Il saluto agli Africa United: chiude la squadra dell’Ex Moi

La tredicesima edizione di “Balon Mundial – la coppa delle comunità migranti di Torino” ha visto per la prima volta la non partecipazione degli AFRICA UNITED, la squadra rappresentativa del cosiddetto ExMoi, le palazzine dell’ex villaggio olimpico occupate dal 2011. Un anticipazione di quello che è accaduto in questi giorni con la chiusura definitiva delle palazzine e l’allontanamento e smistamento sul territorio dei suoi abitanti. Balon Mundial ha sempre riconosciuto nel Moi occupato una comunità della città di Torino e come tutte le squadre partecipanti al torneo ha permesso ai suoi giocatori di scendere in campo e raccontarsi anche attraverso il pallone.

Molti ragazzi che si sono allenati all’Oxilia hanno vissuto nelle palazzine e i primi anni dei Cuori d’Aquila- Hearts of Eagle e tutti i nostri giocatori vivevano nella prima palazzina. Mentre si concludeva il percorso dell’Ex Moi abbiamo chiesto a Marco Anselmi, storico dirigente degli Africa United di raccontarci come nasce e si chiude la storia di una comunità così particolare:

Marco, ci ricordi come, quando e perché centinaia di ragazzi occuparono le palazzine?

Il calcio per gli abitanti delle palazzine è sempre stato uno dei sinonimi di rottura della routine della vita in occupazione. Giocando nei cortili delle palazzine o radunandosi nelle varie stanze davanti a una tv con il calcio costruivano un tempo proprio che non è solo quello dello svago, ma anche del riappropriarsi di alcune caratteristiche e identità forzatamente mutate.

Con questo le persone tornavano protagoniste e per questo è nata la squadra degli Africa United. Rappresentare se stessi fuori dall’occupazione e da tutte le logiche annesse alla migrazione. Gli Africa united erano un modo per rappresentare tutto il Moi e tutti i Paesi africani senza mettere particolari bandiere, ma soltanto provando a fare un gol, un’esultanza particolare o semplicemente essendo loro stessi, per il tempo di una partita senza pensieri altri. Il calcio è stato un collante tra le crepe delle palazzine e un modo per uscirne anche solo per un allenamento.