Abdulkadir, Amer e Omit all’ UNHCR Indoor Football Tournament

Oggi Abdulkadir, Amer e Omit scenderanno in campo con il Team Italia all’Indoor Football Tournament organizzato dall’UNHCR in insieme la Swiss Mission a Ginevra.

L’evento fa parte del primo Global Refugee Forum e coinvolgerà rifugiati, diplomatici e partecipanti al Forum provenienti da Brasile, Grecia, Austria, Belgio, Svizzera, Turchia e Italia. Nel Team Italia giocheranno anche ragazzi provenienti da Progetto Rete!, Rinascita Refugees, Intrecciante, Liberi Nantes.

Gli obbietti che si propone l’UNHCR per questo evento sono:

  • Promuovere e garantire l’accesso a tutti i rifugiati, senza distinzioni di alcun tipo, a strutture sportive sicure e inclusive.
  • Aumentare la disponibilità e l’accesso agli sport organizzati e alle iniziative basate sullo sport per i rifugiati e le comunità di accoglienza, prendendo attivamente in considerazione l’età, il genere, le capacità e altre esigenze di diversità.
  • Promuovere e facilitare la parità di accesso e partecipazione dei rifugiati a eventi sportivi e competizioni a tutti i livelli.

Amer e Omit hanno giocato insieme nell’Iraq durante Balon Mundial 2017 e di nuovo insieme nei Senza Frontiere FC l’anno successivo, la nostra squadra progetto. Abdulkadir è il fantasista della Somalia, protagonista della sua squadra nelle ultime 2 edizioni.

Ci incontriamo prima della partenza, Amer ci invita a casa dove sua madre ci aspetta con le buonissime pietanza della tradizione irachena: Baba Ghannouj, una crema di melanzane e Kubbat Hammudh, polpette di carne in una crema di lenticchie.

Abdulkadir è al telefono con la moglie in Somalia, hanno tre splendidi bambini e l’ultimo nato ha un anno e mezzo di vita. Mimando la gravidanza con la mano Abdulkadir racconta: “Non l’ho visto nascere, era ancora in pancia l’ultima volta che ho visto mia moglie. In Somalia non ci posso andare, così ci siamo visti in Kenia“.
Grazie ad una cooperativa, Abdulkadir ha potuto lasciare l’ex-moi trovare una casa e lavorare grazie ad una borsa lavoro: “Presto potrò portare mia moglie e i miei figli in Italia“.

Omit discute con la madre di Amer e ci spiega le ricette. Eppure in Iraq non ci è più tornato. A due anni di età la sua famiglia si è spostata prima in Turchia e poi in Italia a causa della Prima Guerra del Golfo.
Per i miei non è stato facile lasciare l’Iraq. Mio padre era un avvocato. I suoi colleghi hanno fatto un po’ di fortuna, ma lui qui in Italia ha dovuto arrangiarsi: manovale, elettricista. Si non è stato facile. Mia madre era ragioniera e si occupava di contabilità in un grande ente. Qui è casalinga, ma tiene insieme i conti e la burocrazia della famiglia, siamo in tanti!“.
“Io studio e lavoro a Torino, mia madre vive in provincia di Matera, mio padre è spesso a Berlino a lavorare, tre fratelli sono in Svezia, una sorella studia a Potenza, un’altra a Bari.”
Una diaspora insomma.
Da molto parliamo di comprare una casa per stare tutti insieme. Chissà.

Essere separati dalla propria famiglia e dai propri cari è una delle molte difficoltà che i rifugiati devono affrontare e che ha conseguenze devastanti sul benessere personale e sulla speranza di poter ricostruire la propria vita.
Il calcio, come ben sa anche l’UNHCR, oltre ad essere svago e spensieratezza che restituisce una momentanea “normalità“, può anche favorire la costruzione di reti amicali e di supporto, incidendo positivamente sul benessere psicofisico.

Anche per questo Abdulkadir, Amer e Omit giocheranno a calcio e siamo contenti che lo faranno rappresentando l’Italia.

 

Per saperne di più: 

Global Refugee Forum

 

Ph: Simone Li Gregni

Eniola Aluko: perchè sulle discriminazioni siamo decenni indietro

“È duro essere negro. Ti è mai capitato di esserlo? A me sì, una volta, quando ero povero.”

[Larry Holmes, ex pugile professionista]

 

 

Si potrebbe anche chiudere con questa frase il commento alle parole che Eniola Aluko ha lasciato nei giorni scorsi al The Guardian, ma se vogliamo capire le sue dichiarazioni dobbiamo provare ad immaginare il contesto e i protagonisti di questa storia e ricordarci che il razzismo ha le sue origini nei pregiudizi.

Eni Aluko  è cresciuta in Inghilterra, un ambiente dove essere di colore non significa per forza essere povero e dove la discriminazione viene regolarmente denunciata (questo è un dato fortemente affermato dal compianto Mauro Valeri che a capo dell’UNAR denunciava come in Italia le denunce di discriminazioni siano molto inferiori alla Gran Bretagna, non perché nel nostro paese non esista il razzismo, ma perché non fa parte della nostra cultura né per il discriminato né per i testimoni denunciare alle autorità eventuali comportamenti discriminatori).

Eni Aluko è anche una calciatrice di successo, una condizione che in Inghilterra le ha dato uno status di privilegiata e di benestante molto maggiore rispetto alle colleghe italiane. Va sottolineato che Eniola è una giocatrice trentaduenne con una carriera ricca di successi in 3 nazioni diverse e tornerà a giocare nella Premier League femminile, il più importante campionato europeo, in cui il professionismo femminile è riconosciuto da tempo e dove le calciatrici possono ottenere buoni contratti, stipendi competitivi e notorietà grazie alla copertura mediatica. Insomma sono delle celebrità, riconosciute e riconoscibili pubblicamente.

Dunque riassumendo: Eniola è una giovane benestante, una sportiva famosa, ed è cresciuta in un contesto in cui le discriminazioni sono denunciate e sanzionate.

In Italia, dove le discriminazioni sono ancora tollerate e il calcio femminile non ha ancora raggiunto la diffusione che ha in Gran Bretagna, Eniola ha perso il suo “status” di calciatrice che, come lei stessa ha affermato, l’ha difesa negli stadi quando indossava la divisa della Juventus che la rendeva riconoscibile. Fuori dal campo, come in un gioco di ruolo, Eniola ha indossato le vesti di una giovane ragazza di colore che va a fare shopping e qui è emersa la vera discriminazione: nella nostra società non siamo ancora pronti a vedere o immaginare che una persona di colore possa permettersi di andare per negozi, magari anche costosi, a fare shopping.

In Italia è ancora forte il pregiudizio che impone che una persona di colore sia: immigrata e quindi probabilmente povera, sicuramente non adatta e quindi fuori luogo in certi contesti.

E’ questo il forte messaggio che ci manda Eniola e di cui le siamo grati:  “in Italia sono decenni indietro“.

Nella nostra esperienza molti ragazzi con background migratorio con cui abbiamo parlato ci dicono che è normale che se si siedono sul bus vicino a un anziano, quest’ultimo cerchi subito il portafoglio o metta al sicuro la borsetta. E’ quel “normale” che ci deve far paura e che ci dimostra che siamo indietro su tutto: se anche la persona che subisce la discriminazione è talmente satura delle reazioni degli altri al suo passaggio da diventare anestetizzata, arresa al fatto che il cambiamento su questi temi non riguarderà lui o lei.

Eniola invece non ha tollerato, abituata a un contesto molto più sensibile a queste tematiche ha alzato la voce. E per questo dovrebbe essere un esempio.

Siamo certi e sicuri che la nostra città abbia del bello, un forte movimento civile che dal basso e da decenni combatte contro ogni forma di discriminazione, promuove iniziative e nella vita di tutti i giorni sa come confrontarsi con tutte e tutti.

Ma Eniola ci ha solo fornito un indicazione: bravi, continuate così, ma la strada è lunga.

Sappiate che, senza la maglietta della Juventus che mi protegge e rende visibile il mio status,  sono solo una ragazza di colore facile bersaglio dei pregiudizi, che rischia di essere facilmente vittima di discriminazione, quella più subdola, quella non detta, quella che parla attraverso il linguaggio del corpo e degli occhi.

Call for trainer!

Cerchiamo una persona che voglia collaborare con noi all’interno di un progetto finanziato. Uno degli obiettivi sarà quello di aiutare a diffondere un metodo di calcio educativo, attraverso la produzione di una piattaforma con contenuti multimediali per dare la possibilità a chiunque fosse interessat* di formarsi da qualsiasi angolo del mondo!

Informazioni

Durata: il progetto, iniziato nel 2019 si chiuderà ad ottobre 2021.
Impegno: 20 ore settiminali

Requisiti:

Essendo un progetto in collaborazione con partner europei

  • Condividere i valori di A.S.D. Balon Mundial Onlus
  • parlare e scrivere inglese
  • produrre contenuti riguardo alla metodologia football3
  • disponibilità a viaggiare (due meeting all’anno)
  • disponibilità di tempo per incontri di persona di aggiornamento progetto (lettura contratto, budget, e documentazione inviata dal capofila)

Scrivici per candidarti!

9 + 12 =

Ritira il tuo album Balon Mundial 2019!

Cosa aspetti a ritirare l’album di Balon Mundial, la Coppa del Mondo delle Comunità Migranti 2019? 

Puoi ritirare la tua copia e quella per la tua squadra presso la nostra sede in Via Garibaldi 13, Torino ( presso il Sereno Regis) dal lunedì al venerdì – dalle 10.00 alle 18.00.

Contattaci per avere maggiori informazioni o per concordare un orario di ritiro via email o telefono:

Elena +39 3402433583
Margherita + 39 3341097897

 info@balonmundial.it

Ti aspettiamo!

Inizia Ia nuova stagione dei Senza Frontiere FC

Ti piace giocare a calcio? Vorresti allenare o misurarti come dirigente?
Vuoi combattere il razzismo e le discriminazioni attraverso il calcio?
Vuoi provare i nuovi metodi di allenamento?

Senza Frontiere FC è un progetto ambizioso: Giocare a calcio per facilitare l’aggregazione sociale, creare un gruppo coeso dove i singoli possano crescere e imparare attraverso gli altri, in un contesto multiculturale.

Il nostro team è composto da persone di nazionalità diverse: Asia, Medio Oriente, Africa, Europa i continenti rappresentati.

Senza Frontiere FC è uno spazio condiviso dove puoi mettere in gioco le tue differenze!

Ti aspettiamo tutti i MERCOLEDI’ alle ore 20.00, al Campo REGALDI in Via Monteverdi 4.

Porta amici e amiche, abbigliamento sportivo e tanto entusiasmo!!
In campo le porte sono aperte a tutt*!!!

Per maggiori informazioni scrivete a: balonmundialonlus@gmail.com o visita la pagina del progetto. 

Il calcio è uno sport per donne

Il calcio è un sport per donne.

Isabel è nata a Tarapoto, una città commerciale della regione di San Martín in Perù. Qui da adolescente gioca a calcio di nascosto dalla famiglia come portiere di una squadra locale. Di nascosto dalla famiglia perché “il calcio è uno sport per maschi” e non adatto ad una ragazza.
Scoperta dal padre è costretta a cambiare sport e lasciare il calcio.

Si sposa, diventa mamma ed emigra con la famiglia in Italia. A Torino, grazie al telegiornale di Rai Tre scopre Balon Mundial e si avvicina alla nostra realtà e così può tornare finalmente a giocare. É anche grazie a lei che nasce il Perù Franto’s Onlus che da quest’anno gioca per la prima volta Balon Mundial 2019, la Coppa Del Mondo Delle Comunità Migranti.

Ora Isabel è una giocatrice e dirigente del Perù Franto’s Onlus e membro dell’associazione multiculturale omonima: Franto’s Onlus.

La lotta per la parità di genere nel mondo dello sport come nel lavoro è ancora lunga, ma Balon Mundial può contare sull’entusiasmo e la forza di molte donne come Isabel per promuovere una società più inclusiva.

Solo alcuni uomini possono muoversi liberamente, ad altri è impedito.

Il nostro modo di vedere il mondo è positivo.

Della migrazione noi vediamo i colori, la felicità, l’incontro, ogni sabato durante il campionato, ogni sabato e domenica durante Balon Mundial e Football Communities, nelle scuole vediamo le nuove generazioni crescere insieme. Le nostre attività celebrano la vita, il movimento, le emozioni.

In questi giorni non possiamo non fermarci a riflettere su cosa sta accadendo nel mondo, che sia nel mediterraneo o sui confini statunitensi o ancora più vicino sulle coste dei nostri laghi.
Non possiamo e non vogliamo fermarci.

Noi rappresentiamo il mondo che va avanti e le nostre attività sono il nostro modo di costruire una società diversa, una società capace di essere come i nostri campi: aperti per tutte e tutti e capaci di mettere in gioco le differenze.

Le migrazioni sono un fenomeno che appartiene alla storia dell’umanità.
É grazie alle migrazioni e alla straordinaria capacità di adattarsi a climi e condizioni più diverse che la specie umana ha raggiunto ogni angolo della terra e ottenuto la supremazia su tutte le altre specie animali.
Gli esseri umani migrano per necessità, da sempre. Si spostano per cercare condizioni più favorevoli alla propria vita in cerca di migliori risorse: le abbiamo chiamate migrazioni, colonizzazioni, invasioni, esplorazioni, guerre, a seconda del punto di vista di chi le osservava, subiva o praticava.

Oggi assistiamo al paradossale fenomeno di un mondo completamente interconnesso, tutto si spostano con facilità, beni, merci, parole, video, immagini, denaro, tutto migra da un luogo all’altro senza vincoli e con estrema facilità.

Dopo millenni di migrazioni sono gli uomini che bloccano altri uomini e ne impediscono le migrazioni.

Solo alcuni uomini possono muoversi liberamente, ad altri è impedito.

Aperi Xmas Mundial

Per tutti quelli che non si vedono dalle finali di #balonmundial 2018, per i mister non hanno ancora ritirato gli album per la loro squadra, per chi vuole solo farsi gli auguri per le vacanze, per chi ancora crede che l’arbitro tifasse per le avversarie, per chi ama il calcio sopra ogni cosa, per chi ama lo sport e odia il razzismo, per chi non nemmeno di che cosa stiamo parlando e vuole conoscere il #football4good a Torino..
ci vediamo venerdì 21 dalle 18 a fare aperitivo al Mojo in piazza Santa Giulia OF!

fai un gesto natalizio, vieni all’APERITIVO ANTIRAZZISTA 🙂

Grazie a Gemma Grimoldi e Valentina Gandaglia per l’organizzazione di questo aperitivo e per il flyer.

Diffondi l’evento facebook:
www.facebook.com/events/369136450314327/

volantino Aperi Xmas Mundial

Un nuovo inizio per i Corsari senza Frontiere

Corsari Senza Frontiere, la squadra di dell’A.S.D. Balon Mundial rappresentativa del progetto Senza frontiera Football Club che portiamo avanti da 3 anni.Corsari senza Frontiere Corsari senza Frontiere

La squadra nasce dall’uniione dei giocatori che facevano parte delle squadre Cuori d’Aquila – F.C. Partizan Corsari Liumin 流民 – C.A. Partizan Corsari Liumin 流民, giocatori provenienti dai quattro continenti che da qualche anno annovera tra le proprie fila studenti erasmus giapponesi che scoprono la realtà dei richiedenti asilo europei condividendo lo spogliatoio.

I Corsari senza Frontiere ieri hanno giocato la prima partita al campionato UISP con 11 squadre da 4 continenti e soprattutto tanta voglia di calcio che racconta una società che cambia.

Ci sono le grandi favorite, Phoenix Romania e Survivor, le due squadre che da anni si contendono il campionato di Torino, quello piemontese e le finali nazionali, alto tasso tecnico e, per i Survivor, uno dei progetti di inclusione sociale e inserimento lavorativo più innovativi d’Italia; ci sono le squadre sudamericane, Señor De Luren dal Perù (ma anche Ecuador e Venezuela) e Bolivia, con il classico calcio palleggiato e il post partita con musica e cibo preparato dai dirigenti; c’è Homa, squadra dei giovani Iraniani di Torino, capaci in soli due anni anche di creare anche una rappresentativa di calcio a 5 femminile; c’è Ormai Ci Siamo, squadra di giovani richiedenti asilo di origine maliana, auto organizzata e con nome ironicamente in contrasto con il classico “mandateli a casa/aiutiamoli a casa loro”; c’è la squadra debuttante, Africhieri, che raccoglie giovani africani di prima e seconda generazione del chierese; ci sono le squadre legate al quartiere di Barriera di Milano come il Paco Rigore (non a caso anagramma di Regio Parco) maglie e spirito ispirati all’Athletic Bilbao e porte aperte sempre ai nuovi cittadini, il Centrocampo, società storica (since 1978) che dall’anno scorso ha scelto di ospitare nuovamente nel catino senza barriere di Via Petrella le squadre UISP con una squadra aperta a tutti e i Filadelfia Moncalieri, guidati da Mister Flavio, dirigente della vecchia guardia (da più di vent’anni sulle panchine UISP) e selezionatore anche della rappresentativa.

Un mix di giocatori, alcuni di grande talento o con un passato sportivo importante, cittadini che, anche attraverso lo sport, scelgono di ricordare che una società senza discriminazioni è possibile. Giocare a calcio è una passione e noi abbiamo scelto di partecipare al campionato UISP perché nella tessera dei 70 anni di UISP c’è scritto “L’uguaglianza è in gioco”, perché sceglie l’accoglienza come tema per celebrare le proprie radici. I soci fondatori della UISP erano partigiani, giovani e adulti, donne e uomini che vissero le leggi razziali, le deportazioni e le brutalità del fascismo. A distanza di 70 anni sono i diritti e la lotta al razzismo i temi da difendere ancora una volta attraverso lo sport.

Tommaso Pozzato

 

“Metti in gioco le differenze” è più di uno slogan, è uno stile di vita

“Metti in gioco le differenze” è più di uno slogan, è uno stile di vita: dinanzi a ogni discussione, di fronte a ogni incomprensione significa provare a vedere il mondo da un punto di vista differente e forse imparare qualcosa di nuovo.
Noi di Balon Mundial lo facciamo attraverso il calcio, troviamo qualcosa che tutti conoscono e mettiamo persone diverse per provenienza, cultura, religione, dentro il campo da calcio, si conoscono e si emozionano come solo il calcio sa fare.
I nostri mondiali sono i mondiali per tutti, tutti e tutte lo possono giocare, tutti possono sognare di esser campioni del mondo e insieme costruire una società più coesa dove le differenze sono un valore aggiunto.
Se anche tu credi in questa mission, porta tutti i giorni con te Balon Mundial, in ufficio, mentre fai la spesa, nelle prime serate d’autunno, a colazione clicca qui per scoprire come farlo!
Balon Mundial è il calcio che cambia il mondo, il calcio che mette in gioco le differenze!
worthwearing.org/store/balon-mundial

worthwearing.org/store/balon-mundial

Se non sai come fare ma vuoi sostenerci visita la pagina sostienici oppure scrivi a info@balonmundial.it

FINALMENTE ONLINE LA MAGLIA DI BALON MUNDIAL !!

Quest’anno è il dodicesimo anno di Balon Mundial la coppa delle comunità migranti di Torino!
12 come il numero del dodicesimo giocatore: il tifo, a cui dedichiamo la grafica di quest’edizione. Il pubblico è fondamentale per creare dentro e attorno ai campi un luogo di incontro tra le oltre 35 comunità che vivono #Torino.

Questo il tema della bellissima grafica di Francesco Lopomo

Per ogni maglietta, di diversi modelli e colori, un terzo del ricavato viene tassato e versato a balonmundial per aiutare il torneo e le attività dell’associazione a crescere ogni anno!

#BALONMUNDIAL #mettiingiocoledifferenze #tshirt#uniticontroilrazzismo #sportforall #torino #calcio #sostienici

 

Balon Mundial 2018: novità, sponsor, partner e date del torneo

Il torneo delle comunità migranti di Torino si svolgerà dal 16 giugno al 29 luglio 2018 con il supporto di calciatori e progetti internazionali come FIFA Football for Hope, Giorgio Chiellini per Common goal, Fare Network, Museo Egizio.

Novità 2018 del toneo Balon Mundial sono la creazione del Fair Play team (scopri di più – clicca qui),la formazione dei Fan Mediator(clicca qui per avere più info), il sostegno di Giorgio Chiellini attraverso l’iniziativa di sensibilizzazione al mondo del calcio Common Goal (scopri di più – clicca qui), la madrina di Balon Mundial Femminile Valentina Cernoia, campionessa d’Italia e giocatrice della Nazionale Italiana (scorpi di più al link), l’ospitalità e la collaborazione del Museo Egizio ().

Quest’anno è il dodicesimo anno, 12 come il numero del dodicesimo giocatore: il tifo, a cui dedicheremo  questa edizione. Fondamentale per raggiungere il vero obiettivo di Balon Mundial, creare attorno ai campi un luogo di incontro tra le culture e le persone che vivono la città di Torino. Desideriamo coinvolgere sempre di più le comunità nella vita cittadina attraverso il calcio, per questo due delle grandi novità di questa edizione sono dedicate ai tifosi e alle comunità : la nascita del Fan Mediator e la collaborazione con il Museo Egizio.

SPONSOR BALON MUNDIAL 2018

  • Ria
  • Avis
  • PerMicro

PARTNER BALON MUNDIAL 2018

  • streetfootballworld
  • Common Goal
  • FIFA Football for Hope
  • Fare Network
  • Museo Egizio
  • Unhcr
  • Uisp Torino
  • Uisp Piemonte
  • Regione Piemonte
  • Città Metropolitana di Torino
  • Comune di Torino
  • Circoscrizione 7
  • Giovani per Torino

Supporto comunicazione e media partner

  • Radio Beckwith Evangelica
  • Libree idee cooperativa
  • Tellus

BALON MUNDIAL 2018

SQUADRE PARTECIPANTI

32 Squadre Maschili

10 Squadre Femminili

DOVE

(Gironi di qualificazione, ottavi e quarti di finale)

Impianto Sportivo Colletta – Piazza Aleramo 24

(Semifinali e Finali)

Luogo da definirsi

QUANDO

Gironi di qualificazione

    • Sabato 16 Giugno (12.00 – 20.00)
    • Domenica 17 Giugno (09.00 – 20.00)
    • Sabato 23 Giugno (12.00 – 20.00)
    • Domenica 24 Giugno (09.00 – 20.00)
    • Sabato 30 Giugno (12.00 – 20.00)
    • Domenica 1 Luglio (09.00 – 20.00
    • Sabato 7 Luglio (12.00 – 20.00)

 

  • Domenica 8 Luglio (09.00 – 20.00)

 

Ottavi di Finale

  • Sabato 14 Luglio (12.00 – 20.00)
  • Domenica 15 Luglio (09.00 – 20.00)

Quarti di Finale

  • Domenica 22 Luglio (09.00 – 20.00)

Semifinali

  • Sabato 28 Luglio (12.00 – 20.00)

Finali

  • Domenica 29 Luglio (12.00 – 20.00)

Da 12 anni i giocatori e le giocatrici di Balon Mundial sognano di alzare la coppa del mondo di Torino scendendo in campo ma portando alla città di Torino valori e nuove opportunità: il consolidamento delle associazioni migranti attraverso il calcio, la creazione di nuove comunità, l’inclusione sociale di rifugiati e richiedenti asilo.

Il calcio torna protagonista nel suo aspetto che richiama maggiormente alle sue origini: gioco, momento di incontro capace di superare le diverse barriere, linguistiche, culturali. Una lingua universale capace di mettere attorno a un campo di calcio più di 30 diverse comunità, giovani e meno giovani di prima seconda e terza generazione che in questi anni vivono e cambiano la città di Torino.

La festa attorno ai campi è l’ultimo tassello di un percorso che inizia molti mesi prima, sia per le squadre che in questi mesi hanno già iniziato raduni ed allenamenti, sia per tutta la macchina organizzativa gestita dall’Associazione Balon Mundial.

Entrambe incontrano difficoltà nel reperire le risorse: fisiche, economiche, i materiali e ovviamente i campi. Nonostante le Circoscrizioni 6 (Impianto sportivo Regaldi e campo base Oxilia) e 7 (Cittadella dello sport Colletta) ci aiutino nel trovare campi dove le squadre possono allenarsi e dove sviluppare la manifestazione, le richieste sono tante e specialmente per la grande finale di Balon Mundial le difficoltà sono sempre tante.

Con orgoglio nel 2018 siamo sostenuti da due progetti internazionali che credono nella capacità del calcio di cambiare il mondo, Common Goal e Fifa Football For Hope. Contanto sul lavoro dei nostri volontari abbiamo accettato la sfida di co-finanziare i contributi e lanceremo la campagna di crowdfunding dove chiederemo alla comunità sportiva che crede che il calcio abbia la forza di avere un vero impatto sociale sulle persone di sostenere Balon Mundial: il nostro mondiale non è solo quello dei grandi atleti, ma vuole essere soprattutto quello dei valori che il calcio può e deve trasmettere, e chiederemo a tutti gli appassionati di sostenerlo!

bm2018

 

Perché facciamo tutto questo lavoro (gratuito) da 12 anni? Leggi l’intero pezzo sul nostro sito: http://var/www/html/balonmundial/perche-facciamo-tutto-questo-lavoro-gratuito-da-12-anni/

 

FOOTBALL COMMUNITIES

“Balon Mundial – Football Communities” è un torneo di calcio a 11 Maschile riservato a rifugiati e richiedenti asilo residenti nei C.A.S. E negli S.P.R.A.R. di Torino e dintorni che da due anni si tiene tra i mesi di Aprile e Maggio presso l’Impianto Sportivo Regaldi, in via Monteverdi 4.

La squadra vincitrice di Football Communities guadagna il diritto di partecipare a Balon Mundial – la Coppa delle Comunità Migranti di Torino.

 

Football Communities 2017, 1° edizione, ha visto la presenza di 16 squadre per un totale di più di 400 atleti provenienti da oltre 50 paesi.

La vincitrice è stata Terremondo Balon Boys che ha poi preso parte all’Edizione 2017 di Balon Mundial.

L’edizione 2018 ha visto invece la partecipazione di 18 squadre, alcune presenti anche l’anno prima ed altre debuttanti, che si sono sfidate in una serie di triangolari fino alla giornata finale composta da quarti di finale, semifinali e finali.

La vincitrice della seconda edizione è stata il Centro Fenoglio che prenderà parte all’edizione 2018 di Balon Mundial.

L’articolo sulla giornata finale di Football Communities 2018 sul nostro sito:

http://var/www/html/balonmundial/centro-fenoglio-vince-football-communities-2018-e-strappa-il-pass-per-balon-mundial/