente non vedo l’ora che il prossimo fine settimana arrivi per vivere nuovamente l’avventura di Balon Mundial.”

Antenisca Sapio – Volontaria di Balon Mundial 2016

 

Pasqua2016

Sostieni Balon Mundial: “Be Different. Non comprare il solito uovo”.

BALON MUNDIAL COMPIE 10 ANNI!!

Lo sapevate che Balon Mundial è il torneo per migranti più partecipato d’Europa?

Organizziamo la manifestazione che fa incontrare migliaia di persone provenienti da più di 40 nazioni. Lo spirito dell’evento è quello del mettersi in gioco, costruendo la Coppa del Mondo delle Comunità Migranti, secondo le regole il fair play, del rispetto dell’altro, contro il razzismo e ogni forma di discriminazione.

PASQUA STA ARRIVANDO!!

Anche quest’anno l’A.S.D. Balon Mundial Onlus lancia una campagna di raccolta fondi per Pasqua. Puoi sostenerci acquistando un buonissimo uovo di cioccolato prodotto dalla cooperativa sociale SpES (Servizio per Esperienze Sociali).

CON LA RACCOLTA SOSTERRAI I DIECI ANNI DEL TORNEO!!

Se lo desideri puoi prenotare le tue uova, il cioccolato è fondente o al latte. Il costo è di 10 euro, per 200 grammi di cioccolata buonissima e solidale!!

Puoi fare il tuo ordine cliccando qui:

Raccolta fondi Balon Mundial Pasqua 2016 – Prenotazione uova

oppure mandare una mail a questo indirizzo:

info@balonmundial.it

ricordando di indicare quante uova al latte e quante uova fondenti.

 

Se vuoi più informazioni sulle nostre attività, visita il nostro sito!