Balon Mundial calcio a 5 misto: un clima di amicizia, incontro, collaborazione, sostegno ed allegria.

“La nostra squadra è sempre più una piccola famiglia, mi sento accettata ed accolta ma soprattutto supportata e spinta a dare sempre di più.” Ecco come Chiara descrive “Balon Mundial” la squadra di calcio a 5 mista che vede per la prima volta giocare Le Queens ed i Senza Frontiere assieme. In questo articolo intervisteremo Chiara e Marco e ci faremo raccontare da loro come stanno vivendo questa nuova avventura attraverso la partecipazione al campionato G Grande.

 

the future is equal
the future is equal

Sono Chiara Galetti ho 33 anni, sono Marco Laruffa ho 32 anni, ed insieme giochiamo nella squadra mista.

Secondo voi perchè giocare con Balon Mundial è diverso rispetto alle altre associazioni sportive?

M- Non ho esperienza in società o associazioni sportive. Posso però dire che qui ci si allena e si gioca volendo migliorare, crescere, vincere, in un clima disteso di amicizia, di incontro, di collaborazione, di mutuo sostegno, di allegria. Non percepisco pressioni, ansie, severità legate alla prestazione e al risultato. C’è un’attenzione globale al benessere dei giocatori e della squadra. C’è un’attenzione alla crescita non solo sportiva di ogni singolo partecipante. Un buon laboratorio di implementazione di quelle che si possono chiamare soft skills o life skills: divertente e tonificante!

C – Siccome la mia prima vera esperienza è stata con le queens ed è iniziata nel settembre 2020, non ho un vero e proprio metro di paragone… quello che vedo intorno a me però semplicemente mi piace e mi fa stare bene.. ci sono mister con cui si può parlare se ci sono problemi e compagn* di squadra pront* a confrontarsi se in campo ci sono stati malumori. E’ un ambiente inclusivo e si cerca di non lasciare indietro nessuno sia in campo che fuori.

Cosa ne pensate del calcio amatoriale? Cambiereste qualcosa?

M -Io ho il problema di non concepire tutti quei falli e “falletti” che neanche vengono fischiati. Né concepisco il fallo intenzionale. Per me il fallo è solo un errore. Perché arrivo in ritardo, perché l’altro è stato più veloce e bravo di me, perché sono rimasto ingannato da una finta. Guardando il calcio dei professionisti mi accorgo che non è quello che io voglio giocare. Allora forse nel calcio amatoriale sarei molto più severo nell’arbitraggio rispetto ai falli e tutti quei “falletti”.

C – cambierei l’aggressività che a volte riscontro negli avversari.. non cambierei invece la competitività, quella sana.

the future is equal
the future is equal

Avete mai partecipato ad un campionato misto prima? cosa vi piace di più di quest’esperienza?

M – Avevo già partecipato al Torneo del Ggrande con la squadra delle BelleFiole. Mi piace il fatto che sia misto, che sia autogestito nell’arbitraggio, che ci sia la serie FUN.
Ritengo sia sempre arricchente l’incontro con l’altro sesso, a qualsiasi livello. Interessante avere l’opportunità di farlo anche sul piano fisico-atletico, in cui sono evidenti le differenze di genere legate alla struttura, la forza, la velocità (mediamente!). Credo mi arricchisca nel mio cercare di essere attento e empatico, di ascoltare e comprendere l’altro, di accordarmi e sintonizzarmi sulla sua lunghezza d’onda.

 

C – No, è la prima volta e la trovo un’esperienza molto positiva e formativa al massimo.
Ricordo quando ero piccolina ho sempre giocato con persone di genere diverso dal mio, ma purtroppo quando una bimba voleva giocare a calcio gli altri giocatori provavano a piazzarla in porta o veniva guardata con sospetto.. ora invece, la nostra squadra è sempre più una piccola famiglia, mi sento accettata e accolta ma soprattutto supportata e spinta a dare sempre di più. Non mi sento giudicata o esclusa se sbaglio, anzi il contrario.

Raccontate un aneddoto divertente o significativo avvenuto durante una partita/terzo tempo

M -Direi quando siamo andati a mangiare dopo la partita con 3 ragazze della squadra avversaria. Loro hanno dimostrato grande coraggio: noi eravamo una decina! Erano in netta minoranza. Eppure la voglia di incontro vince anche sulla timidezza e l’imbarazzo di sentirsi estranei e intrusi. In campo avevo avuto modo di discutere con un loro compagno di squadra. Sarei andato a casa con un brutto ricordo di quella squadra. Loro l’hanno decisamente riabilitata e non vedo l’ora di rincontrarla.

C -Potrei dirti quando ho fatto un tunnel al più sbruffone e forte degli avversari 😉 ma non andrò oltre. Ti racconto invece quando durante gli allenamenti si ride o si scherza con i compagni. ci siamo davvero trovati bene e affiatati fin da subito e questo di per se è la cosa più significativa. un’altra cosa che mi viene in mente, sono i festeggiamenti delle rare volte in cui segno.. ci abbracciamo come se fosse un evento più unico che raro!  Una cosa in generale che noto molto sia con le queens che con la quadra del ggrande è che si è davvero partecipativi con il tifo e si condivide la felicità quando un* tu* compagn* fa qualcosa di bello!

 

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