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Eniola Aluko: perchè sulle discriminazioni siamo decenni indietro

“È duro essere negro. Ti è mai capitato di esserlo? A me sì, una volta, quando ero povero.”

[Larry Holmes, ex pugile professionista]

 

 

Si potrebbe anche chiudere con questa frase il commento alle parole che Eniola Aluko ha lasciato nei giorni scorsi al The Guardian, ma se vogliamo capire le sue dichiarazioni dobbiamo provare ad immaginare il contesto e i protagonisti di questa storia e ricordarci che il razzismo ha le sue origini nei pregiudizi.

Eni Aluko  è cresciuta in Inghilterra, un ambiente dove essere di colore non significa per forza essere povero e dove la discriminazione viene regolarmente denunciata (questo è un dato fortemente affermato dal compianto Mauro Valeri che a capo dell’UNAR denunciava come in Italia le denunce di discriminazioni siano molto inferiori alla Gran Bretagna, non perché nel nostro paese non esista il razzismo, ma perché non fa parte della nostra cultura né per il discriminato né per i testimoni denunciare alle autorità eventuali comportamenti discriminatori).

Eni Aluko è anche una calciatrice di successo, una condizione che in Inghilterra le ha dato uno status di privilegiata e di benestante molto maggiore rispetto alle colleghe italiane. Va sottolineato che Eniola è una giocatrice trentaduenne con una carriera ricca di successi in 3 nazioni diverse e tornerà a giocare nella Premier League femminile, il più importante campionato europeo, in cui il professionismo femminile è riconosciuto da tempo e dove le calciatrici possono ottenere buoni contratti, stipendi competitivi e notorietà grazie alla copertura mediatica. Insomma sono delle celebrità, riconosciute e riconoscibili pubblicamente.

Dunque riassumendo: Eniola è una giovane benestante, una sportiva famosa, ed è cresciuta in un contesto in cui le discriminazioni sono denunciate e sanzionate.

In Italia, dove le discriminazioni sono ancora tollerate e il calcio femminile non ha ancora raggiunto la diffusione che ha in Gran Bretagna, Eniola ha perso il suo “status” di calciatrice che, come lei stessa ha affermato, l’ha difesa negli stadi quando indossava la divisa della Juventus che la rendeva riconoscibile. Fuori dal campo, come in un gioco di ruolo, Eniola ha indossato le vesti di una giovane ragazza di colore che va a fare shopping e qui è emersa la vera discriminazione: nella nostra società non siamo ancora pronti a vedere o immaginare che una persona di colore possa permettersi di andare per negozi, magari anche costosi, a fare shopping.

In Italia è ancora forte il pregiudizio che impone che una persona di colore sia: immigrata e quindi probabilmente povera, sicuramente non adatta e quindi fuori luogo in certi contesti.

E’ questo il forte messaggio che ci manda Eniola e di cui le siamo grati:  “in Italia sono decenni indietro“.

Nella nostra esperienza molti ragazzi con background migratorio con cui abbiamo parlato ci dicono che è normale che se si siedono sul bus vicino a un anziano, quest’ultimo cerchi subito il portafoglio o metta al sicuro la borsetta. E’ quel “normale” che ci deve far paura e che ci dimostra che siamo indietro su tutto: se anche la persona che subisce la discriminazione è talmente satura delle reazioni degli altri al suo passaggio da diventare anestetizzata, arresa al fatto che il cambiamento su questi temi non riguarderà lui o lei.

Eniola invece non ha tollerato, abituata a un contesto molto più sensibile a queste tematiche ha alzato la voce. E per questo dovrebbe essere un esempio.

Siamo certi e sicuri che la nostra città abbia del bello, un forte movimento civile che dal basso e da decenni combatte contro ogni forma di discriminazione, promuove iniziative e nella vita di tutti i giorni sa come confrontarsi con tutte e tutti.

Ma Eniola ci ha solo fornito un indicazione: bravi, continuate così, ma la strada è lunga.

Sappiate che, senza la maglietta della Juventus che mi protegge e rende visibile il mio status,  sono solo una ragazza di colore facile bersaglio dei pregiudizi, che rischia di essere facilmente vittima di discriminazione, quella più subdola, quella non detta, quella che parla attraverso il linguaggio del corpo e degli occhi.

Siamo pari? Calcio femminile e dintorni [Sy yo fuera Maradona]

Il ciclo di incontri ‘Si yo fuera Maradona’, organizzato da Officine Corsare A.S.D. Balon Mundial ONLUS, prosegue l’8 marzo con una serata speciale in collaborazione con Partycillina. Abbiamo scelto di parlare di parità accendendo i riflettori sull’invisibile e sconosciuto mondo del calcio femminile, dando voce e visibilità ad attori e attrici professionisti e amatoriali. Cosa succede dentro e fuori dal campo quando la passione per il pallone si scontra con alcuni dei più radicati e sottili stereotipi della nostra società? Siamo pari?’ Palla al centro”.

OSPITI

Edoardo Brunetti, responsabile comunicazione e marketing Brescia Calcio Femminile. Ex dirigente del settore giovanile del Torino Calcio ed ex responsabile settore Giovanile Ivrea e Pro Vercelli, è stato anche responsabile comunicazione e sviluppo immagine del Torino Calcio Femminile.

Esther Franke, giocatrice e volontaria di Discover Football, associazione Berlinese che si occupa di promozione del calcio femminile in particolare nei paesi del sud del mondo e decostruzione degli stereotipi di genere.

Francesca Gargiulo, giocatrice amatoriale dell’Università di Milano Bicocca, neolaureata in psicologia con una tesi sul calcio femminile

Roberto Marchesi, allenatore squadra amatoriale di calcio a 5 femminile.

Tatiana Zorri, allenatrice del Luserna Calcio Femminile (squadra di serie A) nonché ex giocatrice professionista (ha vinto uno scudetto e due coppe Italia con la Lazio, ha esordito in Nazionale a 15 anni e ha giocato più di 150 partite in Nazionale)

Modera: Stefano Rosso, giornalista sportivo.
Introduce: Cecilia Nessi (Balon Mundial / Officine Corsare)

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Ingresso libero con tessera Arci
CUCINA APERTA DALLE 20.00!!

Aperte le pre-iscrizioni per Balon Mundial 2016

Balon Mundial compie 10 anni!!

Bentornati a coloro che già ci conoscono e benvenuti a chi ci legge per la prima volta! Lo sapevate che Balon Mundial è il torneo per migranti più partecipato d’Europa?

Anche quest’anno stiamo organizzando la manifestazione che fa incontrare migliaia di persone provenienti da più di 40 nazioni e residenti sul territorio piemontese. Lo spirito dell’evento è quello del mettersi in gioco, costruendo la Coppa del Mondo delle Comunità Migranti, giocando secondo le regole del fair play, del rispetto dell’altro e lottando contro il razzismo e ogni forma di discriminazione.

In questi giorni stiamo raccogliendo il vostro interesse a partecipare a Balon Mundial 2016.

Preregistrare la vostra squadra è semplice, basta compilare il modulo che trovate cliccando qui sotto:

BM2016_manifestazione di interesse a partecipare_SQUADRE

In allegato a questa mail trovate il Regolamento per partecipare.

Abbiamo bisogno che ci mandiate il modulo entro il 28 febbraio!

La manifestazione è possibile grazie all’impegno dell’A.S.D. Balon Mundial ONLUS e dei suoi volontari. Se volete unirvi alla nostra squadra o conoscete qualcuno interessato, compilate e inviate il modulo che trovate cliccando qui sotto:

BM2016_manifestazione di interesse a partecipare_VOLONTARI

 

Abbiamo bisogno dell’entusiasmo e della forza di tutti per festeggiare il raggiungimento della decima edizione!!

BM16_manifestazione di interesse_regolamento

FACEBOOK: asdbalonmundialonlus

EMAIL: info@balonmundial.it

#BM16 #balonmundial


Le squadre di Balon Mundial a “Quelli che il calcio”. Episodio II: La selezione peruviana femminile

Domenica 24 gennaio proseguirà la collaborazione tra l’A.S.D. Balon Mundial ONLUS e la famosa trasmissione televisiva Quelli che il calcio.

Dopo la divertente diretta con i ragazzi della squadra cinese (qui il podcast della puntata del 10 gennaio ) scenderanno in campo le giocatrici della Selezione Femminile Peruviana, squadra storica e sempre presente nel Balon Mundial Femminile dal 2011 anno della sua prima edizione.

A condurre il collegamento dai campi della Colletta Dj Angelo, che coinvolgerà le giocatrici in divertenti siparietti e guiderà la riproduzione dei goal realizzati in diretta sui campi della Serie A.

Vi aspettiamo numerosi davanti ai televisori, domenica 24 gennaio, RAI DUE, “Quelli che il calcio” dalle 14.00 alle 17.00.