Il saluto agli Africa United: chiude la squadra dell’Ex Moi

La tredicesima edizione di “Balon Mundial – la coppa delle comunità migranti di Torino” ha visto per la prima volta la non partecipazione degli AFRICA UNITED, la squadra rappresentativa del cosiddetto ExMoi, le palazzine dell’ex villaggio olimpico occupate dal 2011. Un anticipazione di quello che è accaduto in questi giorni con la chiusura definitiva delle palazzine e l’allontanamento e smistamento sul territorio dei suoi abitanti. Balon Mundial ha sempre riconosciuto nel Moi occupato una comunità della città di Torino e come tutte le squadre partecipanti al torneo ha permesso ai suoi giocatori di scendere in campo e raccontarsi anche attraverso il pallone. Molti ragazzi che si sono allenati all’Oxilia hanno vissuto nelle palazzine e i primi anni dei Cuori d’Aquila- Hearts of Eagle tutti i nostri giocatori vivevano nella prima palazzina. Mentre si concludeva il percorso dell’Ex Moi abbiamo chiesto a Marco Anselmi, storico dirigente degli Africa United di raccontarci come nasce e si chiude la storia di una comunità così particolare:

Marco, ci ricordi come, quando e perché centinaia di ragazzi occuparono le palazzine?

Era il 2013 e a fine febbraio fu decretata finita l’emergenza Nord Africa. Ciò significò che centinaia di persone si trovarono per strada con un foglio che dichiarava questa emergenza finita e con un buono uscita di 500 euro. A Torino molte di queste persone finirono a dormire per strada in diversi punti della città. Quindi tramite una rete cittadina solidale con i rifugiati si decise di trovare una casa a queste persone e poiché c’erano queste palazzine costruite nel 2006 per le Olimpiadi invernali, ma poi abbandonate, si decise di farle diventare una nuova casa per queste persone. Così a marzo venne occupata la prima palazzina. Nei mesi successivi queste persone aumentarono, arrivando a superare il migliaio e vennero occupate altre tre palazzine. L’area dell’Ex Moi poteva considerarsi una sorta di rappresentazione ufficiale dell’Africa, con 28 nazionalità diverse che coabitavano pacificamente in degli spazi verticali.

Come è cambiata la comunità del Moi negli anni?

La comunità del MOI ha negli anni seguito il corso delle scelte politiche, che influenzavano le geografie e i modi di vivere nelle palazzine. Da sempre gli occupanti del MOI sono persone fuoriuscite da percorsi di accoglienza. Inizialmente, come dicevo, erano persone ex emergenza Nord Africa, “cessata” questa emergenza al MOI sono arrivate tutte le persone che, uscite da CAS o SPRAR, avevano difficoltà alloggiative, tendenza continuata fino a qualche mese fa, in cui continuavano ad arrivare persone uscite da centri di accoglienza. Oltre a queste negli anni, soprattutto dal terzo anno di occupazione, il MOI è stato anche luogo di transito per persone che tentavano di andare all’estero, soprattutto in Francia, ma anche di sosta per persone che dal Sud Italia andavano a lavorare nelle campagne del saluzzese. Infine, nell’ultimo periodo, soprattutto anche in conseguenza alle leggi sulla migrazione di Minniti prima e Salvini poi, anche casa e luogo di riparo per persone non regolari e con diversi dinieghi sulle spalle. La cosa interessante è che negli anni la popolazione del MOI è sempre cambiata e vi era la tendenza tra gli occupanti di lasciare il MOI per trovarsi sistemazioni proprie una volta raggiunta una propria indipendenza economica e lavorativa che gli permettesse di pagare un affitto.

Il comitato da chi era composto e che ruolo aveva e c’erano altre organizzazioni che aiutava gli abitanti?

Il Comitato è sempre stato un gruppo informale e molto variegato. All’interno vi sono persone e studenti provenienti da diversi mondi: c’è chi più vicino all’area antagonista, chi legato al mondo del terzo settore, chi all’università, ma soprattutto è composto da semplici cittadini torinesi, abitanti del quartiere e solidali con la causa migranti di diverse parti d’Italia. Le età anche sono varie: trovi il/la ragazzo/a di vent’anni ma anche la signora in pensione, passando per giovani precari o professionisti affermati. Il Comitato da sempre ha cercato di dare un supporto in maniera non assistenziale agli occupanti, aiutandoli nella gestione dell’occupazione, dai lavori di manutenzione all’organizzazione degli spazi. Ha fornito soprattutto assistenza legale, sanitaria e psicologica. Ha creato una scuola di italiano, organizzato eventi culturali, creato uno sportello di orientamento al lavoro, un punto raccolta e consegna di abiti e materiali di prima necessità, ma soprattutto ha cercato di portare all’interno del Moi sempre più informazioni su cosa stesse accadendo al di fuori. Negli anni abbiamo lavorato con ASGI tantissimo per supporto legale; con Medici Senza Frontiere, cha ha installato uno sportello fisso all’interno dell’occupazione (alcuni occupanti oggi lavorano per MSF); abbiamo collaborato con Amnesty International e abbiamo stretto una convenzione importante con il CPIA 3 di Torino con la quale molti occupanti sono riusciti ad ottenere titoli di studio; con la Cooperativa Orso come supporto per l’orientamento lavorativo; nel MOI è nata addirittura un’associazione, Con Moi il nome, non strettamente legata all’attività dell’occupazione, ma con molti occupanti e membri del Comitato che ne fanno parte. Infine, molti occupanti partecipano alle attività di diverse associazioni attive nel mondo della migrazione, mi viene da pensare ad Arte Migrante di LVIA, ma anche la vostra Balon Mundial.

Avete mai pensato o proposto un percorso, come ad esempio, quello delle salette?

Sì, fin dai primi incontri fatti con l’equipe di progetto che lavorava allo sgombero abbiamo provato a costruire un dialogo e proporre modelli alternativi rispetto a quelli dati. L’idea era proprio quella di riproporre il modello salette per due motivi principali: (i) perché molti degli attori coinvolti e finanziatori del progetto salette sono gli stessi che poi hanno preso parte al tavolo inter-istituzionale relativo allo sgombero del MOI, e (ii) perché oltre ad essere un modello funzionale e virtuoso è un modello basato sulle persone, in cui sono state costruite progettualità durature, e non a termine, sulle persone. Poi sarebbe anche facile dire che sarebbe stata una bella scorciatoia visto che molti degli abitanti delle salette prima abitavano al MOI e che alcuni del nostro Comitato sono una componente importante anche nella vita delle salette e nella creazione di questo percorso.

Il destino delle palazzine lo leggiamo sui giornali, quali sono invece le idee sul loro futuro dei ragazzi e delle ragazze che sono già stati trasferiti o che lasciano in questi giorni la loro casa?

Purtroppo le notizie sulle persone non sono buone. Fin dall’inizio di questo progetto, dai primi sgomberi, tutti i numeri dati alla stampa e venduti come successo di uno sgombero “soft” o meglio di una “liberazione” non rispondono alla realtà. I numeri dati sono degli specchietti per le allodole, le progettualità date fin dall’inizio non sono altro che il riproporsi di progettualità già esistenti, come ad esempio l’inserimento lavorativo, che non sono altri che programmi di tirocinio pre esistenti e pre confezionati per richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale che garantiscono una retribuzione per pochi mesi e scarse possibilità di assunzione. Per gli inserimenti abitativi non sono stati immaginati progetti ma le persone sono state re inserite in percorsi di accoglienza della prefettura, del comune e della diocesi. Tutte le persone sgomberate hanno ricevuto pochissima assistenza, molti hanno lasciato questi percorsi e sono tornati al MOI o dormono per strada e chi può nei dormitori. Non sono state prese in considerazione le tante vulnerabilità, nonostante nell’equipe della San Paolo ci fossero professionisti del settore. Le comunicazioni sono sempre state blande, quando si è trattato degli sgomberi tutti gli occupanti hanno ricevuto comunicazione il giorno prima. Molti sono stati trasferiti in luoghi della città o fuori Torino che gli hanno causato problemi con il lavoro o con le varie reti che si erano creati precedentemente. Oggi c’è stato l’ennesimo esempio di questo fallimento in cui, mentre ti scrivo, non abbiamo ancora dati certi, ma le famose 350 persone che dovevano abitare nelle due palazzine erano in realtà molte di più e tantissime persone sono già per strada o con un foglio di via da Torino e con tanti dubbi sul futuro.

Quali erano le criticità e le opportunità che si potevano trovare dentro le palazzine e nei suoi abitanti? Le criticità, come in parte già ho detto, sono le tante vulnerabilità presenti all’interno delle palazzine: vi sono vulnerabilità di carattere psichico, sociale ed economico. Quelle che destano più preoccupazione sono quelle di carattere psicologico perché se va ne sono molte manifeste, ve ne sono tantissime altre latenti, che ballano su un filo sottile e sono pronte ad esplodere. Queste persone sono e potrebbero essere un pericolo per sé stesse e per gli altri. Un supporto andava dato soprattutto a loro. Poi vi sono ovviamente le criticità di carattere sociale ed economico con persone che pur lavorando, ma avendo contratti “farlocchi” che viaggiano tra il legale e il sommerso e che quindi non garantiscono la possibilità di avere accesso ad un affitto. Infine, vi sono tutte le criticità di carattere giuridico con persone con persone non regolari e altre con la protezione umanitaria, in attesa di rinnovo e che non sa come quando e se convertire questo documento. Da contraltare alle criticità ci sarebbero le tantissime opportunità che il MOI in sé avrebbe ma che negli anni non sono state sfruttate, basti pensare alla possibilità di creare un progetto serio di coabitazione tra cittadini italiani e stranieri all’interno di un quartiere storicamente noto per le migrazioni, sfruttando degli edifici che dal 2006 erano in completo abbandono e decadimento strutturale. Il quartiere, per quanto sui giornali venga detto che fosse terrorizzato da queste persone, in realtà negli anni ha avuto diversi momenti di incontro che hanno portato alla luce l’importanza dell’incontro e la voglia di inclusione che c’è tra i cittadini di questo quartiere. Non dimenticherò mai una rassegna cinematografica che ideammo che si chiamava Regarde Moi e che puntava proprio a questo: guardare al MOI sotto punti di vista diversi ed era un invito agli abitanti del quartiere ad entrare al MOI. Nella prima edizione soprattutto del festival, il cortile era pieno di occupanti e tanti italiani che sognavano insieme una Torino più plurale partendo proprio dalle quattro palazzine.

Poteva andare diversamente?

Sì, decisamente. Da parte nostra c’è sempre stata la volontà di dialogare con l’equipe di progetto, di concertare insieme un’idea, un progetto, di sgombero che puntasse sulle persone e che desse garanzie sul futuro di queste. Abbiamo spesso, per non dire sempre un muro. Di sicuro non ci hanno ascoltato. Le intenzioni sono sempre state diverse: da parte nostra al centro di tutto c’era l’occupante in quanto persona, da parte dell’equipe in quanto persona che stava in una casa non sua e che quell’immobile dovesse essere assolutamente restituito ai legittimi proprietari. Nessuno di noi ha mai pensato che il MOI fosse il paradiso, tant’è che fummo noi a suggerire la priorità nello sgombero dei garage, perché le condizioni igienico sanitarie erano terribili, ma speravamo ci fosse più lungimiranza su queste decisioni e che non si pensasse soltanto a svuotare delle stanze.

Il calcio è uno sport per donne

Il calcio è un sport per donne.

Isabel è nata a Tarapoto, una città commerciale della regione di San Martín in Perù. Qui da adolescente gioca a calcio di nascosto dalla famiglia come portiere di una squadra locale. Di nascosto dalla famiglia perché “il calcio è uno sport per maschi” e non adatto ad una ragazza.
Scoperta dal padre è costretta a cambiare sport e lasciare il calcio.

Si sposa, diventa mamma ed emigra con la famiglia in Italia. A Torino, grazie al telegiornale di Rai Tre scopre Balon Mundial e si avvicina alla nostra realtà e così può tornare finalmente a giocare. É anche grazie a lei che nasce il Perù Franto’s Onlus che da quest’anno gioca per la prima volta Balon Mundial 2019, la Coppa Del Mondo Delle Comunità Migranti.

Ora Isabel è una giocatrice e dirigente del Perù Franto’s Onlus e membro dell’associazione multiculturale omonima: Franto’s Onlus.

La lotta per la parità di genere nel mondo dello sport come nel lavoro è ancora lunga, ma Balon Mundial può contare sull’entusiasmo e la forza di molte donne come Isabel per promuovere una società più inclusiva.

Solo alcuni uomini possono muoversi liberamente, ad altri è impedito.

Il nostro modo di vedere il mondo è positivo.

Della migrazione noi vediamo i colori, la felicità, l’incontro, ogni sabato durante il campionato, ogni sabato e domenica durante Balon Mundial e Football Communities, nelle scuole vediamo le nuove generazioni crescere insieme. Le nostre attività celebrano la vita, il movimento, le emozioni.

In questi giorni non possiamo non fermarci a riflettere su cosa sta accadendo nel mondo, che sia nel mediterraneo o sui confini statunitensi o ancora più vicino sulle coste dei nostri laghi.
Non possiamo e non vogliamo fermarci.

Noi rappresentiamo il mondo che va avanti e le nostre attività sono il nostro modo di costruire una società diversa, una società capace di essere come i nostri campi: aperti per tutte e tutti e capaci di mettere in gioco le differenze.

Le migrazioni sono un fenomeno che appartiene alla storia dell’umanità.
É grazie alle migrazioni e alla straordinaria capacità di adattarsi a climi e condizioni più diverse che la specie umana ha raggiunto ogni angolo della terra e ottenuto la supremazia su tutte le altre specie animali.
Gli esseri umani migrano per necessità, da sempre. Si spostano per cercare condizioni più favorevoli alla propria vita in cerca di migliori risorse: le abbiamo chiamate migrazioni, colonizzazioni, invasioni, esplorazioni, guerre, a seconda del punto di vista di chi le osservava, subiva o praticava.

Oggi assistiamo al paradossale fenomeno di un mondo completamente interconnesso, tutto si spostano con facilità, beni, merci, parole, video, immagini, denaro, tutto migra da un luogo all’altro senza vincoli e con estrema facilità.

Dopo millenni di migrazioni sono gli uomini che bloccano altri uomini e ne impediscono le migrazioni.

Solo alcuni uomini possono muoversi liberamente, ad altri è impedito.

Assemblea di Balon Mundial 2019

Il nuovo anno di Balon Mundial è iniziato con molte novità. Abbiamo una nuova sede in  Via Garibaldi 13 (presso Sereno Regis) dove il 13/02 si è svolta la prima assemblea del 2019 per tutte le socie e i soci. Molte le facce nuove, tanti i progetti da portare avanti, diverse le sfide di questo nuovo anno. 

Tra le  novità c’è stata la presentazione del progetto S.E.L.F.I.E, un corso football4good  in 5 moduli  ideato da Balon Mundial e destinato a tutte le persone che credono che il calcio, e più in generale lo sport, sia un veicolo di cambiamento e di trasformazione sociale. Scopri di più nella pagina dedicata.

Pensiamo che la nostra mission sia sempre più importante visti i tempi che corrono!
Anche quest’anno  Football communities, il torneo Balon Mundial, Football3 e tutte le altre nostre iniziative torneranno con ancora più vigore. Vogliamo infatti, in modo sempre più urgente e necessario, intensificare la costruzione di nuove reti di incontro,  promuovere il valore dell’accoglienza e dell’interazione tra persone. Noi di Balon Mundial lo facciamo attraverso il calcio, dove donne e uomini di diversa provenienza, cultura e religione, si conoscono e si emozionano.

Anche quest’anno insieme  possiamo costruire una società più coesa dove le differenze sono un valore aggiunto. Continuate a sostenerci!

 

CERCASI Communication specialist

Se ti piace il mondo del “football for good” ma soprattutto se sei un/a giovane interessato/a a crescere nel settore della comunicazione, questa è l’opportunità che fa per te!
Balon Mundial è un’associazione attiva nel Torinese dal 2006 e che ha come progetto cardine la coppa del mondo delle comunità migranti, la più grande d’Europa!
Il lavoro consiste nel raccontare tramite foto e articoli (meglio se anche video) le attività dell’associazione, in particolare un nuovo progetto di formazione svolto da Balon Mundial, che si terrà a Torino 2/3 volte al mese.

I contenuti verranno condivisi sui canali di Balon Mundial (sito, social e newsletter) e diffusi alla stampa. L’impegno di tempo è quindi maggiormente concentrato nei giorni delle attività. Perfetto per uno studente, si può svolgere se si ha altri clienti o altri lavori. Il progetto si estende per 1 anno.

Requisiti essenziali:
Disponibile a Torino, intrapredenza, attitudine positiva e voglia di imparare, capacità di lavoro in team e in totale autonomia.
Capacità fotografiche, di scrittura in Italiano (altre lingue sono benvenute).

Requisiti NON essenziali:
Competenze video, esperienza lavorativa in social media management, grafica, interesse per il no profit, passione per lo sport e il calcio.

É una posizione per chi vuole fare esperienza, è prevista la presenza di un tutor online.

Non esitare a contattarci per parlarne, per favore fai girare quest’offerta oppure contattaci per candidarti scrivendo a info@balonmundial.it o su Facebook!
Colloqui su Skype tra il 20 e il 27 gennaio.

Aperi Xmas Mundial

Per tutti quelli che non si vedono dalle finali di #balonmundial 2018, per i mister non hanno ancora ritirato gli album per la loro squadra, per chi vuole solo farsi gli auguri per le vacanze, per chi ancora crede che l’arbitro tifasse per le avversarie, per chi ama il calcio sopra ogni cosa, per chi ama lo sport e odia il razzismo, per chi non nemmeno di che cosa stiamo parlando e vuole conoscere il #football4good a Torino..
ci vediamo venerdì 21 dalle 18 a fare aperitivo al Mojo in piazza Santa Giulia OF!

fai un gesto natalizio, vieni all’APERITIVO ANTIRAZZISTA 🙂

Grazie a Gemma Grimoldi e Valentina Gandaglia per l’organizzazione di questo aperitivo e per il flyer.

Diffondi l’evento facebook:
www.facebook.com/events/369136450314327/

volantino Aperi Xmas Mundial

Premi Balon Mundial 2018

PREMI

PREMI PRIMO POSTO MASCHILE: COLOMBIA

PRIMO POSTO FEMMINILE: PERU’

SECONDO POSTO MASCHILE: SENEGAL

SECONDO POSTO FEMMINILE: COLOMBIA

TERZO POSTO MASCHILE: CONGO E NIGERIA

TERZO POSTO FEMMINILE: IRAN

QUARTO POSTO FEMMINILE: QUEENS

MIGLIOR GIOCATORE : ANGULO MELECIO MARIO FELIPE (COLOMBIA)

MIGLIOR GIOCATRICE: GOMEZ BOHORQUEZ KAREN NATALIA (COLOMBIA)

MIGLIOR PORTIERE MASCHILE: FABRIZIO FERRARA (CONGO)

MIGLIOR PORTIERE FEMMINILE: KESHMIRIPO UR NASTARAN (IRAN)

MIGLIOR MARCATORE: NUNEZ VELASCO HAROLD (COLOMBIA)

MIGLIOR MARCATRICE: ELIZABETH LISO (PERU’)

MIGLIOR DIRIGENTE MASCHILE: GEORGE BETEA (ROMANIA)

MIGLIOR DIRIGENTE FEMMINILE: DELGADO ADA EMPERATRIZ (PERU’)

PREMIO CARTA ETICA: IRAN

 

 

TORNEO DI CALCIO A 5 FEMMINILE

Risultati Semifinali

COLOMBIA IRAN 3 – 0

PERU’ QUEENS 11 – 0

Risultato Finale

3°/4° Posto

IRAN QUEENS 2 – 0

1°/2° Posto

COLOMBIA PERU’ 3 – 8

 

TORNEO DI CALCIO A 11 MASCHILE

Risultati Semifinali

COLOMBIA CONGO 2 – 2 (5 – 3 d.t.r.)

NIGERIA SENEGAL 0 – 0 (3 – 4 d.t.r.)

Risultati Finale

COLOMBIA SENEGAL VDP -> la gara non si è disputata per la mancata presentazione della squadra SENEGAL entro l’orario previsto, pertanto la vittoria viene assegnata alla squadra COLOMBIA per 3 – 0

Nuovo campo per l’ultimo weekend di Balon Mundial

Mancano due giornate alla fine della XII edizione di Balon Mundial – la Coppa delle Comunità Migranti che si terranno, contrariamente agli anni passati, presso il Campo USD Vanchiglia, Impianto Sportivo Gaspare Tallia in Via Ernesto Ragazzoni 2, Torino il 28 e il 29 Luglio 2018.

Balon Mundial incontra la storia del calcio torinese: le finali presso l’impianto sportivo Tallia dell’USD Vanchiglia Calcio. 100 anni di storia. Una delle società calcistiche amatoriali più vecchie d’Italia. Il calcio e la comunità, il calcio e il territorio, il calcio e il talento. Raccontare 100 anni di storia del Vanchiglia calcio è difficile, ma tutti i giocatori amatoriali almeno una volta hanno avuto la fortuna di affrontare i granata in gioventù, nei campi del Vanchiglia o in giro per i tornei e campionati.

Ed è sempre stato un onore, i mister, che a loro volta avevano affrontato il Vanchiglia in gioventù ti raccontavano che era una squadra tosta, con un degli ottimi giovani (diversi i giocatori torinesi che dalle fila del Vanchiglia hanno poi calcato i campi della serie A , da Caludio Onofri a Gasbarroni, Loria e molti altri) e un pubblico accesso ad accoglierti.

Perchè il Vanchiglia ha sempre mantenuto un forte legame con il quartiere, un legame forte che si vede con la storia legata a padri e figli che da giocatori diventano allenatori, dirigenti, tifosi e anche Presidenti del club.

Una storia che ben si lega a Balon Mundial, dove la comunità è al centro del progetto sportivo: le nuove comunità, i nuovi cittadini torinesi che anche attraverso il calcio si aggregano, presentano le diverse culture sportive, le proprie bandiere, i cibi.

Al Vanchiglia come a Balon Mundial si respira aria di incontro, di tradizioni che passano di generazione in generazione senza perdere le proprie radici ma costruendo insieme ai giovani e allo sport una nuova comunità sportiva.

FACEBOOK EVENT

E allora venite anche Voi a vedere le finali di Balon Mundial, un momento di festa dove il calcio migrante incontrerà la tradizione del calcio torinese, un campo già conosciuto dai giovani giocatori di Balon Mundial e dai loro genitori che hanno fatto crescere i loro giovani nelle giovanili dei granata, un incontro che c’è già stato ma che celebrerà questa unione con le semifinali di sabato 28 luglio e le grandi finali di domenica 29 luglio!

Un percorso iniziato il 29 aprile con “Football Communities” il torneo di qualificazione dedicato a rifugiati e richiedenti asilo, continuato con “Balon Mundial – la coppa delle comunità migranti”.
In questi mesi 49 squadre maschili e 6 femminili rappresentati del mondo migrante della nostra città (e oltre) si sono incontrate per raggiungere le semifinali del 28 luglio e la finale del 29 luglio.

Non sarà una giornata di solo calcio, il programma della domenica prevede :
H. 15.00 Finali 1/2 femminile
(Durante l’intervallo Esibizione di ballo etnico )
H. 16.00 Sfilata delle bandiere ed esibizione della banda – consegna album “Panini” della XXII edizione;
H.17.00 Finali 1/2
(Durante l’intervallo Esibizione di ballo etnico )
H. 19.00 Premiazioni

Balon Mundial finali 2018

Vi aspettiamo!
#balonmundial #mettiingiocoledifferenze

Risultati degli ottavi e calendario dei quarti di finale Balon Mundial 2018

 Balon Mundial 2018
I Risultati

Congo – Guinea Conakry 0 – 0 (4 – 2 d.t.r.)

Romania – Camerun 1 -1 (4 – 3 d.t.r.)

Bolivia – Palestina 3 – 2 d.t.s.

Centro Fenoglio – Ecuador 2 – 1

Marocco – Gambia 1 – 2

Nigeria – Tunisia 3 – 0

Senegal – Perù 2 – 0

Colombia – Burkina Faso 1 – 0

 

Il Calendario

 

Quarti di Finale Domenica 22 Luglio

Torneo Maschile

Ore 11.00

Colombia – Bolivia

Ore 15.00

Gambia – Congo

Ore 17.00

Romania – Nigeria

Centro Fenoglio – Senegal

 

Torneo Femminile

Ore 14.30

Italia Avis – Iran

Ore 15.30

Liberi Tutti – Queens

“Metti in gioco le differenze” è più di uno slogan, è uno stile di vita

“Metti in gioco le differenze” è più di uno slogan, è uno stile di vita: dinanzi a ogni discussione, di fronte a ogni incomprensione significa provare a vedere il mondo da un punto di vista differente e forse imparare qualcosa di nuovo.
Noi di Balon Mundial lo facciamo attraverso il calcio, troviamo qualcosa che tutti conoscono e mettiamo persone diverse per provenienza, cultura, religione, dentro il campo da calcio, si conoscono e si emozionano come solo il calcio sa fare.
I nostri mondiali sono i mondiali per tutti, tutti e tutte lo possono giocare, tutti possono sognare di esser campioni del mondo e insieme costruire una società più coesa dove le differenze sono un valore aggiunto.
Se anche tu credi in questa mission, porta tutti i giorni con te Balon Mundial, in ufficio, mentre fai la spesa, nelle prime serate d’autunno, a colazione clicca qui per scoprire come farlo!
Balon Mundial è il calcio che cambia il mondo, il calcio che mette in gioco le differenze!
worthwearing.org/store/balon-mundial

worthwearing.org/store/balon-mundial

Se non sai come fare ma vuoi sostenerci visita la pagina sostienici oppure scrivi a info@balonmundial.it

Classifica e Risultati 3 giornata di Balon Mundial 2018

BALON MUNDIAL MASCHILE
Risultati 3a giornata – GIRONE A
TOGO GHANA
0 – 7
COLOMBIA PERU’
2 – 0
Risultati 3a giornata – GIRONE B
GUINEA CONAKRY NIGERIA
0 – 1
SENZA FRONTIERE FC AFRICHIERI
0 – 1
Risultati 3a giornata – GIRONE D
MALI ROMANI
0 – 1
GAMBIA IRAQ
15 – 0
Risultati 3a giornata – GIRONE E
CAMERUN GUINEA BISSAU
2 – 0
AFGHANISTAN MAROCCO
1 – 2
Risultati 3a giornata – GIRONE F
BRASILE PALESTINA
1 – 2
CENTRO FENOGLIO AFRICA UNITE
3 – 1
Risultati 3a giornata – GIRONE G
CONGO EL SALVADOR
4 – 0
TUNISIA RUSSIA
VDP
(*) la gara non si è disputat
ene assegnata la vittoria alla
squadra Tunisia per 3 – 0
risultati 3 giornata bm
BM18 classifica per gironi

 

classifica per gironi 2
BALON MUNDIAL FEMMINILE
Risultati 3a giornata – GIRONE A
QUEENS ITALIA AVIS 4 – 2
Riposa COLOMBIA
Risultati 1a giornata – GIRONE B
LIBERI TUTTI PERU’ 0 – 10
Riposa IRAN
La classifica marcatori verrà stilata tenendo conto delle reti segnate a partire dale gare degli Quarti di Finale.

bm femminile classifica e risultati

Risultati 30 Giugno / 1 Luglio 2018

Bolivia – Italia 1 -1
Nigeria – Africhieri 3 -1
Ghana – Colombia 0-1
Senegal – Iran 1 – 0
Camerun – Marocco 0 – 2
Afghanistan – Guinea Bissau 0 -6
Ecuador Pakistan 10 – 1
Femminile
Italia – Colombia 1-1 Iran – Perù 0 – 4
Senza Frontiere Guinea 0-1
Brasile Fenoglio 1-1
Africa Unite Palestina 0-4
Togo Perù 0-2
Burkina Faso – Libano 3-0 a tavolino
Squadra BM 2018
Foto di NIO ENNE Photography