FIFA Diversity Award 2019: vince l’inclusività!

Si è tenuta il 22 settembre a Milano la quarta edizione del FIFA Diversity Award, evento annuale dedicato all’inclusione sociale e al contrasto alle discriminazioni nel mondo del calcio.

Tre le associazioni finaliste: PlayOnSide, presente in Thailandia con progetti rivolti a profughi e migranti; Watoto Wasoka, che in Uganda aiuta i bambini di strada e crea un ponte con la scuola; Futbol Mas Foundacion, che in Cile, Equador, Haiti e molti altri paesi lavora sulle abilità di bambini e ragazzi costretti a vivere in situazioni di forte disagio. Alla fine, il riconoscimento è andato proprio a quest’ultima che – tramite il suo co-founder, Sergio Guerrero – ha ricordato quale impatto possa avere oggi il calcio e come possa essere utilizzato per favorire un positivo cambio di rotta.

La giornata ha visto l’assegnazione dei premi da parte di una giuria composta da 11 persone, tra cui arbitri, ex calciatori, calciatrici e personalità impegnate, nel proprio ambito di appartenenza, a dare un importante contributo in tema di diritti, tutela delle minoranze ed eguaglianza di genere.

Presso l’elegante Sala Verdi del Westin Palace Hotel, la cerimonia di premiazione ha rappresentato un momento utile per affrontare l’attuale tema del contrasto a ogni forma di discriminazione in ambito sportivo. Hanno partecipato alcuni dei maggiori promotori di progetti legati al mondo dell’inclusione sociale e, di conseguenza, Balon Mundial non poteva mancare a un evento così importante.

Si è parlato di omofobia, delle sostanziali differenze tra calcio maschile e femminile e di accessibilità negli stadi europei per le persone con disabilità. Tra le numerose testimonianze anche quella di Federico Addiechi, responsabile sostenibilità e diversità FIFA, che ha voluto sottolineare l’importanza per la FIFA del rispetto dei diritti umani ad ampio raggio e della prossima sfida dei Mondiali in Qatar.

In un periodo storico in cui, anche e soprattutto in Italia, vengono richiesti a gran voce interventi contro discriminazioni e razzismo, Balon Mundial condivide le iniziative che rispecchiano i valori di cui è portatrice, vale a dire aggregazione, diversità e partecipazione.

Mattia Ursetta

Linee guida contro il razzismo nel calcio

Fermiamo il razzismo negli stadi della serie A

C’è una strana relazione tra calcio e razzismo, tutti gli episodi di chiara discriminazione in campo vengono minimizzati o negati nella piena o quasi indifferenza delle istituzioni sportive. 

Noi vorremmo che tutti prendessero una posizione netta. Aiutateci a definire una lista di comportamenti chiara e vincolante per combattere le discriminazioni nel calcio!

 

  1. vorremmo che ogni giocatrice,giocatore, allenatrice, allenatore,  dirigente, presidente condanni ogni atto discriminatorio, durante e dopo la partita.
  2. vorremmo che tutte le giocatrici e tutti i giocatori in campo chiedano ai propri tifosi ed  alle proprie tifose di cessare immediatamente qualsiasi atto o comportamento discriminatorio fermando il gioco. 
  3. vorremmo che fossero le compagne e i compagni  di squadra della vittima di discriminazione a fermare il gioco e a chiedere la sospensione della partita.
  4. vorremmo che fossero anche le giocatrici e i giocatori della squadra avversaria della vittima di discriminazione a chiedere la sospensione della partita.
  5. vorremmo che la partita continuasse solo se ogni atto discriminatorio è terminato.
  6. vorremmo che la partita sia finalmente sospesa nel caso in cui gli atti discriminatori siano persistenti nonostante i richiami dello speaker.
  7. vorremmo che le presidenti,  i presidenti, le dirigenti e  i dirigenti della tifoseria che ha tenuto un comportamento discriminatorio condannino, senza se e senza ma, ogni atto pubblicamente.
  8. Vorremmo che le giocatrici, i giocatori, le allenatrici e gli allenatori, le presidenti e i presidenti di tutte le squadre si impegnino attivamente nel combattere il razzismo nel calcio, partecipando e sostenendo le iniziative a livello locale, nazionale e internazionale che si occupano di lotta al razzismo e alla discriminazione razziale.

 

Vuoi contribuire? Pensi che ci siano altri punti importanti? Si può fare qualcosa in più?

Scrivici!  info@balonmundial.it

 

Ritira il tuo album Balon Mundial 2019!

Cosa aspetti a ritirare l’album di Balon Mundial, la Coppa del Mondo delle Comunità Migranti 2019? 

Puoi ritirare la tua copia e quella per la tua squadra presso la nostra sede in Via Garibaldi 13, Torino ( presso il Sereno Regis) dal lunedì al venerdì – dalle 10.00 alle 18.00.

Contattaci per avere maggiori informazioni o per concordare un orario di ritiro via email o telefono:

Elena +39 3402433583
Margherita + 39 3341097897

 info@balonmundial.it

Ti aspettiamo!

Inizia Ia nuova stagione dei Senza Frontiere FC

Ti piace giocare a calcio? Vorresti allenare o misurarti come dirigente?
Vuoi combattere il razzismo e le discriminazioni attraverso il calcio?
Vuoi provare i nuovi metodi di allenamento?

Senza Frontiere FC è un progetto ambizioso: Giocare a calcio per facilitare l’aggregazione sociale, creare un gruppo coeso dove i singoli possano crescere e imparare attraverso gli altri, in un contesto multiculturale.

Il nostro team è composto da persone di nazionalità diverse: Asia, Medio Oriente, Africa, Europa i continenti rappresentati.

Senza Frontiere FC è uno spazio condiviso dove puoi mettere in gioco le tue differenze!

Ti aspettiamo tutti i MERCOLEDI’ alle ore 20.00, al Campo REGALDI in Via Monteverdi 4.

Porta amici e amiche, abbigliamento sportivo e tanto entusiasmo!!
In campo le porte sono aperte a tutt*!!!

Per maggiori informazioni scrivete a: balonmundialonlus@gmail.com o visita la pagina del progetto. 

Il calcio è uno sport per donne

Il calcio è un sport per donne.

Isabel è nata a Tarapoto, una città commerciale della regione di San Martín in Perù. Qui da adolescente gioca a calcio di nascosto dalla famiglia come portiere di una squadra locale. Di nascosto dalla famiglia perché “il calcio è uno sport per maschi” e non adatto ad una ragazza.
Scoperta dal padre è costretta a cambiare sport e lasciare il calcio.

Si sposa, diventa mamma ed emigra con la famiglia in Italia. A Torino, grazie al telegiornale di Rai Tre scopre Balon Mundial e si avvicina alla nostra realtà e così può tornare finalmente a giocare. É anche grazie a lei che nasce il Perù Franto’s Onlus che da quest’anno gioca per la prima volta Balon Mundial 2019, la Coppa Del Mondo Delle Comunità Migranti.

Ora Isabel è una giocatrice e dirigente del Perù Franto’s Onlus e membro dell’associazione multiculturale omonima: Franto’s Onlus.

La lotta per la parità di genere nel mondo dello sport come nel lavoro è ancora lunga, ma Balon Mundial può contare sull’entusiasmo e la forza di molte donne come Isabel per promuovere una società più inclusiva.

Solo alcuni uomini possono muoversi liberamente, ad altri è impedito.

Il nostro modo di vedere il mondo è positivo.

Della migrazione noi vediamo i colori, la felicità, l’incontro, ogni sabato durante il campionato, ogni sabato e domenica durante Balon Mundial e Football Communities, nelle scuole vediamo le nuove generazioni crescere insieme. Le nostre attività celebrano la vita, il movimento, le emozioni.

In questi giorni non possiamo non fermarci a riflettere su cosa sta accadendo nel mondo, che sia nel mediterraneo o sui confini statunitensi o ancora più vicino sulle coste dei nostri laghi.
Non possiamo e non vogliamo fermarci.

Noi rappresentiamo il mondo che va avanti e le nostre attività sono il nostro modo di costruire una società diversa, una società capace di essere come i nostri campi: aperti per tutte e tutti e capaci di mettere in gioco le differenze.

Le migrazioni sono un fenomeno che appartiene alla storia dell’umanità.
É grazie alle migrazioni e alla straordinaria capacità di adattarsi a climi e condizioni più diverse che la specie umana ha raggiunto ogni angolo della terra e ottenuto la supremazia su tutte le altre specie animali.
Gli esseri umani migrano per necessità, da sempre. Si spostano per cercare condizioni più favorevoli alla propria vita in cerca di migliori risorse: le abbiamo chiamate migrazioni, colonizzazioni, invasioni, esplorazioni, guerre, a seconda del punto di vista di chi le osservava, subiva o praticava.

Oggi assistiamo al paradossale fenomeno di un mondo completamente interconnesso, tutto si spostano con facilità, beni, merci, parole, video, immagini, denaro, tutto migra da un luogo all’altro senza vincoli e con estrema facilità.

Dopo millenni di migrazioni sono gli uomini che bloccano altri uomini e ne impediscono le migrazioni.

Solo alcuni uomini possono muoversi liberamente, ad altri è impedito.

Football Communities 2019 – Casa Rondine

Le rondini portano la primavera

Lo sapevano le nostre nonne e lo sappiamo ancora noi oggi quando dalle finestre della nostra città le vediamo arrivare vociando, alte sopra i tetti in una danza caotica e bellissima.
Ma da dove arriveranno mai le Rondini? In autunno, al primo gelo, le vediamo ben presto sparire, d’un colpo i cortili tornano silenziosi e vuoti. È cominciato un lungo viaggio, attraverso tutta l’Italia, il Mediterraneo e il Nord Africa, poi il Sahara, Mali, Senegal, Costa d’Avorio, Burkina Faso… fino ad arrivare in Nigeria. Lontane dalla neve e dal freddo torinese, le rondini cambiano le piume e dopo pochi mesi sono pronte a ripartire. E di nuovo in viaggio attraversano terre, mari, paesi e frontiere per venire a nidificare nelle nostre città, dove il caldo dell’estate le attende puntuale ogni anno.

Le rondini sono uccelli migranti. Ci parlano di una vita dura, in viaggio tra due continenti, della lotta continua per la sopravvivenza, della bellezza di appartenere a due luoghi diversi, della libertà di attraversare confini.
Le rondini portano la primavera. E non c’è muro che le possa fermare.

Testo e foto di Cecilia Morra, allenatrice squadra Casa Rondine

Il Centro Fenoglio vince Football Communities 2019

Il centro fenoglio vince la terza edizione di Football Communities!

Il torneo è stato un successo, le squadre hanno ben giocato sul campo e ancora una volta il Centro Fenoglio si è aggiudicato il primo posto e l’accesso alla coppa del mondo delle comunità migranti.

Football Communities è stato uno luogo d’incontro, di scambio e di festa per tutti i partecipanti e le partecipanti. Non dimentichiamo che per molti di loro l’occasione di uscire dal centro d’accoglienza e giocare a calcio sarebbe impossibile senza l’impegno, spesso volontario e non retribuito, delle persone che lavorano nelle progettualità dell’accoglienza e dell’inclusione.
Impegno che da quest’anno è reso ancora più difficile dalle recenti leggi in materia di “sicurezza” e immigrazione, che hanno avuto un impatto decisivo anche sull’organizzazione di questa edizione del torneo dimezzandone le squadre partecipanti.

Il Centro Fenoglio ha vinto grazie al sostegno anche della città di Settimo T.se, di cittadini e negozi sportivi che spontaneamente hanno contribuito al progetto e al percorso che vedrà la squadra giocarsi la Coppa del Mondo delle comunità migranti.
Un bell’esempio per noi di Balon Mundial. Infatti sappiamo bene che il calcio e lo sport possono davvero aiutare a creare rete e opportunità per tutti,indipendentemente dal luogo di provenienza.

Calcio e razzismo: il momento di dire basta

Qualunque cosa verrà decisa, i fatti di mercoledì 24 aprile sanciranno un punto di non ritorno per il rapporto tra calcio e razzismo in Italia.

Un breve riassunto: nel pomeriggio appartenenti a un gruppo ultras commettono apologia di fascismo in pieno centro di Milano. La sera, una dichiarata (dalla FIGC) minoranza di tifosi inscena una serie di reiterati comportamenti razzisti nei confronti di Kessie e Bakayoko durante la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Lazio, segnalati dallo speaker dello stadio quindi uditi e udibili da tutti, arbitri (ricordiamo che sono cinque più gli addetti al var) e i vari delegati alla pubblica sicurezza.
Il Ministro degli Interni Matteo Salvini, al termine della gara, condanna il Milan per la brutta prestazione sportiva ma non una parola sugli episodi di razzismo in campo, il Presidente Gravina non commenta, un silenzio assordante che prosegue nei giorni successivi.

Venerdì sulla Gazzetta dello Sport una dura presa di posizione da parte della società Milan, in aperto contrasto con i rumours provenienti dal gruppo arbitrale. Il contenzioso è un gentlemen agreement stipulato tra la dirigenza rossonera, i suoi giocatori e i giocatori biancocelesti in seguito ai fatti accaduti nel pre-gara che potevano anticipare comportamenti razzisti durante la gara, concordi nel non esasperare i toni in campo in caso di comportamenti razzisti da parte dei tifosi, ma affidarsi all’intervento di arbitri e addetti alla sicurezza, come prescritto dal regolamento.

I fatti parlano di una partita “portata a casa”, ovvero di una partita portata a conclusione da tutti gli addetti senza prender decisioni che avrebbero potuto scaldare gli animi. Perché è questo il vero problema: di fronte a un conclamato comportamento razzista le scelte di chi DOVEVA interrompere il gioco sono state di far finta di nulla per evitare ritorsioni dalla stessa minoranza razzista per il timore di generare, in caso di definitiva sospensione della gara, scontri fuori dallo stadio. Stiamo parlando di un sistema calcio, una delle più importanti economie del paese, ostaggio di minoranze ultras razziste, una Federazione che in barba al regolamento prontamente modificato per essere più sanzionatorio dopo gli episodi accaduti a Koulibaly (sempre a San Siro durante un Inter – Napoli), continua a non intervenire.

La Serie A, e il calcio professionistico in genere nel mondo, è una delle vetrine educative più visibili per tutti e tutte, un luogo dove si incontrano simboli e simbolismi, uno spettacolo che ha la capacità di educare ed è troppo spesso lo specchio della società che lo ospita e lo organizza.

Oggi l’Italia sta dimostrando che non ha il coraggio di affrontare il razzismo.

Chi deve prendere le decisioni non ha ancora avuto lo spessore morale ed etico per bloccare quello che è un gioco, costoso, ma un gioco, di fronte a un comportamento inaccettabile per la dignità di un uomo.
Nel nostro piccolo anche Noi siamo organizzatori di un torneo e sappiamo quanto sia spiacevole e difficile da gestire – e moralmente una sconfitta – sospendere una partita o non farla giocare, ma non intervenire significa giustificare i comportamenti e dichiarare con i fatti che ogni cosa è possibile pur di andare avanti.

Se è veramente una minoranza non crediamo che gli altri non abbiamo gli anticorpi e le forze per allontanare chi genera questi comportamenti.
Nel campionato oggi più ricco e più visibile al mondo, la Premier League, sono i club stessi ad individuare ed allontanare chi commette simili reati (ricordiamo che la discriminazione razziale è un reato), individuando i colpevoli attraverso telecamere e altri strumenti che anche i nostri club e la nostra federazione possiede. Scelgono semplicemente di farlo, per etica, per perseguire i loro valori, e per business, perché un campionato razzista non raccoglie sponsor e telespettatori (crediamo sia giusto ricordate anche questo aspetto).

Ad oggi in Italia “The show must go on“, ma a quale prezzo?

Giornata Mondiale per l’Eliminazione delle Discriminazioni Razziali

Giovedì 21 Marzo ci sarà una ricorrenza molto importante: la Giornata Mondiale per l’Eliminazione delle Discriminazioni Razziali.
A.S.D. Balon Mundial Onlus ha deciso di ricordarla insieme all’associazione ArteMixia e la Circoscrizione 4, che per l’occasione hanno organizzato una collettiva d’Arte Contemporanea, dal titolo “DI SPERANZE IN VIAGGIO“, seguita da un incontro di approfondimento sui temi dell’integrazione, dell’accoglienza, dell’immigrazione, della distorsione della percezione del senso di emergenza.

Tra i tanti ospiti ci saranno la nostra Elena Bonato che racconterà un po’ della nostra storia, Sara Peters, operatrice accoglienza donne e Mara, giocatrice diciottenne, che parleranno di calcio e inclusione, grazie all’esperienza importanta con la squadra delle Queens.

L’evento si terrà all’Ecomuseo Urbano di via Medici 28, Torino, e l’ingresso è gratuito.
Vi aspettiamo!

 

Per maggiori info: evento Facebook

Assemblea di Balon Mundial 2019

Il nuovo anno di Balon Mundial è iniziato con molte novità. Abbiamo una nuova sede in  Via Garibaldi 13 (presso Sereno Regis) dove il 13/02 si è svolta la prima assemblea del 2019 per tutte le socie e i soci. Molte le facce nuove, tanti i progetti da portare avanti, diverse le sfide di questo nuovo anno. 

Tra le  novità c’è stata la presentazione del progetto S.E.L.F.I.E, un corso football4good  in 5 moduli  ideato da Balon Mundial e destinato a tutte le persone che credono che il calcio, e più in generale lo sport, sia un veicolo di cambiamento e di trasformazione sociale. Scopri di più nella pagina dedicata.

Pensiamo che la nostra mission sia sempre più importante visti i tempi che corrono!
Anche quest’anno  Football communities, il torneo Balon Mundial, Football3 e tutte le altre nostre iniziative torneranno con ancora più vigore. Vogliamo infatti, in modo sempre più urgente e necessario, intensificare la costruzione di nuove reti di incontro,  promuovere il valore dell’accoglienza e dell’interazione tra persone. Noi di Balon Mundial lo facciamo attraverso il calcio, dove donne e uomini di diversa provenienza, cultura e religione, si conoscono e si emozionano.

Anche quest’anno insieme  possiamo costruire una società più coesa dove le differenze sono un valore aggiunto. Continuate a sostenerci!

 

CERCASI Communication specialist

Se ti piace il mondo del “football for good” ma soprattutto se sei un/a giovane interessato/a a crescere nel settore della comunicazione, questa è l’opportunità che fa per te!
Balon Mundial è un’associazione attiva nel Torinese dal 2006 e che ha come progetto cardine la coppa del mondo delle comunità migranti, la più grande d’Europa!
Il lavoro consiste nel raccontare tramite foto e articoli (meglio se anche video) le attività dell’associazione, in particolare un nuovo progetto di formazione svolto da Balon Mundial, che si terrà a Torino 2/3 volte al mese.

I contenuti verranno condivisi sui canali di Balon Mundial (sito, social e newsletter) e diffusi alla stampa. L’impegno di tempo è quindi maggiormente concentrato nei giorni delle attività. Perfetto per uno studente, si può svolgere se si ha altri clienti o altri lavori. Il progetto si estende per 1 anno.

Requisiti essenziali:
Disponibile a Torino, intrapredenza, attitudine positiva e voglia di imparare, capacità di lavoro in team e in totale autonomia.
Capacità fotografiche, di scrittura in Italiano (altre lingue sono benvenute).

Requisiti NON essenziali:
Competenze video, esperienza lavorativa in social media management, grafica, interesse per il no profit, passione per lo sport e il calcio.

É una posizione per chi vuole fare esperienza, è prevista la presenza di un tutor online.

Non esitare a contattarci per parlarne, per favore fai girare quest’offerta oppure contattaci per candidarti scrivendo a info@balonmundial.it o su Facebook!
Colloqui su Skype tra il 20 e il 27 gennaio.