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Donne, la parità di genere è ancora lontana. Un nuovo progetto Balon Mundial per invertire la rotta.

La parità di genere è uno dei 17 Obiettivi Globali promossi dalle Nazioni Unite nell’ Agenda 2030 ed è un tema ancora molto discusso nello sport. Crediamo che il tempo sia maturo per poterci mettere le mani, e lavorare per un cambiamento anche nel mondo sportivo.

Lo sport è un ambito in cui la differenza di genere è ancora molto evidente e dove gli stereotipi sono più difficili a morire: “il rugby non è un sport per donne”, “vai a fare danza che è uno sport femminile”, solo per citare alcune frasi ricorrenti che a tutte e tutti è capitato di sentire.

E il calcio? Lo sport più praticato, lo sport che dà l’esempio anche agli altri sport, lo sport che può osare perché se lo può permettere è ancora uno spazio dove i valori in cui crediamo fanno fatica ad imporsi.

La situazione italiana del calcio femminile è sotto gli occhi di tutti: non esiste un professionismo femminile, nonostante alcuni tentativi di portare la tematica a galla, l’entusiasmo portato dai risultati positivi della Nazionale Italiana ai Mondiali di Francia 2019, ha evidenziato l’Italia come unica squadra tra le prime otto più forti nel mondo composta da atlete “dilettanti”.

In più: la percentuale di presenza femminile è drammaticamente bassa, dal calcio dilettante alle cabine di regia del calcio nazionale, dai ruoli educativi, a quelli dirigenziali e amministrativi.

I numeri parlano da soli:
– le dirigenti di società sportive sono il 15,4% (gli uomini l’84,6)
– le dirigenti federali il 12,4%
– le ufficiali di gara il 18,2%

( tratto da: i numeri dello sport 2017, CONI )

Esiste un problema culturale di partecipazione femminile che non riguarda solo la sport. Ma lo sport può fare molto per invertire la rotta.

La Coppa del Mondo delle Comunità Migranti, il torneo Balon Mundial  esordì nel 2007 con solo squadre maschili. Nel corso degli anni, lo sport femminile è riuscito a farsi spazio, e dal 2010 il torneo ha anche la sua versione femminile nel consueto appuntamento estivo. Le squadre sono cambiate nel tempo, e alcune delle squadre femminili sono arrivate a mettere in campo tre generazioni facendo diventare la squadra una famiglia nel vero senso della parola!

Quest’anno grazie ad una collaborazione con un brand internazionale (che ancora non possiamo citare!) abbiamo creato un team di donne, educatrici, allenatrici e giocatrici con l’obiettivo di cambiare le regole del gioco, partendo dai campi e dal territorio torinese.

Durante la prima il team ha individuato alcune barriere che incontrano quotidianamente nel percorso sportivo:

  • meno opportunità
  • doppio sforzo per raggiungere stessi livelli maschili
  • spazi e strutture scadenti (quello che non usano i maschi)
  • trattamenti diversi da parte dell’impianto (tanto è la squadra femminile che si allena)
  • meno credibilità come coach
  • linguaggio da parte di allenatori maschi
  • le società ti affidano i bambini da allenare perchè le donne hanno l’istinto materno
  • stereotipi/pregiudizi
  • mancanza di sponsor che porterebbe anche più motivazione

E proprio da qui vogliamo partire!

Creare più accessibilità allo sport, lottare contro stereotipi di genere,  aumentare la consapevolezza che una società in cui le donne siano parte attiva e protagoniste delle attività e NON parte funzionale ai progetti, può davvero fare la differenza.

Il claim di Balon Mundial è metti in gioco le differenze, che racchiude uno dei valori del mondo dello sport: l’inclusione.

L’inclusione di genere a tutti i livelli, dal campo da gioco, alle panchine, allo staff tecnico, ed alle dirigenze porterà un cambiamento non solo nel mondo sportivo, ma anche nella nostra società. Gender equality vuol dire sviluppo personale, vuol dire crescita, vuol dire giustizia, vuol dire responsabilità e vuol dire onestà.

La gender equality non è una “questione” femminile, è una questione che ci riguarda tutte e tutti!

 

 

Hai a cuore la parità di genere nello sport?

Se pensi che sia arrivato il momento per mettersi in gioco, entra nel team!

Scrivici!

Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, un’intervista a Veet Sandeh

Oggi è la giornata mondiale contro l’odio omotransfobico (IDAHOBIT) e ne abbiamo parlato con Veet Sandeh, attivista trans-femminista, presidentessa dell’associazione Sunderam – Identità Transgender Torino Onlus,  organizzatrice della Trans Freedom March e co-fondatrice del Divine Queer Film Festival, che proprio oggi offre in streaming gratuito 5 film sulla piattaforma Streeen.org

17 Maggio Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia (IDAHOBIT), a che punto siamo?

C’è ancora molto da fare. Tutti gli indicatori ci dicono che in Italia gli episodi di reati e altri atti motivati da odio omoBiLesboTransfobico sono in aumento. Lo sostiene il rapporto  Hate Crimes No More Italy, ad esempio, che ci dà un inquietante fotografia di come sta crescendo l’odio del diverso.
Siamo anche i primi in Europa per omicidi a sfondo transfobico, l’ultimo caso pochi mesi fa a Roma.
Non è forse un caso che L’italia sia l’unico tra i paesi fondatori dell’Unione Europea a non avere una legge contro l’omolesbobitransfobia anche se una proposta di legge in corso c’è: è la proposta Zan, ma è slittata la discussione  a causa dell’emergenza sanitaria.

Si respira questo clima anche a Torino?

A Torino c’è un clima più sereno rispetto ad altre regioni del nord come Lombardia e Veneto. Vivo la mia quotidianità in modo tranquillo e negli ultimi anni non mi sono più capitati episodi palesi di violenza. Anche se il lavoro è ancora un tema delicato, ma questo vale per tutta l’italia.

Il lavoro è un tema difficile?

Si, per molti anni la prostituzione è stata l’unica fonte di sostentamento per molte trans e per questo siamo state criminalizzate ed emarginate. In una società che concepisce il genere come biunivoco, uomini o donne, con una forte supremazia del primo sul secondo e non c’è stato molto spazio per soggettività “altre”. E gli effetti di una cultura “maschile” si vedono ancora oggi: persone che hanno completato la transizione MtF (da uomo a donna) hanno molte meno chances di trovare lavoro, hanno rifiutato la parte maschile per essere discriminate in quanto donne.
C’è da aggiungere che le nuove generazioni possono trovare maggior comprensione nelle famiglia, possono contare su una rete sociale di supporto, frequentano le università, insomma trovano una società più preparata.
La forte marginalizzazione e la forte avversione sociale ha spinto molte trans a cercare un’omologazione attraverso la chirurgia estetica diventando uomini o donne, stufe e stufi di essere discriminati.
Oggi per fortuna  è un po’ più facile sentirsi “fuori dagli schemi”,

Come è stata vissuta l’emergenza Sanitaria Covid-19?
Sono molte le iniziative partite dalle associazioni trans, da Mit (Movimento Identità Trans – Bologna), Consultorio Transgenere (Torre del Lago) e Atn (Associazione Transessuale Napoli), per il sostegno donne e persone Lgbtiq  durante l’emergenza sanitaria. Molte sono migranti irregolari, senza una casa oppure persone che vivono in contesti familiari violenti, sex workers, tutte persone escluse dagli ammortizzatori sociali previsti dai decreti.
Una buona notizia però c’è. Nonostante l’emergenza è stato comunque deciso di varare il 25 Maggio il portale infotrans.it, un portale istituzionale che mette a disposizione informazioni sanitarie e giuridiche dedicate alle persone transgender.

Cosa pensi invece dello sport? Qual è la situazione in Italia?
Secondo un report europeo uscito pochi giorni fa,  il 90% delle persone LGBTQI percepisce l’omofobia come un problema nello sport. La percentuale è ancora più alta per la transfobia. Chi supera questa paura però si scontra con una altro triste dato di fatto: il 60% delle discriminazioni avviene in squadra, agite cioè dai compagne e compagni.
In ogni caso lo sport di squadra non è stato mai un tema nel mondo trans, almeno fino a pochi anni fa.
Alcune trans praticano la meditazione, lo Joga o il Buddismo, ma il benessere fisico rimane comunque un fatto personale, una questione individuale. Nella mia vita il mio percorso spirituale è stato centrale per fare di me quella che sono, sentirmi meravigliosa al di là del riconoscimento esterno.

Un quadro tutt’altro che confortante.
Durante l’ultima Trans Freedoom March, la manifestazione che ogni anno ricorda le vittime dell’odio transfobico ha sfilato con noi il Green Taoros, una squadra torinese di Quidditch. È l’unico sport veramente inclusivo che conosca, sarà che è nato da una favola, quella di Harry Potter.
Nel Divine Queer Film Festival abbiamo inserito l’anno scorso un film sul Quidditch, Off-Broom, che parla proprio di questo sport, che ha avuto un enorme successo.

Parliamo del Divine Queer Film Festival. Cosa avete in programma per oggi 17 Maggio in occasione dell’ IDAHOBIT?
Abbiamo fondato insieme ad Achille Schiavone e Murat Cinar il  Dqff  nel 2015, con l’intento di esplorare i temi del transgenderismo, della disabilità e delle problematiche legate alle migrazioni. Ogni anno ospitiamo anche documentari o film che trattano di temi quali l’accessibilità allo sport.
Oggi, grazie ad un accordo con la piattafrom streeen.org, il Divine Queer film Festival propone lo streaming gratuito di cinque film, tra cui proprio Off-Bloom. Il film racconta la preparazione di una squadra di  Quidditch ai giochi europei, in particolare  la traiettoria di vita del portiere transgender della squadra e il ruolo che ha avuto questo sport nel percorso di autodeterminazione e consapevolezza della propria diversità.

Potete vedere i film in streaming qui: Streen e Divine Queer Film Festival insieme contro l’omotransfobia

Siamo pari? Calcio femminile e dintorni [Sy yo fuera Maradona]

Il ciclo di incontri ‘Si yo fuera Maradona’, organizzato da Officine Corsare A.S.D. Balon Mundial ONLUS, prosegue l’8 marzo con una serata speciale in collaborazione con Partycillina. Abbiamo scelto di parlare di parità accendendo i riflettori sull’invisibile e sconosciuto mondo del calcio femminile, dando voce e visibilità ad attori e attrici professionisti e amatoriali. Cosa succede dentro e fuori dal campo quando la passione per il pallone si scontra con alcuni dei più radicati e sottili stereotipi della nostra società? Siamo pari?’ Palla al centro”.

OSPITI

Edoardo Brunetti, responsabile comunicazione e marketing Brescia Calcio Femminile. Ex dirigente del settore giovanile del Torino Calcio ed ex responsabile settore Giovanile Ivrea e Pro Vercelli, è stato anche responsabile comunicazione e sviluppo immagine del Torino Calcio Femminile.

Esther Franke, giocatrice e volontaria di Discover Football, associazione Berlinese che si occupa di promozione del calcio femminile in particolare nei paesi del sud del mondo e decostruzione degli stereotipi di genere.

Francesca Gargiulo, giocatrice amatoriale dell’Università di Milano Bicocca, neolaureata in psicologia con una tesi sul calcio femminile

Roberto Marchesi, allenatore squadra amatoriale di calcio a 5 femminile.

Tatiana Zorri, allenatrice del Luserna Calcio Femminile (squadra di serie A) nonché ex giocatrice professionista (ha vinto uno scudetto e due coppe Italia con la Lazio, ha esordito in Nazionale a 15 anni e ha giocato più di 150 partite in Nazionale)

Modera: Stefano Rosso, giornalista sportivo.
Introduce: Cecilia Nessi (Balon Mundial / Officine Corsare)

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Ingresso libero con tessera Arci
CUCINA APERTA DALLE 20.00!!

On line report convegno “Cittadinanza Sportiva”

CONVEGNO

CITTADINANZA SPORTIVA E NUOVI CITTADINI

17 ottobre 2015

Circolo dei Lettori – Torino

INTRODUZIONE

In occasione delle F.A.R.E. Action Weeks 2015, settimane Europee contro il razzismo nel calcio, l’A.S.D. Balon Mundial ONLUS, impegnata da tempo nella lotta alle discriminazioni e membro di F.A.R.E. Network (Football Against Racism in Europe), è stata scelta per organizzare una delle nove grandi iniziative europee destinate alla lotta contro il razzismo nel calcio e nel mondo dello sport.

Nel corso del convegno intitolato “Cittadinanza sportiva e nuovi cittadini” tenutosi presso il Circolo dei Lettori di Torino il 17 ottobre 2015, grazie al contributo di rappresentanti provenienti dal mondo della politica, dello sport e della società civile, A.S.D. Balon Mundial ONLUS ha affrontato e discusso le tematiche legate alla Proposta di legge n. 1949-2014 sulla Cittadinanza Sportiva, lanciato la campagna social #azzurropureio e organizzato un incontro tra le realtà che in Italia utilizzano il calcio come strumento di incontro ed inclusione sociale per richiedenti asilo, rifugiati politici e migranti, con l’obiettivo di creare la prima rete italiana ed europea di calcio migrante.

Obiettivo di questo breve testo è anticipare il report della conferenza, presentando i temi emersi durante le due sessioni di lavori, favorendo l’avvio di una collaborazione tra i soggetti presenti e i partecipanti ed evidenziando azioni concrete su cui fare fronte comune lavorando congiuntamente.

TEMI AFFRONTATI

SESSIONE DEL MATTINO

Presentazione e discussione sulla proposta di legge n. 1949-2014 sulla Cittadinanza Sportiva, unitamente all’approfondimento e all’analisi delle criticità delle questioni collegate ad essa.

MODERATORE: TOMMASO POZZATO – Presidente A.S.D. Balon Mundial ONLUS

INTERVENTI

Laura Spina

Nessuno Fuorigioco ONLUS

Max Mauro

Docente e ricercatore – Southampton Solent University

Paolo Anselmo

FIGC – Federazione Italiana Gioco Calcio – Settore giovanile scolastico

Timothy Donato

Progetto “Play With Us – We are not afraid of you” – Nessuno Fuorigioco Onlus

Monica Cerutti

Assessora alle Politiche Giovanili, Diritti Civili, Immigrazione

Massimo Aghilar

UISP – Politiche Sociali, Educative e Giovanili

On. Filippo Fossati

Parlamentare promotore della legge sulla Cittadinanza sportiva

ABSTRACT

La presentazione del quadro giuridico sul diritto al gioco in Italia della dott.ssa Laura Spina, primo intervento della giornata, ha subito offerto un punto di vista che pone lo sport non solo all’interno della più classica visione di diritto alla ricerca della salute e del benessere psicofisico, ma come diritto fondamentale per il minore e per l’adulto a partecipare ad un’attività educativa, relazionale, capace non solo di tutelare la salute della persona ma anche di aiutarla nello sviluppo e nella crescita, portando lo sport amatoriale più nell’ambito dei confini del diritto al gioco rispetto ad un approccio che intende lo sport come sfida e competizione. Tale visione ha accompagnato ed anticipato una visione dello sport che è stata largamente condivisa ed implementata da tutti i relatori successivi.

Nell’ambito di questa visione educativa dello sport, che il dott. Paolo Anselmo ha inserito nei tre pilastri dell’educazione dopo famiglia e scuola, il mondo normativo che regola l’accesso e il tesseramento dei minori figli di stranieri e migranti nel calcio e nello sport Italiano in genere, risulta indietro sia rispetto alle convenzioni internazionali che tutelano il diritto al gioco, sia rispetto alla visione di sport promossa dall’Unione Europea attraverso la Carta Europea dello Sport.

I limiti, individuati in un regolamento FIFA orientato a difendere i minori dai trasferimenti internazionali inseguendo il sogno del calcio professionistico, si scontrano con la realtà di una società in movimento, caratterizzata da flussi migratori continui e da regolamenti federali inadeguati, senza l’iniziativa personale di singoli presidenti di comitati, a rispondere alle richieste di giovani migranti di partecipare alle attività federali senza incorrere in processi burocratici ostici e talvolta non privi di incongruenze (vedi richiesta di controllo di un precedente tesseramento presso Federazioni sportive estere, ad esempio, di un minore figlio di richiedenti asilo che proprio in virtù della loro condizione non desiderano e non possono dichiarare la loro attuale residenza al paese di provenienza).

Con le attuali normative in vigore, il minore figlio di migranti viene dunque ostacolato nel suo diritto al gioco e diritto allo sport, che in termini pratici, significa che mentre due bambini hanno per diritto pari accesso e pari dignità a scuola, lo stesso non può avvenire sui campi di calcio.

All’interno di questo quadro, il passaggio dalla Camera al Senato delle proposte di legge sulla Cittadinanza Sportiva, che offre la possibilità di superare molti degli ostacoli burocratici menzionati e della legge sulla Cittadinanza per i minori stranieri sulla base dello ius soli temperato e dello ius culturae, per quanto percorsi paralleli e non privi di criticità, rappresentano ad oggi in Italia l’avanguardia sul diritto di cittadinanza, di accesso e di partecipazione per i nuovi cittadini, con il limite di essere un passo in avanti per il diritto ai cittadini e non per il diritto alle persone. Tuttavia le due proposte di legge, per quanto affini per temi e obiettivi finali, sembrano destinate a non incrociarsi o, come invece auspicato da Max Mauro, a non essere incorporate creando un unico testo di legge.

L’auspicio di tutti i presenti, emerso nei vari interventi, è di vedere la promulgazione della legge sulla cittadinanza sportiva, migliorata con piccoli ma efficaci emendamenti su temi cruciali per permettere a tutti i minori il diritto al gioco e allo sport.

QUESTIONI CHIAVE

  • Lo sport come diritto al gioco, alla crescita ed all’educazione per i minori.

  • L’inserimento dello Sport nel Disegno di Legge della Regione Piemonte: “Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale”.

  • La promulgazione delle Legge di Cittadinanza Sportiva con emendamento per cancellare requisito di residenza e introdurre il requisito di domicilio.

  • La promulgazione delle Legge di Cittadinanza Sportiva con emendamento per favorire la partecipazione delle eccellenze sportive di seconda generazione, o minori nati in Italia o cresciuti in Italia da genitori migranti o stranieri, ai percorsi agonistici federali anche indossando la maglia azzurra.

  • La previsione di accesso dei minori alle attività federali anche nei periodi precedenti l’acquisizione del diritto di Cittadinanza come previsto da testo di legge (durante il percorso scolastico se minore di 13 anni; prima dei 18 anni se minore nato in Italia).

  • La Modifica regolamento FIGC per il favorire il tesseramento dei minori non accompagnati.

  • La modifica del regolamento FIGC con abolizione di richiesta di certificato di tesseramento presso Federazioni estere per minori nati in Italia.

  • L’identificazione, anche a livello normativo, dello sport come strumento di inclusione sociale capace di far parte delle pratiche che compongono uno degli elementi fondanti dello ius culturae.

LANCIO DELLA CAMPAGNA “#azzurropureio”

A sostegno della proposta di legge sulla Cittadinanza Sportiva abbiamo lanciato la campagna sui social network: #azzurropureio.

Ideata e lanciata in occasione delle Football people weeks 2015, la campagna #azzurropureio intende promuovere il diritto allo sport per tutti e sensibilizzare alla valorizzazione delle diversità e delle unicità sostenendo la partecipazione dei giovani immigrati che crescono in Italia, dei minori di c.d. “seconda generazione” (G2), nuovi italiani che vogliamo possano diventare rappresentanti dello sport nazionale avendo libero accesso. Il Calcio può divenire, così, strumento di lotta alle discriminazioni e agli stereotipi identitari nazionali.

Il presupposto è che le nazionali sportive, di calcio in particolare, rappresentano lo specchio della società, e in modo diretto e indiretto sono capaci di mandare grandi messaggi di comunicazione. In Italia la proposta di legge sulla Cittadinanza e quella sulla Cittadinanza Sportiva apriranno le porte alla nazionale a tanti giovani figli di migranti nati in Italia o che conquisteranno la Cittadinanza con lo ius culturae.

Come dimostrato dalle rappresentative sportive in altri Paesi che hanno conosciuto il fenomeno immigratorio prima del nostro, la selezione nazionale riveste un alto valore simbolico verso le nuove componenti della società, specialmente verso chi – giunto nel nostro Paese più recentemente o figlio di stranieri che abbiano deciso di stabilirsi in Italia – abbia fatto propria la cultura italiana e la integri con le sue specificità e unicità crescendo, studiando e praticando sport sul territorio.

La richiesta è di indossare la maglia della nazionale, pubblicare la foto sui propri social network con l’hashtag #azzurropureio #footballpeople #balonmundial.

SESSIONE DEL POMERIGGIO

Verso la costruzione di un Network del calcio migrante

MODERATORE: Federico Laface – A.S.D. Balon Mundial ONLUS

Interventi in sala o tramite contributi multimediali di:

  • Alberto Urbinati Liberi Nantes (Roma);

  • On. Filippo Fossati – Il caso di Mortara e l’interpellanza parlamentare;

  • Zaira Starnai SARI (Sport Against Racism in Ireland)La buona pratica di Sari Ireland;

  • A.S.D. Koa Bosco e Progetto San Michel (Rosarno)

  • Contributo video sugli episodi di discriminazione subiti durante il campionato di 3° categoria e presentazione del nuovo progetto di squadra mista italiani/rifugiati;

  • Cuori d’Aquila ed Equipo Corsaro (Torino) – Il passaggio dal Refugees Team alla squadra mista italiani/rifugiati come fase avanzata di un progetto d’inclusione attraverso lo sport;

  • Roberto Arena Survivors (Torino) – Attività agonistica sportiva ed inserimento lavorativo dei migranti attraverso la creazione di imprese sociali;

  • Luca Fanelli – Action Aid Lavoro di squadra (Alba).

ABSTRACT

Obiettivo della sessione pomeridiana è stato quello di mettere in contatto le realtà che in Italia lavorano con il calcio per favorire progetti di inclusione sociale, prima e seconda accoglienza, lotta alla disoccupazione.

Gli invitati hanno rappresentato realtà che nel loro settore hanno raggiunto livelli di eccellenza sportiva o sociale, progetti nati in Italia ma con una visione di sport europeo: sport come educazione, sport come inclusione sociale, sport come formazione e inserimento lavorativo.

Obiettivo dell’incontro è stato condividere le esperienze, conoscersi e individuare criticità comuni con un grande fine, la creazione di una rete che partendo da una visione comune del calcio sia capace di:

  • condividere le buone pratiche e le esperienze;

  • supportare la risoluzione di problematiche comuni, sportive e gestionali delle squadre;

  • progettare un fundraising comune;

  • realizzare una comunicazione coordinata sulle tematiche e gli interventi condivisi che raggiunga una visibilità nazionale e internazionale;

  • organizzare eventi di grande scala e impatto e interventi nelle aree di crisi dei migranti;

  • sviluppare una capacità di advocacy e la creazione di gruppi di pressione sui grandi temi inerenti migranti, richiedenti asilo, rifugiati e c.d. seconde generazioni.

Nel corso dei vari interventi sono emersi i seguenti temi:

  1. la richiesta di creare una rete concreta, capace di lavorare su pochi obiettivi ma comuni ed in modo efficace;

  2. la richiesta di riconoscere a livello normativo il valore sociale dello sport, come fattore determinante nell’inclusione sociale, come motore di accoglienza e prassi da inserire nei progetti di prima e seconda accoglienza non solo come attività accessoria ma come modello di intervento di lungo periodo e in situazioni di emergenza come intervento socio educativo sportivo;

  3. la richiesta ai club professionistici di investire per una ricaduta positiva sulle questioni sociali del territorio in cui sono inseriti sul modello dei top team nord europei;

  4. la richiesta alla FIGC di una normativa unificata che garantisca a livello nazionale la possibilità a richiedenti asilo e rifugiati di poter partecipare ai campionati con la stessa qualifica di un cittadino italiano, senza rientrare all’interno del limite degli stranieri imposto alle squadre;

  5. il riconoscimento normativo di una nuova figura di educatore socio sportivo, riconosciuta per titoli valutando il percorso esperienziale svolto e con la creazione di percorsi accademici dedicati;

  6. la richiesta alla FIGC di una normativa unificata che garantisca a livello nazionale la possibilità a squadre – completamente o in parte composte da richiedenti asilo e rifugiati- di partecipare regolarmente ai campionati dilettantistici.

RICHIESTE PER LA FIGC

Al Consiglio Direttivo rappresentato chiederemmo di:

  • recepire i suggerimenti emersi nella prima sessione del convegno in termini di regolamento al fine di favorire il diritto al gioco per i figli di migranti;

  • recepire i suggerimenti emersi nella seconda sessione del convegno in termini di regolamento al fine di favorire la partecipazione di richiedenti asilo e rifugiati politici e umanitari alla pratica sportiva dilettantistica;

  • aderire alla campagna #azzurropureio a livello istituzionale, favorendone la diffusione fra gli associati al fine di sostenere la legge sulla Cittadinanza Sportiva;

  • favorire l’incontro tra il progetto “RETE” dedicato ai ragazzi dei progetti S.P.R.A.R. e la nascente rete promossa dall’A.S.D. Balon Mundial ONLUS durante il workshop “Verso la costruzione di un Network del calcio migrante”.

Convegno “Cittadinanza Sportiva e nuovi cittadini”

locandina

CONFERENZA: CITTADINANZA SPORTIVA E NUOVI CITTADINI_Football People Weeks 2015
Sabato 17 ottobre 2015
Circolo dei Lettori, via Bogino, 9 Torino
h. 10-13; 14.30-19

>English below

In occasione delle Football People Weeks 2015, l’A.S.D. Balon Mundial Onlus, impegnata da 10 anni nella lotta alle discriminazioni e membro di FARE network (Football Against Racism in Europe), è stata scelta per organizzare una delle 9 grandi iniziative internazionali destinate alla lotta contro il razzismo nel calcio e nel mondo dello sport.

Il convegno “Cittadinanza Sportiva e nuovi cittadini” ha come obiettivo quello di fare il punto sui progressi in materia di diritti nel mondo dello sport, riunendo le migliori esperienze in termini di lotta alle discriminazioni e di inclusione sociale, con particolare riguardo alla condizione di richiedenti asilo, giovani rifugiati e c.d. “seconde generazioni”.

La riforma della legislazione sulla cittadinanza (ius soli, ius soli temperato, ius culturae), pur essendo un tema presente nell’agenda politica italiana, sembra dover affrontare un percorso più difficile di altri. Ad oggi, i figli degli immigrati cresciuti in Italia non possono partecipare alle attività agonistiche federali ne’, se meritevoli, vestire la maglia azzurra: pur andando a scuola con i loro coetanei italiani, sono esclusi dalla competizione e non possono rappresentare ai livelli più alti quello che di fatto è il loro Paese. Nuove pratiche di cittadinanza esistono invece nel mondo dello sport e il Calcio, in particolare, può essere capace di guardare oltre le differenze per coltivare un’idea più attuale di società aperta e diventare vero e proprio strumento di lotta alle discriminazioni e agli stereotipi identitari nazionali .

La prima parte della giornata sarà dedicata alla presentazione della Proposta di legge n. 1949-2014 sulla Cittadinanza Sportiva e ad approfondire le questioni collegate ad essa. La seconda parte sarà dedicata al tema dell’inclusione dei rifugiati e richiedenti asilo attraverso lo sport, mettendo a confronto i progetti di social football attivi in Europa, con l’obiettivo di creare un network del “ calcio migrante” capace di valorizzare le singole esperienze incoraggiando la cooperazione. Il convegno vuole essere anche l’occasione per dare il via a un percorso che porti alla realizzazione di un grande evento in occasione della Giornata del Rifugiato indetta dalle Nazioni Unite per il 21 giugno 2016.

Infine, nel corso della giornata verrà lanciata la Campagna di comunicazione virale #azzurropureio. La campagna #azzurropureio promuove il diritto allo sport per tutti ed educa alla valorizzazione delle diversità e delle unicità sostenendo la partecipazione dei giovani immigrati che crescono in Italia, dei minori di c.d. “seconda generazione” (G2), nuovi italiani che possono diventare rappresentanti dello sport nazionale.

PROGRAMMA

Sessione mattutina (h. 10-13)

SALUTO DI BENVENUTO

Tommaso Pozzato
(Presidente A.S.D. Balon Mundial ONLUS)

SALUTI ISTITUZIONALI

Ilda Curti
(Assessore Politiche Giovanili, Coordinamento politiche per la multiculturalità e per l’integrazione dei nuovi cittadini)

Monica Cerutti
(Assessora alle Politiche Giovanili, Diritti Civili, Immigrazione)

Massimo Aghilar
UISP – Politiche Sociali, Educative e Giovanili

LA PROPOSTA DI LEGGE CITTADINANZA SPORTIVA N.1949-2014

On.le Filippo Fossati
(Relatore principale e moderatore: il percorso della Pdl N.1949-2014)

ASGI (Associazione studi giuridici sulla immigrazione)
Presentazione del quadro normativo

Paolo Anselmo
(F.I.G.C. – Federazione Italiana Gioco Calcio)
Gli effetti della legge sui tesseramenti nel settore giovanile della F.I.G.C.

Massimo Aghilar
(UISP Torino)
Gli effetti della legge sui tesseramenti nel settore giovanile degli enti di promozione sportiva

Timothy Donato
(Progetto “Play With Us – We are not afraid of you” di Nessuno Fuorigioco Onlus)
Come estendere e garantire il diritto al gioco a tutte e tutti le /i minori presenti sul territorio italiano

Ilda Curti
(Assessore Politiche Giovanili, Coordinamento politiche per la multiculturalità e per l’integrazione dei nuovi cittadini)
“Come recepire e implementare a livello locale, regionale e nazionale la legge sulla cittadinanza sportiva”

Monica Cerutti
(Assessora alle Politiche Giovanili, Diritti Civili, Immigrazione)
“Come recepire e implementare a livello locale, regionale e nazionale la legge sulla cittadinanza sportiva”

On.le Filippo Fossati
“Come recepire e implementare a livello locale, regionale e nazionale la legge sulla cittadinanza sportiva”

h. 12.30 LANCIO DELLA CAMPAGNA #azzurropureio
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Sessione pomeridiana (h.14.30 – 18.30)

VERSO LA COSTRUZIONE DI UN NETWORK DEL CALCIO MIGRANTE

Moderatore: Federico Laface (A.s.d. Balon Mundial)

– SARI Sport Against Racism Ireland (Ireland)
– Liberi Nantes (Roma)
– Freedom – Cooperativa Faber (Mortara)
– Survivors (Torino)
– Africa United (Torino)
– Cuori D’Aquila (Torino)
– A.S.D. Koa Bosco e Progetto San Michel (Rosarno)
– Lavoro di Squadra – Asti

Contributi mutimediali dei Refugees teams del network di F.a.r.e. (Football Against Racism Europe) da Francia, Germania, Irlanda, Inghilterra, Croazia, Spagna e Polonia

#Azzurropureio
#FootballPeople
#FP2015
#IAM
#Balonmundial

FARE network
Balon Mundial
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>English version

CITIZENSHIP THROUGH SPORT CONFERENCE
Saturday, 17 October 2015, 10 a.m. – 18.30 a.m.
Circolo dei Lettori
Via Bogino 9, Turin (Italy)

A one-day international conference will be held in Turin, Italy, entitled “Cittadinanza Sportiva” (Citizenship through sport), to address the institutional discrimination and exclusion of asylum-seekers, refugees and immigrants, both women and men as part of the campaign Football People Action Weeks (8-22 october), the largest initiative against racism and discrimination in football led by Fa.r.e (Football against racism in Europe) network.
The conference will encourage the cooperation of partners and will include seminars and workshops that focus highlighting best practices in tackling discrimination .
In Italy debates regarding the reform of citizenship laws recognized sport as a means of promoting more immediate inclusion. A draft law (Pdl N.1949-2014) has been recently adopted by the Italian Senate, which enables second-generation minors, with permanent residence, to have the same rights and responsibilities as Italian minors to participate in federal sporting activities, until they achieve citizenship. The conference will provide stakeholders with practical information about the connections between citizenship and sport and will promote a new idea of citizenship based on the enlargement of the boundaries for the new comers
The second focus of the conference will be on the use of football as a tool for the empowerment and social inclusion of asylum-seekers, refugees and undocumented migrants. Activists and grassroots clubs across Europe have placed football at the centre of their efforts to make refugees welcome in Europe by stepping up their efforts to providing newcomers with sporting opportunities and a connection to help to find a place in their new communities. This will be done by promoting connections between the organizations which have managed refugees teams in Europe to promote good practices and create an international network of grassroots clubs working with refugees.
In order to build on the momentum generated by the conference, a communication campaign #azzurropureio will be launched to educate and breakdown stereotypes about national identities, to promote the participation of “new Italians” as representatives of Italian sport, as members of national teams.

CONFERENCE PROGRAMME

I) Morning session (h. 10-13)

h. 10.00 Welcome greeting
Tommaso Pozzato
(President A.S.D. Balon Mundial ONLUS)

Institutional greetings:

Ilda Curti
(Multicultural and integration affairs chairman of the Torino local council)

Monica Cerutti
(Youth, civil rights and immigration affairs chairman of the Piedmont regional council)

Massimo Aghilar
(Uisp Italia – Responsible for social, youth and educational politics)

CITIZENSHIP THROUGH SPORT DRAFT LAW (Pdl N.1949-2014)

Filippo Fossati
(Italian MP, promoter of the “Citizenship through sport” law)
Introduction to the “Citizenship through sport” law

ASGI
(Association of juridical studies on Immigration)
Presentation of the juridical context

Paolo Anselmo
(F.I.G.C. Italian federation of football leagues)
Impact of the Citizenship through sport law on enrollment in the F.I.G.C federal sporting clubs

Massimo Aghilar
(UISP Torino)
Impact of the “Citizenship through sport” law on enrollment in amateur sporting clubs

Timothy Donato
(Project “Play With Us – We are not afraid of you” by Nessuno Fuorigioco Onlus)
How to reach the right to play and to sport for all the minors in Italy

Ilda Curti
(Multicultural and integration affairs chairman of the Torino council)
How to ensure local implementation of the “Citizenship through sport” law

Monica Cerutti
(Youth, civil rights and immigration affairs chairman of the Piedmont region council)
How to ensure regional implementation of the “Citizenship through sport” law

On.le Filippo Fossati
How to ensure national implementation of the “Citizenship through sport” law

h. 12.30 #azzurropureio Social Media Campaign Kick Off
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II) Afternoon session (h.14.30 – 18.30)

BUILDING A REFUGEE-BASED SOCIAL FOOTBALL TEAM NETWORK

Moderator: Federico Laface (A.S.D. Balon Mundial Onlus)

Participants:

– SARI Sport Against Racism Ireland (Ireland)
– Liberi Nantes (Roma)
– Freedom – Cooperativa Faber (Mortara)
– Survivors (Torino)
– Africa United (Torino)
– Cuori D’Aquila (Torino)
– A.S.D. Koa Bosco e Progetto San Michel (Rosarno)
– Lavoro di Squadra – Asti

Multimedia contributions and Interventions by the refugee teams of the F.A.R.E. Network (Football Against Racism Europe) from France, Germany, Ireland, Croatia, Spain and Poland.

 

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