Senza esclusioni, un sogno per tutti e tutte.

Avevamo incontrato 2 anni fa Sarà Gama, capitano della squadra femminile della Juventus e della nazionale femminile italiana, durante una delle serate di #syyofueramaradona.

Sara, una delle più forti giocatrici italiane, giocava ancora a Brescia quando l’abbiamo incontrata. E quel giorno aveva dovuto saltare il ritiro della nazionale per un piccolo infortunio (nella sventura almeno la fortuna per noi di averla conosciuta). Con Sara, che ha giocato anche al Psg e in Inghilterra, abbiamo parlato del rapporto tra il mondo del calcio e le donne, della difficoltà di accesso al mondo del pallone fin da piccole e delle discriminazioni.
Un punto spinoso che avevamo affrontato era la competitività del calcio femminile legato ai pregiudizi che ancora impedivano alle bambine di iniziare a giocare da calcio fin da piccole. Non potendo seguire un adeguato percorso di formazione ed iniziando a giocare tardi il livello competitivo, arrivate in età adulta scontavano il prezzo della mancanza di solide basi. La carenza di strutture e di squadre dove poter giocare dopo i 12/14 anni era un fattore che impediva di poter continuare.
È innegabile che la riforma del calcio femminile con le società maschili di serie A -obbligate a creare un settore femminile- stia giovando alla visibilità del movimento: visibilità che significa sopratutto mostrare alle famiglie che giocare a calcio è un gioco per tutti, uomini e donne, una passione e una professione.
L’iniziativa di una bambola calciatrice speriamo aiuti ad offrire una visione positiva della calciatrice. La Calciatrice come una figura modello, la costruzione di un sogno diverso che si può raggiungere anche correndo con il pallone, senza esclusioni, un sogno per tutti e tutte.

#8marzo #shero

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